{"id":439,"date":"2014-04-29T10:26:07","date_gmt":"2014-04-29T10:26:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriocostesardegna.eu\/providune\/?p=439"},"modified":"2014-04-29T10:26:07","modified_gmt":"2014-04-29T10:26:07","slug":"pineta-della-foce-del-garigliano-aspetti-botanici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/2014\/04\/29\/pineta-della-foce-del-garigliano-aspetti-botanici\/","title":{"rendered":"Pineta della Foce del Garigliano: aspetti botanici"},"content":{"rendered":"<p>A cura di:<\/p>\n<p><strong style=\"color: #000000\">Assunta Esposito<\/strong><br \/>\n<em style=\"color: #000000\">Dipartimento di Scienze della Vita, Seconda Universit\u00e0 di Napoli<\/em><br \/>\n<strong style=\"color: #000000\">Sandro Strumia<\/strong><br \/>\n<em style=\"color: #000000\">Dipartimento di Scienze Ambientali, Seconda Universit\u00e0 di Napoli<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Rilevamento Floristico-Sociologico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una prima fase sono stati esaminati i documenti scientifici e di altra natura disponibili al fine di programmare le indagini sul territorio: l\u2019analisi critica delle immagini aeree e delle informazioni riportate nel formulario del SIC hanno fornito le prime indicazioni sulla possibile localizzazione dei rilievi. Sopralluoghi preliminari in campo sono stati inoltre condotti per validare i risultati delle analisi critiche dei documenti pregressi e per individuare le aree da rilevare. Inoltre sono stati effettuati rilievi preliminari per verificare eventuali dubbi o difficolt\u00e0 interpretative delle istruzioni relative al riempimento dei campi delle schede di rilevamento fornita dall\u2019Universit\u00e0 di Cagliari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I rilievi floristico-vegetazionali sono stati effettuati in quelle fitocenosi che, sulla base dei rilievi preliminari, si configuravano come potenziali habitat, da confermare grazie proprio ai rilievi floristico-vegetazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I rilievi sono stati fatti utilizzando il classico metodo fitosociologico e compilando le \u201cSchede di rilevamento floristico-sociologico\u201d predisposte dall\u2019Universit\u00e0 di Cagliari. I rilievi sono stati distribuiti spazialmente in modo da comprendere nella maniera pi\u00f9 esaustiva tutte le fitocenosi che rappresentasserro potenziali habitat; considerato il tipo di rilievo e le caratteristiche del sito, per il campionamento \u00e8 stato utilizzato un disegno randomizzato a blocchi, dove ogni blocco era rappresentato da una comunit\u00e0 vegetale che per complessit\u00e0 strutturale e composizione floristica costituiva un\u2019unit\u00e0 di campionamento rilevabile. Altri rilievi sono stati condotti in habitat non ascrivibili a quelli dell\u2019All. I della Direttiva CEE 92\/43, ma ritenuti interessanti in quanto comunque in contatto catenale in aree a ridosso della pineta con vegetazione dominata da terofite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per permettere l\u2019 interpolazione dei dati floristico-vegetazionali con quelli di altra natura, parte dei rilievi sono stati eseguiti, dove possibile, in corrispondenza dei rilievi per le schede \u201crilevamento &#8211; taxon\u201d; in particolare, alcuni rilievi sono stati effettuati per caratterizzare i popolamenti in cui risultava presente <em>Daphne sericea <\/em>Vahl, entit\u00e0 ritenuta interessante dal punto di vista conservazionistico in quanto citata nella Lista Rossa per la Campania anche se col valore (LR) (Conti <em>et al<\/em>., 1997).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti i rilievi sono stati georeferenziati utilizzando un GPS Garmin E-trex H.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le piante non identificabili in campo sono state raccolte e determinate in laboratorio con l\u2019ausilio di uno stereomicroscopio Leica MZ 12,5 ed utilizzando le chiavi dicotomiche di Pignatti (1982) e Tutin et al (1964-80; 1993).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti i campioni raccolti sono stati essiccati e sono attualmente conservati presso l\u2019erbario della Seconda Universit\u00e0 di Napoli (CASERTA). I dati raccolti sono stati informatizzati utilizzando lo stesso foglio di lavoro Excel utilizzato per il rilevamento in campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per effettuare tutte le elaborazioni successive, i dati floristici dei rilievi della vegetazione sono stati inseriti anche nel geodatabase relazionale sviluppato presso il Laboratorio di Botanica Sistematica ed Ambientale del Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Universit\u00e0 degli Studi di Napoli (Santangelo et al., 2008). In questa banca dati floristica risultano disponibili i dati tassonomici relativi a tutte le entit\u00e0 della flora campana secondo quanto proposto nella Check-list della Flora Vascolare Italiana (Conti et al., 2005; 2007) ed i relativi dati distributivi (Santangelo, 2005; Conti et al., 2007); sono inoltre riportate le informazioni relative al loro eventuale interesse conservazionistico, in accordo con Conti et al. (1997), e con le normativo sia a livello internazionale (inclusione negli allegati alla convenzione di Berna e\/o alla