Gianluigi Bacchetta, responsabile scientifico dei lavori e direttore dell’Orto botanico, interviene domani a Roma alla conferenza di respiro nazionale ed estero che celebra anche i trent’anni del programma Life e della direttiva Habitat. Gli studi degli specialisti cagliaritani hanno avuto per oggetto anche il ripristino delle praterie di Posidonia e l’area marina protetta di Capo Carbonara, Villasimius
Gianluigi Bacchetta, responsabile scientifico dei lavori e direttore dell’Orto botanico, interviene domani a Roma alla conferenza di respiro nazionale ed estero che celebra anche i trent’anni del programma Life e della direttiva Habitat. Gli studi degli specialisti cagliaritani hanno avuto per oggetto anche il ripristino delle praterie di Posidonia e l’area marina protetta di Capo Carbonara, Villasimius
Gianluigi Bacchetta, responsabile scientifico dei lavori e direttore dell’Orto botanico, interviene domani a Roma alla conferenza di respiro nazionale ed estero che celebra anche i trent’anni del programma Life e della direttiva Habitat. Gli studi degli specialisti cagliaritani hanno avuto per oggetto anche il ripristino delle praterie di Posidonia e l’area marina protetta di Capo Carbonara, Villasimius
Gianluigi Bacchetta, responsabile scientifico dei lavori e direttore dell’Orto botanico, interviene domani a Roma alla conferenza di respiro nazionale ed estero che celebra anche i trent’anni del programma Life e della direttiva Habitat. Gli studi degli specialisti cagliaritani hanno avuto per oggetto anche il ripristino delle praterie di Posidonia e l’area marina protetta di Capo Carbonara, Villasimius
Gianluigi Bacchetta, responsabile scientifico dei lavori e direttore dell’Orto botanico, interviene domani a Roma alla conferenza di respiro nazionale ed estero che celebra anche i trent’anni del programma Life e della direttiva Habitat. Gli studi degli specialisti cagliaritani hanno avuto per oggetto anche il ripristino delle praterie di Posidonia e l’area marina protetta di Capo Carbonara, Villasimius
Si rinnova il tradizionale presepe realizzato all’interno del giardino di viale Sant’Ignazio da Laconi, luogo che conserva piante e collezioni botaniche provenienti dai quattro angoli del pianeta. Dopo oltre 150 anni dalla fondazione oggi nel polmone verde dell’ateneo è possibile ammirare alberi di grandi dimensioni e un intreccio di chiome capaci di filtrare la luce del sole, creando ombra in gran parte dei cinque ettari della sua estensione
Si rinnova il tradizionale presepe realizzato all’interno del giardino di viale Sant’Ignazio da Laconi, luogo che conserva piante e collezioni botaniche provenienti dai quattro angoli del pianeta. Dopo oltre 150 anni dalla fondazione oggi nel polmone verde dell’ateneo è possibile ammirare alberi di grandi dimensioni e un intreccio di chiome capaci di filtrare la luce del sole, creando ombra in gran parte dei cinque ettari della sua estensione
Si rinnova il tradizionale presepe realizzato all’interno del giardino di viale Sant’Ignazio da Laconi, luogo che conserva piante e collezioni botaniche provenienti dai quattro angoli del pianeta. Dopo oltre 150 anni dalla fondazione oggi nel polmone verde dell’ateneo è possibile ammirare alberi di grandi dimensioni e un intreccio di chiome capaci di filtrare la luce del sole, creando ombra in gran parte dei cinque ettari della sua estensione
Si rinnova il tradizionale presepe realizzato all’interno del giardino di viale Sant’Ignazio da Laconi, luogo che conserva piante e collezioni botaniche provenienti dai quattro angoli del pianeta. Dopo oltre 150 anni dalla fondazione oggi nel polmone verde dell’ateneo è possibile ammirare alberi di grandi dimensioni e un intreccio di chiome capaci di filtrare la luce del sole, creando ombra in gran parte dei cinque ettari della sua estensione
Si rinnova il tradizionale presepe realizzato all’interno del giardino di viale Sant’Ignazio da Laconi, luogo che conserva piante e collezioni botaniche provenienti dai quattro angoli del pianeta. Dopo oltre 150 anni dalla fondazione oggi nel polmone verde dell’ateneo è possibile ammirare alberi di grandi dimensioni e un intreccio di chiome capaci di filtrare la luce del sole, creando ombra in gran parte dei cinque ettari della sua estensione