{"id":442,"date":"2014-04-29T10:27:15","date_gmt":"2014-04-29T10:27:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriocostesardegna.eu\/providune\/?p=442"},"modified":"2014-04-29T10:27:15","modified_gmt":"2014-04-29T10:27:15","slug":"pineta-della-foce-del-garigliano-caratteristiche-sedimentologiche-e-modelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/2014\/04\/29\/pineta-della-foce-del-garigliano-caratteristiche-sedimentologiche-e-modelli\/","title":{"rendered":"Pineta della Foce del Garigliano: caratteristiche sedimentologiche e modelli"},"content":{"rendered":"<p>A cura di:<\/p>\n<h4><strong><em>Prof.ssa Micla Pennetta* (Coordinamento Scientifico)<\/em><\/strong><\/h4>\n<h4><span style=\"color: #373737\">*\u00a0<\/span><span style=\"color: #373737\">Dipartimento di Scienze della Terra, dell\u2019Ambiente e delle Risorse \u2013 Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cFederico II\u201d; Largo S. Marcellino, 10. 80138 \u2013 Napoli \u2013 Italy \u2013 Email:<\/span><a style=\"color: #1982d1\" href=\"mailto:miclapennetta@unina.it\">pennetta@unina.it<\/a><\/h4>\n<h4><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong><em>Dott. Claudio Kalb** (Modellizzazione degli scenari idrodinamici)<\/em><\/strong><\/h4>\n<h4><span style=\"color: #373737\">**Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche\u00a0\u2013 Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari; Sede di Via Trentino, 51 &#8211; 09127 Cagliari \u2013 Italy \u2013 Email:<\/span><a style=\"color: #1982d1\" href=\"mailto:ckalb@unica.it\">ckalb@unica.it<\/a><\/h4>\n<p style=\"text-align: center\">_______<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella spiaggia in studio la distribuzione dei sedimenti \u00e8 nel complesso regolare; si \u00e8 rilevata una graduale diminuzione delle dimensioni medie dei sedimenti dalla spiaggia ai complessi dunali pi\u00f9 interni (Fig. 3). Si individuano aree strette ed allungate caratterizzate da sedimenti ghiaiosi (-1.9&lt;Mz&lt;-2.8) nell\u2019area sommersa in prossimit\u00e0 della battigia, da sedimenti sabbioso-medi (2.00&lt;Mz&lt;1.00) nella spiaggia esterna e da sedimenti sabbioso-fini nella spiaggia interna (3.00&lt;Mz&lt;2.00), nel complesso moderatamente classati (0.5&lt;\u03c3<sub>I<\/sub>&lt;1.0), ad eccezione di pochi campioni poco classati. I valori dei coefficienti di asimmetria (Sk<sub>I<\/sub>) di norma negativi o prossimi allo zero e quindi con asimmetria delle curve di frequenza per lo pi\u00f9 verso la frazione grossolana o con distribuzione quasi simmetrica, consentono di inserire tali sedimenti in un ambiente ad elevata energia idrodinamica, dominato dal moto ondoso. I sedimenti di duna secondaria (in assenza di avanduna), in posizione immediatamente retrostante la spiaggia, per una distanza dalla linea di riva generalmente compresa tra 25 m e 50 m circa, ricadono nelle classi della sabbia fine sui versanti della duna (Mz=2.5-3.00), risultando moderatamente classati (0.5&lt;\u03c3<sub>I<\/sub>&lt;1.0), e nella classe dei sedimenti sabbiosi generalmente molto fini (&lt;3&lt;Mz&lt;3.5) sulle creste. Questi ultimi risultano essere moderatamente classati e subordinatamente poco classati; l\u2019andamento delle curve di frequenza di tutti questi campioni migra con gradualit\u00e0 da asimmetrico verso la frazione grossolana a quasi simmetrico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A tergo dell\u2019allineamento delle dune secondarie, anche i sedimenti che caratterizzano la depressione interdunare ed i cordoni di duna terziaria ricadono nelle classi della sabbia fine; anche in questo caso, generalmente sulle aree di cresta, sono presenti sedimenti sabbiosi molto fini (&lt;3&lt;Mz&lt;3.5). Nel complesso risultano da discretamente a mediocremente selezionati e subordinatamente poco classati; la distribuzione delle curve di frequenza mostra generalmente un\u2019asimmetria verso la frazione grossolana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi delle curve cumulative ha permesso di stabilire che i sedimenti di spiaggia emersa posseggono caratteri condizionati da un ambiente dinamico di alta energia; hanno subito un trasporto prevalente per saltazione e subordinatamente per trazione (Visher, 1969), e con energia tale da impedire la deposizione di sedimenti sottili in sospensione grazie all\u2019effetto di ripulitura (<em>winnoving<\/em>). Anche i sedimenti sabbiosi pi\u00f9 sottili dell\u2019ambiente dunare posseggono caratteristiche tessiturali compatibili con l\u2019attivit\u00e0 selezionatrice dei processi di deflazione agenti in tale contesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, nel complesso si osserva che i sedimenti della spiaggia