direttiva CEE 92\/43) che locale (legge regionale 40\/94). Nel database sono infine disponibili le informazioni di tipo corologico ed ecologico (Pignatti, 1982), le fonti bibliografiche relative ai dati distributivi sulla flora della regione Campania pubblicate dal 1950 in poi (Scoppola e Magrini, 2005) e pi\u00f9 antiche (Del Guacchio e Gargiulo, 2006). Il database cos\u00ec strutturato permette una veloce verifica dell\u2019interesse scientifico e protezionistico di elenchi floristici ed una veloce realizzazione di elaborazioni di vario tipo, tra cui anche matrici di dati multivariati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dati informatizzati sono stati sottoposti ad analisi statistica utilizzando tecniche di analisi multivariata utilizzando il software SYN-TAX 2000 (Podani, 2001). Per la classificazione \u00e8 stato utilizzato l\u2019indice di Jaccard su base qualitativa come indice di dissimilarit\u00e0 ed il legame medio (UPGMA) come criterio agglomerativo. Le informazioni su caratteristiche ambientali, struttura della comunit\u00e0 vegetale, forme biologiche, corotipi e le informazioni sull\u2019eventuale grado di protezione delle singole specie sono state utilizzate come strumento interpretativo dei diagrammi ottenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dati raccolti sono stati analizzati per caratterizzare in termini sintassonomici le fitocenosi rilevate. I risultati sono stati infine confrontati con le descrizioni degli habitat riportati nell&#8217; &#8220;Interpretation Manual of European Union Habitats &#8211; EUR 27&#8221; del luglio 2007 e nelle schede del \u201cManuale Italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92\/43\/CEE\u201d (disponibile sul sito ufficiale del Ministero dell\u2019Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), per confermare da una parte la presenza degli habitat gi\u00e0 segnalati ed eventualmente riconoscere e segnalare la presenza di nuovi habitat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<strong>Rilevamento taxon<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa attivit\u00e0 ha come obiettivo lo studio fenologico\/demografico di specie strutturali degli habitat selezionati e che rivestano particolare importanza come specie endemiche e\/o di interesse fitogeografico a livello locale. Ci\u00f2 allo scopo di poterne valutare lo stato di conservazione ed identificare con maggiore dettaglio quantitativo e qualitativo le cause di degrado degli habitat e pianificare con maggiore precisione le azioni di conservazione in situ necessarie. Le analisi fenologiche e demografiche sono finalizzate ad individuare i trend demografici delle singole popolazioni, in particolare i tassi di natalit\u00e0, mortalit\u00e0 e recruitment oltre alla distribuzione spaziale del popolamento. Il corretto funzionamento di tutto il ciclo biologico \u00e8 fondamentale per garantire la riproduzione sessuale e, quindi, la conservazione della specie nel tempo. E&#8217; sufficiente, infatti, che una sola delle fasi (fioritura, impollinazione, fecondazione, disseminazione, germinazione) venga in qualche modo alterata per avere una ripercussione negativa sull&#8217;efficienza della riproduzione e quindi sulla possibilit\u00e0 di conservazione di una determinata specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A tale riguardo i rilievi che possano fornire informazioni utili ed esaustive devono essere condotti su un intervallo temporale che copra almeno un intero ciclo vitale della specie oggetto di interesse. Tuttavia \u00e8 indispensabile condurre indagini su pi\u00f9 cicli consecutivi al fine di poter meglio valutare e discriminare se le eventuali cause di alterazione delle varie fasi del ciclo vitale di una specie siano da attribuire a fattori climatici e\/o antropici<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per queste ragioni e tenuto conto dei tempi limitati per condurre tali indagini si \u00e8 fatto riferimento ai dati floristici parziali disponibili al momento di avvio della ricerca al fine di selezionare le specie pi\u00f9 rappresentative e che rispondessero ai requisiti di interesse conservazionistico cos\u00ec come previsto dal progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo studio ha previsto, quindi, una prima fase di analisi delle informazioni raccolte da questo gruppo di lavoro in una ricerca avviata di recente (Croce et al. 2009).. Per quanto riguarda le specie caratteristiche degli habitat lo studio \u00e8 stato condotto su: <em>Juniperus oxycedrus <\/em>L. <em>macrocarpa <\/em>(Sibth. &amp; Sm.) Neilr. e <em>Crucianella maritma <\/em>L. Per quanto riguarda le specie di interesse fitogeografico l\u2019analisi \u00e8 stata condotta su <em>Daphne sericea <\/em>Vahl, specie arbustiva ritenuta interessante dal punto di vista conservazionistico in quanto citata nella Lista Rossa per la Campania anche se col valore (LR) (Conti <em>et al<\/em>., 1997).