Futuro scolastico-professionale
| Numero studi | Numero studenti | Effetto | Solidità delle evidenze | |
| Rendimento scolastico | 6 | 20.526 | 🟧⬜⬜ | 1/4 |
| Riduzione abbandono | 18 | * | 🟧🟧⬜ | 3/4 |
Che cosa è
In questa categoria rientrano diverse forme di orientamento e supporto alle scelte future degli studenti. Da un lato vi sono i programmi orientati alla carriera professionale, che collegano il percorso scolastico a specifici settori professionali, offrendo esperienze pratiche, moduli curricolari dedicati e collaborazioni con enti o imprese. Accanto a questi, esistono i programmi orientati all’accesso universitario, che mirano a facilitare l’ingresso all’istruzione terziaria attraverso attività di preparazione accademica, tutoraggio, corsi avanzati o esperienze precoci nel contesto universitario. Infine, sono compresi anche interventi di informazione e consulenza sulle scelte formative e scolastiche, spesso meno strutturati, che aiutano gli studenti a chiarire obiettivi, comprendere opportunità e prendere decisioni consapevoli sulla prosecuzione degli studi. Pur differenziandosi per intensità e contenuti, tutti questi programmi condividono l’obiettivo di rafforzare la capacità degli studenti di progettare e gestire in modo informato il proprio futuro scolastico e professionale.
Quanto è efficace
In media, l’orientamento sul futuro scolastico/professionale ha un impatto positivo: piccolo sugli esiti accademici e medio sulla riduzione dei tassi di abbandono. Si evidenzia che:
- Gli studi considerati si concentrano sugli esiti accademici, mentre non sono stati valutati esiti sul benessere degli studenti e sulle decisioni prese in ambito accademico e professionale a seguito del completamento degli studi.
- La maggior parte degli studi inclusi sono stati condotti nelle scuole secondarie.
Come metterlo in pratica
Per i programmi orientati alla carriera professionale e universitaria è fondamentale sviluppare collaborazioni strutturate con imprese, enti territoriali o università, così da garantire esperienze autentiche come laboratori pratici, visite o tirocini. L’integrazione delle attività nel curricolo scolastico va pianificata con attenzione, assicurando coerenza tra le discipline e i percorsi professionali/accademici proposti. È inoltre importante individuare docenti o tutor di riferimento che coordinino le attività nel tempo e mantengano la continuità con i partner esterni.
Per gli interventi di informazione e consulenza sulle scelte formative e scolastiche è essenziale programmare incontri regolari individuali o di gruppo, che accompagnino gli studenti nella definizione e revisione dei propri obiettivi. La continuità della relazione tra counselor/mentor e studente è un elemento chiave, perché favorisce fiducia, motivazione e maggiore consapevolezza nel processo decisionale.
Quanto sono solide le evidenze a supporto
La solidità delle evidenze è valutata come limitata per gli esiti scolastici. Sono stati individuati 6 studi che soddisfano i criteri di inclusione, tuttavia gli studi sono quasi sperimentali o randomizzati con effetti non statisticamente significativi. Un totale di 18 studi sui tassi di abbandono scolastico è stato incluso nella revisione sistematica di Wilson et al. (2010).
Quella presentata qui è una sintesi dell’impatto medio degli studi che hanno impiegato questa strategia. È importante leggere i risultati sulla base del proprio contesto e della propria saggezza professionale per implementare al meglio questa strategia nella propria scuola.
In sintesi:
- L’orientamento sul futuro scolastico/professionale è una categoria che comprende varie strategie più o meno strutturate.
- Alcune strategie prevedono una stretta collaborazione con enti esterni.
- In media l’effetto è piccolo sul rendimento scolastico, ma non sono state considerate le decisioni prese in ambito accademico e professionale a seguito del completamento degli studi.
* Nota metodologica: Il dato relativo alla numerosità campionaria complessiva (N totale degli studenti) per l’esito “Riduzione abbandono” non è disponibile. La revisione sistematica di riferimento (Wilson et al., 2011) non riporta il dato aggregato dei partecipanti per questo specifico sottogruppo di studi, limitandosi a fornire la stima dell’effetto combinato.