interna posseggono caratteristiche granulometriche e tessiturali simili a quelle dei corpi dunari, fatta eccezione per le aree di cresta (Fig. 3); vengono quindi confermate le osservazioni fatte in sede di rilevamento morfologico. In pratica, i cordoni dunari secondari che nel passato erano stabili ora sono riattivati per processi erosivi e risultano in fase di smantellamento. I sedimenti rivenienti dalla duna secondaria riforniscono quindi la spiaggia interna; questa avrebbe dovuto invece essere alimentata da una duna primaria (o avanduna) oramai completamente erosa. Inoltre, una certa omogeneit\u00e0 dei dati (Fig. 3), unitamente alle osservazioni tenute in sito, consente anche di affermare che tutti i caratteri sedimentari finora descritti risultano essere condizionati da un rimaneggiamento dei sedimenti da collegare ad attivit\u00e0 antropiche, ivi compresa quella di pulizia con mezzi meccanici, che interessano tutta la spiaggia emersa e probabilmente anche parte del sistema dunare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/stralcio-sedimentologia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-544\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/stralcio-sedimentologia.jpg\" alt=\"stralcio sedimentologia\" width=\"598\" height=\"493\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/stralcio-sedimentologia.jpg 598w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/stralcio-sedimentologia-300x247.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/stralcio-sedimentologia-364x300.jpg 364w\" sizes=\"auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"font-size: 0.7em;text-align: center\">Fig. 3 \u2013 Stralcio della carta delle facies granulometriche nel settore settentrionale dell\u2019area SIC ubicata in sinistra Foce del Fiume Garigliano; le facies sono indicate con differenti colori. Viola: sabbia molto fine; Celeste: sabbia fine; Verde: sabbia media; linea marrone: limite dell\u2019area SIC<\/p>\n<p>\u00a0<strong>Applicazione del modello<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La modellizzazione eseguita attraverso l\u2019applicazione del software Delft3d \u00e8 stata applicata utilizzando gli eventi meteomarini pi\u00f9 ricorrenti e di maggiore energia risultati dall\u2019analisi del clima d\u2019onda eseguita nel settore in studio. La modellizzazione \u00e8 stata eseguita per una velocit\u00e0 costante del vento di 10 km\/h, una durata dell\u2019evento meteomarino di 24 h, un\u2019altezza significativa (Hs) di 2 m\u00a0 e un periodo di picco (Tp) di 7,5 s.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I modelli elaborati sono stati calcolati su tre direzioni di venti dominanti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0Evento con direzione N210, coincidente con il fetch massimo per l\u2019area in esame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0Evento con direzione N270, coincidente con l\u2019orientazione dei venti dominanti;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0Evento con direzione\u00a0 N255.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I modelli idrodinamici sono stati ottenuti sulla base di questi quattro differenti scenari, i quali riprodurrebbero le condizioni relative alla (i) direzione dei fronti d\u2019onda, (ii) alla ricostruzione della velocit\u00e0 dei flussi idrodinamici che verrebbero generati da tali scenari, ed (iii) alla distribuzione delle aree sottocosta soggette ad escavazione e\/o accumulo durante ciascun evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Evento con direzione N210<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La modellizzazione dell\u2019evento meteomarino generato da vento con velocit\u00e0 di 10 m\/s proveniente da una direzione di N210 (Fig. 17) evidenzia la presenza di fronti d\u2019onda (Fig. 17 C) aventi una direzione prevalente di approccio del moto ondoso verso i quadranti nord-orientali (N40E). Tale simulazione, eseguita per una durata dell\u2019evento di 24 h, non ha mostrato nel tempo variazioni significative nella direzione dei fronti d\u2019onda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-17-modelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-545\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-17-modelli.jpg\" alt=\"figura 17 modelli\" width=\"820\" height=\"644\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-17-modelli.jpg 820w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-17-modelli-300x236.