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per il rilevamento della <em>Daphne sericea <\/em>l\u2019analsi del taxon e dello stato fenologico \u00e8 stata condotta, ogni mese, su tutti gli individui presenti nel SIC e la cui posizione \u00e8 stata georeferenziata utilizzando un GPS Garmin iQUE 3600 consentendo, in questo modo, di individuare con precisioni ogni individuo nei successivi campionamenti e di condurre un\u2019analisi della distribuzione spaziale del popolamento e dei fattori ambientali stazionali al fine di individuare eventuali fattori critici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parallelamente ai rilievi in campo \u00e8 stata condotta una ricerca bibliografica finalizzata alla individuazione di eventuali dati di letteratura relativi alla distribuzione, biologia ed ecologia di <em>Daphne sericea<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda <em>Crucianella maritima <\/em>L. si \u00e8 proceduto ad individuare e georeferenziare le poche stazioni presenti nel SIC e costitite da singoli indiviui o gruppi di poche unit\u00e0 utilizzando un GPS Garmin iQUE 3600 per consentire anche in questo caso un\u2019analisi spaziale del popolamento estremamente rarefatto e discontinuo. Le osservazioni fenologiche sono state condotte su un campione di 10 individui selezionati a random nell\u2019ambito delle piccole stazioni rilevate lungo tutta l\u2019area del SIC.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda <em>Juniperus oxycedrus <\/em>L. <em>macrocarpa <\/em>(Sibth. &amp; Sm.) Neilr. sono stati effettuati rilievi del taxon e della fenologia all\u2019interno di tre aree di rilievo permanenti di 50 m x 50m selezionate nell\u2019ambito dell\u2019habitat occupato dal ginepreto come di seguito indicato: 1) nella parte pi\u00f9 a nord prossima alla foce del Garigliano; 2) nella zona centrale in prossimit\u00e0 del villaggio internazionale; 3) nella parte pi\u00f9 a sud in prossimit\u00e0 del villaggio svedese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Risultati <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Grazie all\u2019attivit\u00e0 di rilevamento in campo sono stati effettuati <strong>83 <\/strong>rilievi floristico-sociologici. L\u2019informatizzazione dei dati dei rilievi ha generato una matrice di 83 rilievi x 187 specie. A queste 187 specie sono state aggiunte altre <strong>68 <\/strong>entit\u00e0 ritrovate nel sito al di fuori degli habitat indagati o nell\u2019ambito delle ricerche svolte in precedenza da questo gruppo di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Elenco floristico <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In totale sono state rilevate <strong>255 entit\u00e0<\/strong>. Una verifica dell\u2019entit\u00e0 ritrovate permette di affermare che <strong>nessuna delle entit\u00e0 rilevate \u00e8 compresa nell\u2019Allegato II della Direttiva CEE 92\/43<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle tabelle 4 e 5 sono riportati rispettivamente gli spettri biologico e corologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-615\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE.jpg\" alt=\"Pages from ALL PR2 1 A1 CE\" width=\"1008\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE.jpg 1008w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-300x179.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-500x298.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1008px) 100vw, 1008px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spettro biologico evidenzia il carattere di forte mediterraneit\u00e0 del sito con una elevata percentuale di Terofite (42.3%); ben rappresentata anche la componente di Emicriptofite (22.0%) il cui significato potrebbe essere legato pi\u00f9 all\u2019uso del territorio piuttosto che a motivi legati al clima. L\u2019analisi dello spettro corologico fornisce una conferma a questa prima interpretazione dei dati: la componente Mediterrannea s.l. (Steno- ed Euri-Medit.) supera il 50% del totale delle entit\u00e0 rinvenute, confermando la coerenza della componente floristica con le caratteristiche climatiche dell\u2019area. Nello stesso tempo per\u00f2 \u00e8 opportuno sottolineare che la terza tipologia di corotipo in ordine di frequenza percentuale \u00e8 rappresentato dalle specie ad Ampia Distribuzione (22.7%) evidenziando la profonda antropizzazione dell\u2019area. Infatti tra queste si registrano molte entit\u00e0 tipiche di aree ruderali o infestanti delle colture come <em>Chenopodium album <\/em>L. subsp. <em>album<\/em>, <em>Portulaca oleracea <\/em>L. s.l., <em>Fumaria officinalis <\/em>L. subsp. <em>officinalis<\/em>, <em>Aphanes arvensis <\/em>L., <em>Tribulus terrestris <\/em>L., <em>Euphorbia helioscopia <\/em>L. subsp. <em>helioscopia<\/em>, <em>Daucus carota <\/em>L. subsp. <em>carota<\/em>, <em>Convolvulus arvensis<\/em>; numerose anche le specie esotiche coltivate come <em>Eucalyptus camaldulensis <\/em>Dehnh. o <em>Acacia retinoides <\/em>Schltdl., quest\u2019ultima anche con caratteristiche di invasivit\u00e0 e spontaneizzazione evidente. Particolare rilevanza assume la presenza di <em>Carpobrotus acinaciformis <\/em>(L.) L. Bolus, riconosciuta come estremamente pericolosa per la conservazione ed il mantenimento delle comunit\u00e0 vegetali delle spiagge sabbiose, in quanto capace di formare densi tappeti molto resistenti, a scapito delle specie autoctone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019 area d\u2019indagine sono state rilevate anche 7 entit\u00e0 endemiche; si tratta di:<\/p>\n<ul>\n<li><em style=\"color: #000000\">Dianthus balbisii <\/em>Ser. subsp. <em style=\"color: #000000\">liburnicus <\/em>(Bartl.) Pignatti<\/li>\n<li><em style=\"color: #000000\">Dianthus carthusianorum <\/em>L. subsp. <em style=\"color: #000000\">tenorei <\/em>(Lacaita) Pignatti<\/li>\n<li><em style=\"color: #000000\">Biscutella maritima <\/em>Ten.