Il nostro tempo e le parole per dirlo: demoniaco, dionisiaco, dis-umano

Corso di Dottorato in Filosofia, Epistemologia, Scienze Umane

Università di Cagliari, Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia

Titolo del seminario: Il nostro tempo e le parole per dirlo: demoniaco, dionisiaco, dis-umano

N. ore: 2

Docenti (e-mail e relativo/i settore/i s.s.d.):

  • Prof.ssa Fiorinda Li Vigni (Istituto Italiano di Studi Germanici) fiorinda.livigni@gmail.com 14/GSPS-01 Filosofia politica / PHIL-05/A Storia della filosofia;
  • Prof.ssa Gabriella Baptist (UniCa) baptist@unica.it 11/PHIL-03 Filosofia morale

Breve bio/bibliografia:

  • Fiorinda Li Vigni (PhD in Filosofia, Università “La Sapienza di Roma”, Abilitazione nazionale di seconda fascia in Filosofia politica e in Storia della Filosofia) collabora con l’Istituto Italiano di Studi Germanici, dopo aver ricoperto le funzioni di ricercatrice e di segretaria generale dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Le sue ricerche e pubblicazioni si concentrano su questioni e problemi di filosofia classica tedesca e di filosofia antica. Attualmente si occupa del tema del demoniaco e del dionisiaco nella filosofia del Novecento.
  • Gabriella Baptist insegna discipline dell’ambito di Filosofia morale presso i corsi di area filosofica e pedagogica dell’Università degli Studi di Cagliari. Ambiti di ricerca: filosofia classica tedesca, fenomenologia, ermeneutica, decostruzione.

Modalità di erogazione: In presenza e online

Calendario degli incontri: 15 aprile 2026, ore 8:30-10:00

Aula e/o Link: Aula 2a (link: https://qr.codes/FB5rhK)

Lingua: Italiano

Conoscenze preliminari richieste: nessuna

Breve descrizione del corso:

L’idea è porre la filosofia in ascolto della percezione che abbiamo del nostro tempo, sulla base di tre distinte e tuttavia interconnesse chiavi di lettura. La tonalità emotiva segnata dalla perdita di sé e del mondo può essere considerata come una delle cifre della contemporaneità, conseguenza della sensazione che il nostro mondo sia tornato a essere potentemente abitato da pulsioni distruttive, sorde a ogni ragione che cerchi di farsi valere in maniera argomentativa, da forze che potremmo convenzionalmente definire demoniache. È la percezione del venir meno della pretesa di poter condurre razionalmente la storia che costruiamo giorno per giorno, in uno scenario in cui appaiono tramontate le prospettive novecentesche di emancipazione, in un tempo segnato dall’esclusivo affidarci alle dinamiche cieche dell’economia e della tecnologia, dall’incremento della conflittualità negli scenari internazionali, dell’indebolirsi degli anticorpi contro politiche di sfruttamento, emarginazione, violenza etnica; infine dal riproporsi di un interrogativo antico circa il rapporto dell’uomo e della tecnica, che l’accelerazione delle rivoluzioni tecnologiche in atto e la crisi ambientale rivestono di inedita pregnanza.

Il dionisiaco è la seconda fra le chiavi di lettura proposte: esso mette l’accento sulla potenza dirompente (e per questo anche calamitosa) di forze ancora una volta al di fuori del nostro controllo, che rappresentano tuttavia la fonte nascosta e rimossa della vita, delle nostre passioni, dell’agire, del nostro vivere immersi e spesso inconsapevoli in un mondo ambiente più vasto e complesso di quello costruito dall’uomo, dalle sue tecniche e dalle sue regole civili. (Il tema della vita, quello dell’ebbrezza, dell’illusione, della trasformazione). Infine il dis-umano fa riferimento a un duplice ordine di problemi. Il primo riguarda il perpetuarsi, l’acuirsi di tutte le pratiche di disumanizzazione legate allo sfruttamento e all’annichilimento di altri esseri umani, in diverse forme – quelle che la storia ci ha consegnato e quello che il nostro  tempo sta “inventando”; il secondo concerne invece il fatto che il nostro mondo ambiente si sta de-umanizzando, facendo sempre più spazio alle macchine (intelligenti o meno), ma anche alla circostanza per cui le grandi trasformazioni in atto stanno mettendo il discussione il paradigma antropocentrico, inducendo a elaborare un punto di vista trans- o post-umano.

Riferimenti bibliografici:

  • Paul Tillich, Il demoniaco. Contributo a un’interpretazione del senso della storia, ETS, Pisa 2018
  • Gerhard Ritter, Il volto demoniaco del potere, Pgreco, Milano 2022
  • Sigmund Freud, Il perturbante, in Opere di Sigmund Freud, vol. IX, Bollati Boringhieri, Torino 1979, pp. 79-114.
  • Thomas Mann, “La posizione di Freud nella storia dello spirito moderno” (1929), in Nobiltà dello spirito e altri saggi, I Meridiani paperback, Mondadori 2015, pp. 1349-1375; “Freud e l’avvenire” (1936), ivi, pp. 1378-1404.
  • Primo Levi,  I sommersi e i salvati, Einaudi, Torino 2007

Valutazione finale: No