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-17-modelli-382x300.jpg 382w\" sizes=\"auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"font-size: 0.7em;text-align: center\">Fig. 17 &#8211; Modelli di simulazione del DELFT3D ricostruiti sul tratto costiero in esame (Zona SIC della Foce del Garigliano) per una direzione del vento di N210 ed una velocit\u00e0 dello stesso di 10 m\/sec dopo 24 h dall\u2019inizio dell\u2019evento meteomarino. (A) Vettori dei flussi idrodinamici. (B) Velocit\u00e0 dei flussi idrodinamici. (C) Direzione dei fronti d\u2019onda. (D) Zone di accumulo ed escavazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La simulazione per lo stesso evento dei flussi idrodinamici (Fig. 17 B) mostra valori di velocit\u00e0 dei flussi poco significativi nel settore distale della spiaggia sommersa (inferiore a 0,2 m\/sec), i quali tendono progressivamente ad aumentare in prossimit\u00e0 della linea di riva fino a valori di circa 0,7 m\/sec, soprattutto nel settore settentrionale, dove tendono ad orientarsi parallelamente alla linea di costa con andamento SE-NO (Fig. 17 A). L\u2019effetto di un simile evento meteomarino sui sedimenti di fondo (Fig. 17 D) indicherebbe che i settori soggetti a maggiore escavazione coincidono con quelli del tratto pi\u00f9 settentrionale, con limitate zone di accumulo nel settore meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Evento con direzione N270<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La modellizzazione, eseguita per una durata dell\u2019evento di 24 h, dell\u2019evento meteomarino generato da vento con velocit\u00e0 di 10 m\/s proveniente da una direzione di N270 (Fig. 18) evidenzia la presenza di fronti d\u2019onda (Fig. 18C) che tendono a ruotare, nel corso dell\u2019evento, verso la direzione NNE. I valori di velocit\u00e0 del flusso idrodinamico (Fig. 18B) assumono valori inferiori a 0,1 m\/sec nel settore distale della spiaggia sommersa mentre, in corrispondenza dei primi metri di spiaggia sommersa, la velocit\u00e0 raggiunge valori maggiori di 0,5 m\/sec, con vettori orientati parallelamente alla linea di costa e con direzione verso i quadranti sud-orientali. L\u2019effetto di un simile evento meteomarino sui sedimenti di fondo della spiaggia sommersa (Fig. 18D) consente di rilevare che i settori sottoposti ad escavazione pi\u00f9 importante coincidono con il sistema di barre e truogoli che caratterizzano i primi metri della spiaggia sommersa, con limitate zone di accumulo sopratutto nel settore meridionale e sempre in prossimit\u00e0 della linea di riva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-18-modelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-546\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-18-modelli.jpg\" alt=\"figura 18 modelli\" width=\"838\" height=\"632\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-18-modelli.jpg 838w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-18-modelli-300x226.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-18-modelli-398x300.jpg 398w\" sizes=\"auto, (max-width: 838px) 100vw, 838px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"font-size: 0.7em;text-align: center\">Fig. 18 &#8211; Modelli di simulazione del DELFT3D ricostruiti sul tratto costiero in esame (Zona SIC della foce del Garigliano) per una direzione del vento di N270 ed una velocit\u00e0 dello stesso di 10 m\/sec dopo 24 h dall\u2019inizio dell\u2019evento meteomarino. (A) Vettori dei flussi idrodinamici. (B) Velocit\u00e0 dei flussi idrodinamici. (C) Direzione dei fronti d\u2019onda. (D) Zone di accumulo ed escavazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><strong><em>Evento con direzione N255<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La modellizzazione, eseguita per una durata dell\u2019evento di 24 h, dell\u2019evento meteomarino generato da vento con velocit\u00e0 di 10 m\/s proveniente da una direzione di N255 evidenzia la presenza di fronti d\u2019onda (Fig. 19 C) che tendono a ruotare, nel corso dell\u2019evento, verso la direzione NNE. I valori di velocit\u00e0 del flusso idrodinamico (Fig. 19 B) assumono valori inferiori a 0,1 m\/sec nel settore distale della spiaggia sommersa mentre, in corrispondenza dei primi metri di spiaggia sommersa, la velocit\u00e0 del flusso idrodinamico raggiunge i valori massimi. Come nel caso della modellizzazione dell\u2019evento meteomarino con direzione N270, le direzioni dei flussi genererebbero correnti dirette verso SE (Figg. 19 e 18 A).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-19-modelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-547\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-19-modelli.jpg\" alt=\"figura 19 modelli\" width=\"841\" height=\"632\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-19-modelli.jpg 841w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-19-modelli-300x225.