<\/li>\n<li><em style=\"color: #000000\">Senecio gibbosus <\/em>(Guss.) DC. subsp. <em style=\"color: #000000\">bicolor <\/em>(Willd.) Peruzzi, N.G. Passal. &amp; Soldano<\/li>\n<li><em style=\"color: #000000\">Phleum hirsutum <\/em>Honck. subsp. <em style=\"color: #000000\">ambiguum <\/em>(Ten.) Tzvelev<\/li>\n<li><em style=\"color: #000000\">Ophrys exaltata <\/em>Ten. subsp. <em style=\"color: #000000\">tyrrhena <\/em>(G\u00f6lz &amp; H.R. Reinhard) Del Prete<\/li>\n<li><em style=\"color: #000000\">Ophrys crabronifera <\/em>Mauri<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Due entit\u00e0 presenti nell\u2019elenco risultano inoltre inserite nella lista rossa regionale con i seguenti valori di vulnerabilit\u00e0:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><em>Daphne sericea <\/em>Vahl (LR)<\/li>\n<li><em>Dianthus balbisii <\/em>Ser. subsp. <em>liburnicus <\/em>(Bartl.) Pignatti (LR)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Relativamente al valore protezionistico bisogna inoltre sottolineare che oltre alle due entit\u00e0 citate, nell\u2019area indagata sono state ritrovate altre 14 entit\u00e0 appartenenti alla famiglia delle Orchidacee e come tali incluse nell\u2019Allegato della L.R. 40\/94 e sottoposte a vincolo di tutela; altre specie rinvenute nel corso della ricerca che compaiono nello stesso allegato sono <em>Typha latifolia <\/em>L. e <em>Laurus nobilis <\/em>L., anche se per quest\u2019ultima specie andrebbe verificato il reale significato della sua presenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Rilevamento taxon<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Daphne sericea <\/em>Vahl (Fig. 2), appartente alla famiglia delle Thymeleaceae, \u00e8 specie rara in quanto presente in poche localit\u00e0 della regione mediterranea orientale ed in Italia a Marittimo, nel Gargano, in Abruzzo presso Popoli e Sulmona, sulle Ponziane ed in alcune zone della macchia tirrenica, dalla maremma toscana al napoletano (Pignatti, 1982). Le popolazioni residuali della Campania sono attualmente segnalate solo nel SIC Pineta di Foce Garigliano e all&#8217;interno della Riserva Naturale di Castelvolturno (CE) ( Croce et al. 2009; Esposito et al. 2009).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Studi recenti sulla biologia fiorale ed ecologia di popolazioni campane e toscane (Aronne, e Wilcock 1996; Martinez-Pall\u00e8, E. 1998; Barbi, 2008). hanno evidenziato che il ciclo riproduttivo di <em>D. sericea <\/em>comincia all&#8217;inizio del mese di marzo, con lo sviluppo delle gemme fiorali, e si conclude nel mese di giugno, con la maturazione dei frutti. I fiori<em>, <\/em>raggruppati in fascetti apicali, sono monoclini con caratteristica colorazione rosa brillante e molto profumati per essere fortemente attrattivi per molti tipi di insetti sia diurni che notturni (Aronne, e Wilcock 1996). Il frutto si sviluppa velocemente fino ad avere, a maturazione avvenuta, una colorazione arancione intenso ed essere disperso sia da uccelli che formiche (Barbi, 2008). Questi studi hanno evidenziato nel ciclo riproduttivo di <em>D. sericea <\/em>fasi critiche rappresentate dalla scarsa produzione di frutti maturi, dalla germinazione dei semi e dal successivo attecchimento delle plantule.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-616\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_1.jpg\" alt=\"Pages from ALL PR2 1 A1 CE-2_Page_1\" width=\"885\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_1.jpg 885w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_1-300x142.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_1-500x236.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 885px) 100vw, 885px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso dello studio da noi condotto, l\u2019analsi di rilevamento in campo ha portato all\u2019individuazione, su tutta l\u2019area occupata dall\u2019habitat 2250* \u2013 Dune costiere con <em>Juniperus <\/em>spp., di 45 individui adulti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale elaborazione mostra in modo evidente una chiara distribuzione a macchia (<em>patchiness<\/em>) a tratti puntiforme alternati a piccoli nuclei di una decina di individui o a settori con completa assenza di individui. Questa distribuzione spaziale fortemente discontinua \u00e8 certamente attribuibile, in primo luogo, a cause antropiche legate principalmente, in alcuni settori, al forte rimaneggiamento, ai fini dell\u2019insediamento di lidi balneari, dell\u2019habitat idoneo a garantire la presenza di tale specie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Viceversa l\u2019estrema rarefazione del popolamento potrebbe essere attribuita alle mutate condizioni ecologiche idonee alla svolgimento dell\u2019intero ciclo vitale della specie. I dati di letteratura citati in precedenza hanno evidenziato una criticit\u00e0 nella fase di germinazione e attecchimento delle plantule da associare con molta probabilit\u00e0 ad un progressivo inaridimento delle