Tutoraggio supplementare
| Numero studi | Numero studenti | Effetto | Solidità delle evidenze | |
| Rendimento scolastico | 8 | 2.882 | 🟧🟧⬜ | 3/4 |
| Riduzione abbandono | 28 | * | 🟧🟧⬜ | 4/4 |
Che cosa è
Il tutoraggio è un’intervento educativo che prevede il supporto aggiuntivo a uno o più studenti al di fuori della normale lezione in classe, con l’obiettivo di aiutare gli alunni a colmare lacune, consolidare competenze e progredire più rapidamente. Di solito è dunque rivolto a studenti con difficoltà di apprendimento o con un basso rendimento scolastico. Può assumere due modalità principali, sulla base bisogni degli studenti, dal contesto e dalle risorse della scuola:
- Individuale, con un tutor che lavora con un solo studente alla volta, fornendo un supporto altamente personalizzato.
- In piccolo gruppo, con un tutor conduce sessioni con un ristretto gruppo di studenti (ad esempio due-cinque), permettendo interazione fra pari e una dimensione più condivisa.
Quanto è efficace
In media, il tutoraggio ha un impatto medio sia sugli esiti accademici degli studenti sia sulla riduzione dei tassi di abbandono scolastico.
Guardando oltre la media, gli effetti variano a seconda degli studenti coinvolti e della disciplina scolastica.
- La maggior parte degli studi è stata condotta su competenze di lettura e scrittura con effetti più alti rispetto agli studi che hanno esaminato abilità matematiche.
- Effetti superiori si registrano alla scuola primaria rispetto alla scuola secondaria per gli esiti scolastici.
- Sessioni brevi (circa 30 minuti) e frequenti (tre/quattro volte a settimana) per una durata di circa 8-10 settimane hanno mostrato l’effetto più alto.
Come metterlo in pratica
Per attuare efficacemente un programma di tutoraggio è importante partire da una chiara individuazione degli studenti che necessitano di un supporto aggiuntivo, ad esempio coloro che mostrano difficoltà in specifiche aree o un rendimento inferiore alla media. Una valutazione iniziale aiuta a capire su quali competenze intervenire e a definire obiettivi realistici. Le sessioni devono essere regolari e ben strutturate, preferibilmente due o tre volte a settimana, per un periodo prolungato. È fondamentale che le attività di tutoraggio siano collegate al curriculum e non rappresentino un percorso separato, ma un rinforzo del lavoro svolto in classe.
Un altro elemento decisivo è la formazione dei tutor, che dovrebbero essere preparati non solo sui contenuti, ma anche sulle modalità di interazione, sul feedback e sulla gestione del piccolo gruppo. I tutor possono essere insegnanti, educatori o altro personale esterno. Infine, è utile monitorare costantemente i progressi degli studenti e adattare il percorso alle loro esigenze, svolgendo le sessioni in ambienti accoglienti e tranquilli, favorevoli all’apprendimento.
In sintesi, per implementare questa strategia è dunque necessario:
- condurre uno screening iniziale e un monitoraggio dei progressi
- uno spazio adeguato e accogliente per gli incontri di tutoraggio
- una pianificazione delle attività e della durata/frequenza del tutoraggio.
Quanto sono solide le evidenze a supporto
La solidità delle evidenze sul tutoraggio supplementare è valutata come moderata. Sono stati individuati otto studi che soddisfano i criteri di inclusione; tra questi, uno studio sperimentale randomico su ampi campioni. Un totale di 28 studi sui tassi di abbandono scolastico è stato incluso nella revisione sistematica di Wilson et al. (2010).
Quella presentata qui è una sintesi dell’impatto medio degli studi che hanno impiegato questa strategia. È importante leggere i risultati sulla base del proprio contesto e della propria saggezza professionale per implementare al meglio questa strategia nella propria scuola.
In sintesi:
- Per essere efficace occorre identificare gli studenti con bisogni specifici e monitorarne i progressi.
- L’implementazione può essere adattata ai bisogni degli studenti e alle risorse della scuola.
- La formazione dei tutor (insegnanti o educatori) e la frequenza di applicazione sono due punti cruciali per l’efficacia di questa strategia.
* Nota metodologica: Il dato relativo alla numerosità campionaria complessiva (N totale degli studenti) per l’esito “Riduzione abbandono” non è disponibile. La revisione sistematica di riferimento (Wilson et al., 2011) non riporta il dato aggregato dei partecipanti per questo specifico sottogruppo di studi, limitandosi a fornire la stima dell’effetto combinato.