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/figura-19-modelli-399x300.jpg 399w\" sizes=\"auto, (max-width: 841px) 100vw, 841px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"font-size: 0.7em;text-align: center\">Fig. 19 &#8211; Modelli di simulazione del DELFT3D ricostruiti sul tratto costiero in esame (Zona SIC) per una direzione del vento di N255 ed una velocit\u00e0 dello stesso di 10 m\/sec dopo 24 h dall\u2019inizio dell\u2019evento meteomarino. (A) Vettori dei flussi idrodinamici. (B) Velocit\u00e0 dei flussi idrodinamici. (C) Direzione dei fronti d\u2019onda. (D) Zone di accumulo ed escavazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La dinamica dei sedimenti durante un simile evento meteomarino, indicherebbe che i settori di maggiore escavazione coincidono con il sistema di barre e truogoli che caratterizzano i primi metri della spiaggia sommersa, con limitate zone di accumulo sopratutto in prossimit\u00e0 della linea di riva (Fig. 19 D).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La morfologia articolata del sistema di barre, truogoli e canali controlla la dinamica piuttosto complessa che risente delle differenti direzioni d\u2019incidenza del moto ondoso, nella maggior parte degli eventi perturbativi, tra le direzioni di 210\u00b0 e 270\u00b0. In particolare sia dalla costruzione dei piani d\u2019onda con relativi calcoli della direzione, potere e velocit\u00e0 della corrente lungo costa che dall\u2019analisi delle direzioni di transito sedimentario si pu\u00f2 definire il prevalere di un drift litoraneo da Nord Ovest prevalentemente diretto verso Sud Est. La direzione ed in verso delle correnti lungo costa, ricavate dall\u2019elaborazione dei dati DELFT, erano gi\u00e0 state individuate nel corso degli studi della spiaggia emersa ove si rilevano gli effetti di tali processi, ovvero maggiori erosioni nei tratti si spiaggia presenti nel lato sottoflutto della foce del Fiume Garigliano e del Canale Macchine Vecchie oltre al differente colore della sabbie di spiaggia ed alla morfologia dei cordoni dunari; anche studi precedenti, riportati nella relazione di prima fase, confermavano questo dato. Anche l\u2019analisi quantitativa multitemporale degli effetti dei processi d\u2019erosione sulla linea di riva, esperita nel corso degli studi della spiaggia emersa, conferma questo dato; essa ha evidenziato il complessivo maggiore arretramento del settore costiero settentrionale dell\u2019area in studio, da relazionare alla vicinanza all\u2019area di foce del Fiume Garigliano. Settore questo interessato da dinamiche morfoevolutive spinte e che in tempi storici ha sempre evidenziato una tendenza all\u2019arretramento. L\u2019entit\u00e0 dell\u2019arretramento \u00e8 valutabile nell\u2019intorno degli 80-90 m nel tratto settentrionale della spiaggia emersa in studio; gradualmente verso Sud tende a diminuire attestandosi su valori medi di 35 m e massimi di circa 45 m, con un tasso di erosione, variabile tra 1.5 e 0.6 m\/anno negli ultimi 56 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto esposto nei paragrafi precedenti, tenendo conto dei risultati delle analisi morfologiche, sedimentologiche, meteomarine e idrodinamiche, si confermano anche tutte le altre conclusioni cui si era pervenuti nel corso dello studio della spiaggia emersa ove erano visibili numerosi aspetti sedimentari e morfologici riconducibili agli effetti dei processi esposti in questa sede nei paragrafi precedenti, e che nel complesso determinano erosione a carico del sistema costiero. Si ritiene infatti che i processi erosivi che attualmente si concentrano lungo la spiaggia sono da mettere in relazione al sistema morfologico dei fondali antistanti, al tipo di ondazioni che incidono sulla costa ed al sistema di transito sedimentario. Ondazioni e correnti che successivamente modellano il fondo creando il sistema di barre e truogoli, ridepositando parte dei sedimenti asportati. Gli effetti prevalenti degli eventi meteomarini sui sedimenti di fondo si concretizzano in una maggiore escavazione nel tratto pi\u00f9 settentrionale, con limitate zone di accumulo nel settore meridionale. Da questo settore tuttavia vengono prelevati i sedimenti per i continui ripascimenti della spiaggia emersa, determinando nel complesso una variazione del <em>budget<\/em> sedimentario ed un\u2019alterazione dei processi morfosedimentari. La maggiore escavazione nel tratto settentrionale, relazionata alla direzione e verso del <em>drift<\/em> litoraneo, spiegherebbe il maggior tasso di erosione cui \u00e8 soggetta la spiaggia emersa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ruolo non secondario, a carattere regionale, che determina arretramento della linea di riva \u00e8 da attribuire anche