condizioni ambientali. Del resto gi\u00e0 Tenore nel 1830 rese evidente il fatto di ritrovare questa specie sempre associata alla presenza di acqua ed in particolare presso le sponde dei ruscelli e nelle zone paludose. Considerata la vasta opera di bonifica dei litorali paludosi avvenuta attorno agli anni &#8217;50, si pu\u00f2 ipotizzare che la distribuzione di questa specie, gi\u00e0 limitata all&#8217;inizio del XX secolo, si sia ulteriormente e fortemente ridotta a causa delle opere di drenaggio dei suoli e, negli ultimi decenni, amplificata a causa degli insediamenti turistici lungo la fascia litoranea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La delicatezza di questi ambienti fa s\u00ec che una loro frammentazione anche parziale e localizzata, porti al progressivo degrado dell&#8217;intero ecosistemi. In particolare tagli nel cordone l&#8217;apertura di passaggi verso la spiaggia, fanno s\u00ec che i venti salmastri e le grandi masse di sabbie sciolte, non pi\u00f9 frenati dalle strutture sabbiose consolidate della prima duna, si spostino nell&#8217;entroterra minando l&#8217;integrit\u00e0 della vegetazione retrostante e nel caso specifico dell\u2019habitat in cui \u00e8 presente <em>Daphne sericea<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il delicato equilibrio \u00e8 inoltre confermato, anche nel nostro caso, dall\u2019aver rilevato su tutta l\u2019area indagata la completa assenza di individui giovani ed in un solo caso la presenza di una plantula.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda la fenologia sono stati raccolti dati da ottobre 2009 ad agosto 2010 che hanno permesso di analzzare gli andamenti mensili sulle caratteristiche della biologia come riportato nei grafici seguenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-617\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_2-1024x666.jpg\" alt=\"Pages from ALL PR2 1 A1 CE-2_Page_2\" width=\"584\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_2-1024x666.jpg 1024w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_2-300x195.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_2-461x300.jpg 461w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_2.jpg 1303w\" sizes=\"auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-618\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_3-912x1024.jpg\" alt=\"Pages from ALL PR2 1 A1 CE-2_Page_3\" width=\"584\" height=\"655\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dati evidenziano che la fase pi\u00f9 critica del ciclo vitale \u00e8 rappresentata dalla fruttificazione. E\u2019 molto probabile, cosi come gi\u00e0 evidenziato dagli studi condotti da Scippa 2008, che la particolare distribuzione del popolamento possa indurre gli impollinatori a visitare piante della stessa popolazione diminuendo cos\u00ec il flusso genico inter-popolazione e la variabilit\u00e0 genetica intra-popolazione. Ci\u00f2 unitamente alle ridotte dimensioni della popolazione costituisce una minaccia evidente della possibilit\u00e0 di sopravvivenza di tale specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tale ottica azioni mirate alla salvaguardia e conservazione di tale entit\u00e0 si configurano come obiettivi prioritari da porre in essere in tale progetto. Tra esse le misure di intervento ipotizzabili prevedono: il prosieguo delle attivit\u00e0 di rilevamento della fenologia della specie ed in particolare del germoplasma; l\u2019allestimento di un vivaio per la coltivazione ex situ e la produzione di piantine da utilizzare in una fase di arricchimento del popolamento soprattutto nelle aree pi\u00f9 povere; l\u2019utilizzo del materiale coltivato anche a scopo ornamentale dato l\u2019idoneo portamento della specie. Per quanto riguarda <em>Crucianella marittima <\/em>la georeferenziazione dei rilievi evidenzia una distribuzione continua su tutta l\u2019area sebbene le stazioni risultino fortemente compromese e costituite da individui presenti a piccoli gruppi o in aluni casi isolati. Per quanto riguarda la fenologia sono stati raccolti dati da gennaio 2010 ad agosto 2010 che hanno permesso di analizzare gli andamenti mensili sulle caratteristiche della biologia fiorale come di seguito riportato: \u00a0<a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/grafico.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-619\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/grafico.jpg\" alt=\"grafico\" width=\"764\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/grafico.jpg 764w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/grafico-300x159.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/grafico-500x266.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 764px) 100vw, 764px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dati evidenziano una discreta presenza di fioritura caratterizzata per\u00f2 da una scarsa produzione di fiori e successivamente di frutti maturi. Va sottolineato tuttavia che tali dati non sono esaustivi poich\u00e9 relativi ad un solo ciclo annuale e quindi espressione delle caratteristiche climatiche osservate nell\u2019anno ri rilevamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda <em>Juniperus oxycedrus <\/em>L. <em>macrocarpa <\/em>(Sibth. &amp; Sm.) Neilr. Il rilevamento del taxon condotto da ottobre 2009 ad agosto 2010 ha evidenziato che nelle aree di rilievo permanente la presenza di giovani plantule si rileva in numero piuttosto limitato nel periodo invernale primaverile ma con una successiva mortalit\u00e0 nel periodo estivo. Per quanto riguarda la fenologia sono stati raccolti dati da ottobre 2009 ad agosto 2010 che hanno permesso di analizzare gli andamenti mensili come di seguito riportato.\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-621\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_4.jpg\" alt=\"Pages from ALL PR2 1 A1 CE-2_Page_4\" width=\"729\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_4.jpg 729w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_4-300x160.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_4-500x266.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 729px) 100vw, 729px\" \/><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-622\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_5.jpg\" alt=\"Pages from ALL PR2 1 A1 CE-2_Page_5\" width=\"716\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_5.jpg 716w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_5-300x178.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/Pages-from-ALL-PR2-1-A1-CE-2_Page_5-500x297.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 716px) 100vw, 716px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dati fenologici non evidenziano criticit\u00e0 nella produzione di fiori e successivamente di frutti maturi . Anche in questo caso va sottolineato tuttavia che tali dati non sono esaustivi poich\u00e9 relativi ad un solo ciclo annuale e quindi espressione delle caratteristiche climatiche osservate nell\u2019anno ri rilevamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le analisi hanno permesso di caratterizzare le fitocenosi indagate e di evidenziarne lo stato di salute; inoltre alcuni sono emersi alcuni aspetti estremamente interessanti ai fini gestionali:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>La componente floristica appare alterata da un elevato numero di specie ad Ampia distribuzione (22,7 % del totale) che testimoniano il forte grado di antropizzazione dell\u2019area. Tra queste specie numerose sono quelle ruderali ed infestanti che contribuiscono ad abbassare la naturalit\u00e0 dell\u2019area; ai fini gestionali preme sottolineare la presenza di alcune avventizie come <em>Carpobrotus acinaciformis <\/em>(L.) L. Bolus, le cui propriet\u00e0 invasive possono contribuire ad alterare profondamente le comunit\u00e0 psammofile autoctone, mettendo in pericolo la sopravvivenza degli habitat a dominanza di specie erbacee. La presenza e la distribuzione spaziale di questa specie andrebbe monitorata nel tempo per verificarne la diffusione nell\u2019area. Questa come altre specie coltivate dovrebbero lentamente essere eliminate per aumentare la naturalit\u00e0 dell\u2019area.<\/li>\n<li>Nell\u2019area sono state rinvenute 7 entit\u00e0 endemiche o subendemiche a testimoniare il significato dell\u2019area in termini di conservazione della biodiversit\u00e0; due entit\u00e0 (<em>Daphne sericea <\/em>Vahl e <em>Dianthus balbisii <\/em>Ser. subsp. <em>liburnicus <\/em>(Bartl.) Pignatti risultano inoltre inserite nella lista rossa regionale, entrambe con valore di vulnerabilit\u00e0 (LR).<\/li>\n<li>la vegetazione psammofila pi\u00f9 prossima al mare (ascrivibile agli habitat: 2110 &#8211; <em>Dune mobili embrionali<\/em>; 1210 &#8211; <em>Vegetazione annua delle linee di deposito marine<\/em>) ma anche quella che dovrebbe occupare le aree prossime alle dune pi\u00f9 stabilizzate (2210 \u2013 Dune fisse del litorale (<em>Crucianellion; <\/em>2230 Dune con prati dei <em>Malcolmietalia<\/em><strong>), <\/strong>\u00e8 ridotta a piccoli lembi ed appare fortemente alterata sia in termini di composizione floristica che strutturale, al punto che in alcuni casi se ne riconosce pi\u00f9 la potenzialit\u00e0 che la reale presenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0La ricerca ha comunque permesso di riconoscere un habitat (2230 Dune con prati dei <em>Malcolmietalia<\/em><strong>), <\/strong>non precedentemente segnalato nel formulario del SIC.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\">L\u2019 habitat 2270* \u2013 Dune con foreste di <em>Pinus pinea <\/em>e\/o <em>Pinus pinaster <\/em>possiede la copertura percentuale pi\u00f9 elevata. Malgrado si tratti chiaramente di un rimboschimento, la sua stessa estensione impone alcune considerazioni di carattere gestionale. Anche se sulla base di quanto indicato nel Manuale Italiano, la gestione di questo habitat \u00e8 piuttosto controversa, si ritiene che nel caso in questione andrebbe cercato un giusto equilibrio tra la conservazione di questo habitat e la sua evoluzione verso altri tipi di habitat. In quest\u2019ottica sarebbe necessario redigere un piano di gestione forestale che da un lato garantisca la sopravvivenza del soprassuolo forestale, ma dall\u2019altro programmi la riduzione della densit\u00e0 degli individui attraverso tagli controllati che favoriscano il recupero della vegetazione autoctona del sottobosco. Altro elemento da considerare \u00e8 l\u2019attuale assenza di qualsiasi forma programmata di manutenzione del bosco che ha determinato l\u2019accumulo di notevoli quantit\u00e0 di lettiera e di necromassa di varia dimensione e spessore. Questo materiale morto rappresenta un potenziale combustibile, che aumenta il rischio di incendi incontrollabili e particolarmente distruttivi; la rimozione, anche attraverso l\u2019uso di tecniche di fuoco prescritto, della necromassa dovrebbe rappresentare una pratica gestionale utilizzata con regolarit\u00e0 ai fini della salvaguardia dell\u2019intero habitat e di quelli limitrofi.