alla realizzazione delle opere di difesa trasversali sulla costa laziale, che intercettano i sedimenti trasportati dalle <em>longshore currents<\/em> con direzione da NW verso SE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli studi svolti hanno quindi consentito di confermare che il settore costiero in studio \u00e8 interessato diffusamente da processi erosivi legati a processi naturali ma soprattutto a fattori antropici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I processi naturali che determinano l\u2019erosione costiera sono legati all\u2019attivit\u00e0 del moto ondoso e delle correnti in relazione all\u2019apporto sedimentario del Fiume Garigliano ed alla morfologia della spiaggia, della costa e della piattaforma continentale; altri processi naturali sono da ascrivere a fenomeni di subsidenza della piana costiera del F. Garigliano. Non va inoltre trascurata l\u2019azione delle variazioni climatiche che stanno interessando il nostro pianeta, con un complessivo aumento della temperatura globale, cui fa riscontro un innalzamento del livello del mare, valutato attualmente in circa 1-1,5 mm\/anno, con graduale sommersione di porzioni di pianure costiere con quote basse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra i fattori antropici che hanno favorito l\u2019erosione costiera si inseriscono la riduzione degli apporti solidi fluviali causati dagli interventi di stabilizzazione e regolarizzazione delle sponde e dell\u2019alveo fluviale, prelievi d\u2019inerti in alveo e le attivit\u00e0 che hanno ridotto l\u2019erosione del suolo. Anche le opere a difesa del litorale posto a Nord dell\u2019area in studio, intercettando i sedimenti coinvolti nel trasporto litoraneo, procurano un mancato rifornimento alla costa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, dal 1950\/1960 circa, l\u2019espansione urbanistica turistico-residenziale sulla fascia litoranea e le attivit\u00e0 connesse alla balneazione hanno amplificato la vulnerabilit\u00e0 del settore costiero in studio introducendo importanti modificazioni ambientali e riducendo le aree di ruscellamento. Lo sbancamento delle dune costiere, serbatoi naturali di sedimenti sabbiosi, attuato per far posto ad insediamenti urbani e\/o turistici ha inciso negativamente sul bilancio costiero. Similmente, anche il prelievo dei sedimenti di fondo marino a bassa profondit\u00e0 determina forti alterazioni sia nel bilancio sedimentario del sistema costiero che nelle modalit\u00e0 di rifrazione sul fondo del moto ondoso incidente; i sedimenti devono invece essere \u201c<em>relitti\u201d<\/em>, in pratica non coinvolti pi\u00f9 nei processi sedimentari attuali, prelevandoli a profondit\u00e0 oltre il limite di chiusura della spiaggia sommersa, almeno oltre la profondit\u00e0 di 8-10 m circa. Ma a questo proposito \u00e8 bene precisare che studi svolti in altre aree della costa tirrenica (ad es.\u00a0 PENNETTA et al, 2012) e la normativa vigente indicano quale profondit\u00e0 di prelievo e asportazione dei depositi sabbiosi relitti per ripascimenti profondit\u00e0 maggiori della batimetrica dei 50 m.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sui processi di erosione hanno altres\u00ec contribuito gli emungimenti dalle falde acquifere che inducono subsidenza della piana costiera e quindi ingressione del mare ed arretramento della linea di riva. Non va infine trascurato l\u2019impatto determinato dalle modalit\u00e0 attraverso le quali avviene la fruizione turistica del sistema spiaggia \u2013 duna. La diffusione di solchi trasversali alla duna per l\u2019accesso alla spiaggia, da cui si dipartono altre zone di calpestio diffuso, innesca importanti processi erosivi sia attraverso la distruzione della vegetazione e sia attraverso il rimaneggiamento diretto con conseguente riduzione di resistenza all\u2019erosione sulla duna. Tali effetti sono ancora pi\u00f9 evidenti nelle aree ove si registra anche il transito di autoveicoli. Non vanno infine tralasciate alcune pratiche negative quali la pulizia con mezzi meccanici e gli ampliamenti della spiaggia a discapito della duna, con forte riduzione in termini sia di resilienza che di potenziale capacit\u00e0 di accrescimento della duna stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I processi naturali ed i fattori antropici che hanno agito su questo sistema costiero ne hanno di fatto alterato l\u2019equilibrio, verificato che non si riscontrano quegli elementi geomorfologici e vegetazionali indicativi di un normale modello teorico di sviluppo della fascia dunare. L\u2019arretramento della linea di riva ha determinato la migrazione verso l\u2019interno del sistema spiaggia \u2013 duna con perdita di un