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Le comunit\u00e0 presentano una forte mosaicizzazione al punto che spesso elementi floristici tipici di un\u2019associazione vegetale &#8211; habitat si rinvengono ,col significato di specie ingressive, all\u2019interno dei rilievi effettuati.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Questa frammentazione del pattern orizzontale determina spesso la difficile attribuzione di una comunit\u00e0 ad un\u2019habitat in quanto oltre ad essere presenti le specie caratteristiche, se ne rinvengono altre che talvolta testimoniano una diversa facies evolutiva dell\u2019habitat (sia in termini degradativi che aggradativi), oppure la possibile presenza di un altro habitat in contatto catenale.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">I motivi delle alterazioni osservate possono essere ricondotti, fondamentalmente, a processi di erosione e calpestio diffusi in tutta l\u2019area; queste azioni contribuiscono a realizzare un effetto isola, dove la normale seriazione della vegetazione anzicch\u00e8 seguire la direzione perpendicolare alla linea di costa (condizione naturale in assenza di disturbi), si presenta pi\u00f9 con una disposizione \u201cradiale\u201d rispetto a queste \u201cisole\u201d pi\u00f9 o meno grandi di vegetazione in cui le porzioni centrali sono occupate da vegetazione a dominanza di specie legnose ed ai bordi si incontrano fitocenosi sempre meno strutturate ed ospitanti elementi floristici tipici delle fitocenosi pioniere delle sabbie.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">In tutta l\u2019area risulta evidente l\u2019impatto antropico dovuto presumibilmente alle attivit\u00e0 gestionali connesse con il turismo di tipo balneare. Queste attivit\u00e0 comprendono sia quelle che insistono sull\u2019area nel momento dell\u2019uso a fini balneari (calpestio da parte dei turisti con evidente conferma o allargamento delle aree di discontinuit\u00e0 tra comunit\u00e0 vegetali, occupazione con strutture pi\u00f9 o meno fisse delle aree di pertinenza della vegetazione delle dune), ma anche e soprattutto quelle di tipo preparatorio. Queste ultime infatti spesso determinano effetti non osservabili immediatamente, ma a lunga scadenza e proprio per questo talvolta difficilmente recuperabili; a titolo di semplice esempio si vuole ricordare la pratica diffusa della \u201cpulitura\u201d delle spiagge (in particolare della fascia pi\u00f9 prossima al mare in quanto di maggiore interesse ai fini della balneazione) attraverso mezzi meccanici che alterano non solamente la vegetazione esistente, ma anche quella futura attraverso la rimozione di quelle unit\u00e0 di dispersione (frutti, semi, propaguli) essenziali per la sopravvivenza delle specie annuali, ma anche perenni. Spesso tutto ci\u00f2 viene compiuto dai gestori delle attivit\u00e0 turistiche in assoluta buona fede in quanto essi stessi non sono consapevoli dell\u2019ecologia degli ecosistemi che essi sono chiamati a gestire e pertanto dei danni (a volte irreparabili) che causano con pratiche errate. In questo senso sarebbe assolutamente auspicabile prevedere tra le azioni volte alla conservazione degli habitat il coinvolgimento dei gestori di queste attivit\u00e0 attraverso corsi di informazione \u2013 formazione che li rendano pertecipi del processo di conservazione non solo degli habitat, ma anche di tutto il sistema dunale che per loro rappresenta una risorsa economica prioritaria.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi del taxon <em>Daphne sericea <\/em>ha portato all\u2019individuazione, su tutta l\u2019area occupata dall\u2019habitat 2250* \u2013 Dune costiere con <em>Juniperus <\/em>spp., di 42 individui adulti e di assenza di individui giovani e plantule.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Al numero piuttosto esiguo di individui che costituiscono il popolamento di Daphne sericea si associa una distribuzione spaziale a macchia (<em>patchiness<\/em>) con tratti a presenza puntiforme alternati a piccoli nuclei di una decina di individui o a settori con completa assenza di individui.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">la distribuzione spaziale fortemente discontinua di <em>Daphne sericea <\/em>\u00e8 certamente attribuibile, in primo luogo, a cause antropiche legate principalmente, in alcuni settori, al forte rimaneggiamento, ai fini dell\u2019insediamento di lidi balneari, dell\u2019habitat idoneo a garantire la presenza di tale specie<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Viceversa l\u2019estrema rarefazione del popolamento potrebbe essere attribuita alle mutate condizioni ecologiche idonee alla svolgimento dell\u2019intero ciclo vitale della specie ed in particolare ad un progressivo inaridimento delle condizioni ambientali.