enorme patrimonio culturale (cultural heritage). Gli importanti processi erosivi hanno inoltre determinato la contrazione, con intersezioni e sovrapposizioni, della normale seriazione di comunit\u00e0 vegetali psammofile gradualmente pi\u00f9 strutturate. Emergono, inoltre, la determinante assenza dell\u2019avanduna, deputata al rifornimento di sedimento delle altre dune, e l\u2019anomala posizione avanzata della duna secondaria, che risulta peraltro in via di smantellamento con perdita progressiva dell\u2019habitat a ginepro di notevole valore ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla luce di queste premesse vengono sicuramente confermate tutte le misure proposte a loro volta scaturite dallo studio della spiaggia emersa; in pratica misure destinate alla conservazione ed al ripristino del sistema dunale volte a preservarne l\u2019integrit\u00e0 anche come argine contro le ingressioni marine e ad assicurarne la sussistenza come sistema fisico ed ecologico, soprattutto dal punto di vista vegetazionale. In particolare, la ricostruzione dei cordoni dunali e la realizzazione di opere volte a facilitarne l\u2019attraversamento dovrebbero servirsi di tecniche naturalistiche in grado di favorire meccanismi di feedback positivo tra la componente biologica, sedimentologica e morfologica ed un aumento della resilienza e della stabilit\u00e0 dinamica del sistema spiaggia-duna quali ad esempio processi di deposizione delle sabbie, di ricarica della falda freatica, e di reinsediamento di specie pioniere. Tutte misure queste sulle quali si \u00e8 basata la \u201c<em>Relazione analisi impatti della fruizione sugli\u00a0 habitat<\/em>\u201d curata dall\u2019Autorit\u00e0 di Bacino Nazionale Liri Garigliano e Volturno e condivisa dai <em>partners<\/em> scientifici della Provincia di Caserta: Seconda Universit\u00e0 degli Studi di Napoli ed Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cFederico II\u201d. In pratica i suggerimenti generali, contenuti in tale relazione, utili per la buona esecuzione, controllo e gestione delle azioni di recupero e risanamento degli habitat degradati, per la mitigazione degli impatti e le indicazioni di massima sulla tipologia, il dimensionamento e l\u2019ubicazione degli interventi per la progettazione di cui all\u2019Azione A6 da attuare nell\u2019area SIC del Progetto \u201cPineta della Foce Garigliano\u201d (IT8010019), sono congruenti con l\u2019assetto geomorfologico e sedimentologico rilevato e risultano reciprocamente coerenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/All-A2-27_sedimentologica-Definitiva-06062012.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-560\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/All-A2-27_sedimentologica-Definitiva-06062012-1024x860.jpg\" alt=\"All A2 27_sedimentologica Definitiva 06062012\" width=\"584\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/All-A2-27_sedimentologica-Definitiva-06062012-1024x860.jpg 1024w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/All-A2-27_sedimentologica-Definitiva-06062012-300x252.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/All-A2-27_sedimentologica-Definitiva-06062012-357x300.jpg 357w\" sizes=\"auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/All-A2-28-morfologica-definitiva-15062012.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-561 size-large\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/All-A2-28-morfologica-definitiva-15062012-1024x854.jpg\" alt=\"All A2 28 morfologica definitiva 15062012\" width=\"584\" height=\"487\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/All-A2-28-morfologica-definitiva-15062012-1024x854.jpg 1024w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/All-A2-28-morfologica-definitiva-15062012-300x250.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/All-A2-28-morfologica-definitiva-15062012-360x300.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia di riferimento:<\/strong><\/p>\n<p>Abate, D., De Pippo, T., Ilardi, M. &amp; Pennetta, M. 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Claudio Kalb** &hellip; <a href=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/2014\/04\/29\/pineta-della-foce-del-garigliano-caratteristiche-sedimentologiche-e-modelli\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2003,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14],"class_list":["post-442","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-caratteristiche","tag-foce-del-garigliano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2003"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=442"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/442\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}