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">La frammentazione anche parziale e localizzata dell\u2019habitat, in particolare tagli l&#8217;apertura di passaggi verso la spiaggia, possono costituire una seria minaccia all&#8217;integrit\u00e0 della vegetazione retrostante e nel caso specifico dell\u2019habitat in cui \u00e8 presente <em>Daphne sericea<\/em>.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">La scarsa rappresenativit\u00e0 e forte compromissione del popolamento a <em>Crucianella marittima <\/em>che evidenzia una bassa produzione di frutti maturi e l\u2019assenza di plantule.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">L\u2019assenza, almeno per il periodo di rilevamento indagato, della rinnovazione dei popolamenti ad <em>Juniperus oxycedrus <\/em>L. <em>macrocarpa <\/em>(Sibth. &amp; Sm.) Neilr evidenzia anche in questo caso una forte alterazione dell\u2019habitat imputabile in parte alla forte erosione del litorale che espone questi popolamenti a condizioni edafiche critiche.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Azioni mirate alla salvaguardia e conservazione di tale entit\u00e0 si configurano come obiettivi prioritari da porre in essere in tale progetto. Tra esse le misure di intervento ipotizzabili prevedono: il prosieguo delle attivit\u00e0 di rilevamento della fenologia della specie ed in particolare del germoplasma; l\u2019allestimento di un vivaio per la coltivazione ex situ e la produzione di piantine da utilizzare in una fase di arricchimento del popolamento soprattutto nelle aree pi\u00f9 povere; l\u2019utilizzo del materiale coltivato anche a scopo ornamentale dato l\u2019idoneo portamento della specie.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia di riferimento<\/strong><\/p>\n<p>Croce A., Strumia S. &amp; Esposito A., 2009. Contribution to the floristic and vegetation knowledge of Garigliano estuary area (CE, southern Italy). Bacchetta G. (ed.) &#8211; Biodiversity hotspots in Mediterranean Area. Book of abstract 45\u00b0 International Congress of SISV &amp; FIP: p. 274.<\/p>\n<p>Del Guacchio E., 2010. Appunti di floristica campana: novit\u00e0 e precisazioni. Informatore Botanico Italiano 42(1): 35-46.<\/p>\n<p>Del Guacchio E., Gargiulo S., 2006. Bibliografia geobotanica della Campania dal XVI secolo fino al 1949. Delpinoa, n.s., 46: 29-50. (2004)<\/p>\n<p>Esposito A., Filesi L., Zumbolo A., Strumia S. 2009. Characterization of vegetation landscape of Castel Volturno Nature Reserve (Campania region, Southern Italy). Bacchetta G. (ed.) &#8211; Biodiversity hotspots in Mediterranean Area. Book of abstract 45\u00b0 International Congress of SISV &amp; FIP: p. .<\/p>\n<p>European Commission DG Environment &#8211; Nature and Biodiversity, 2007. Interpretation Manual of European Union Habitats, EUR 27<\/p>\n<p>Martinez-Pall\u00e8, E. 1998. Autoecologia e conservazione di <em>Daphne sericea <\/em>Vahl (Thymeleaceae). <em>Atti del 93\u00b0 Congresso della Societ\u00e0 Botanica Italiana, <\/em>1-3 ottobre, p. 96.<\/p>\n<p>Pignatti S., 1982 &#8211; Flora d\u2019Italia. 1-3. Edagricole, Bologna.<\/p>\n<p>Podani J. 2001. SYN-TAX 2000. Computer Programs for Data Analysis in Ecology and Systematics. User\u2019s manual. Scientia Publishing, Budapest, Hungary.<\/p>\n<p>Santangelo A., 2005. Dati regionali per la Campania. In: Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), An annotated checklist of the italian vascular flora &#8211; F.lli Palombi editori, Roma<\/p>\n<p>Santangelo A., Bronzo E., Croce A., Salvati C., Strumia S., 2008 \u2013 <em>Basi di dati per le ricerche floristiche: un esempio per il Matese campano. <\/em>Inform. Bot. Ital., 40 (1): 59-71<em>. <\/em><\/p>\n<p>Scoppola A., Magrini S., 2005. Bibliografia floristica italiana per gli anni 1950-2005. In: Scoppola A., Blasi C. (Ed.), Stato delle conoscenze sulla Flora Vascolare d\u2019Italia- F.lli Palombi editori, Roma.<\/p>\n<p>Tutin T.G., Burges N.A., Chater A.O., Edmondson J.R., Heywood V.H., Moore T.M., Valentine D.H.,Walters S.M. &amp; Webb D.A. (eds.), 1993 &#8211; Flora Europaea. 1, 2a Ediz. Cambridge University Press.<\/p>\n<p>Tutin T.G., Heywood V.H., Burges N.A., Valentine D.H., Walters S.M. &amp; Webb D.A. (eds.), 1964-80 -Flora Europaea. 1-5. Cambridge University Press.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di: Assunta Esposito Dipartimento di Scienze della Vita, Seconda Universit\u00e0 di Napoli Sandro Strumia Dipartimento di Scienze Ambientali, Seconda Universit\u00e0 di Napoli Rilevamento Floristico-Sociologico In una prima fase sono stati esaminati i documenti scientifici e di altra natura &hellip; <a href=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/2014\/04\/29\/pineta-della-foce-del-garigliano-aspetti-botanici\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2003,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[14],"class_list":["post-439","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-botanica","tag-foce-del-garigliano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/439","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2003"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=439"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/439\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}