{"id":437,"date":"2014-04-29T10:25:20","date_gmt":"2014-04-29T10:25:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriocostesardegna.eu\/providune\/?p=437"},"modified":"2014-04-29T10:25:20","modified_gmt":"2014-04-29T10:25:20","slug":"pineta-della-foce-del-garigliano-esempi-significativi-di-pressioni-minacce-criticita-e-impatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/2014\/04\/29\/pineta-della-foce-del-garigliano-esempi-significativi-di-pressioni-minacce-criticita-e-impatti\/","title":{"rendered":"Pineta della Foce del Garigliano: esempi significativi di pressioni-minacce-criticit\u00e0 e impatti"},"content":{"rendered":"<p>A cura di:<\/p>\n<p><strong>Micla Pennetta<sup>(1)<\/sup>, Vera Corbelli<sup>(2)<\/sup>, Vincenzo Gattullo<sup>(3)<\/sup>, Raffaella Nappi<sup>(2)<\/sup><\/strong><\/p>\n<h4><sup>(1)\u00a0<\/sup>Dipartimento di Scienze della Terra &#8211; Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cFederico II\u201d; Largo S. Marcellino, 10. 80138 \u2013 Napoli \u2013 Italy &#8211; Email: <a href=\"mailto:miclapennetta@unina.it\">pennetta@unina.it<\/a><\/h4>\n<h4><sup>(2)<\/sup> Autorit\u00e0 di Bacino Nazionale dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno; Viale Lincoln 81100 &#8211; Caserta \u2013 Italy &#8211; Email: <a href=\"mailto:raffaella.nappi@autoritadibacino.it\">raffaella.nappi@autoritadibacino.it<\/a><\/h4>\n<h4><sup>(3)<\/sup> c\/o Autorit\u00e0 di Bacino Nazionale dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno; Viale Lincoln 81100 &#8211; Caserta \u2013 Italy &#8211; Email: <a href=\"mailto:v.gattullo@libero.it\">v.gattullo@libero.it<\/a><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono stati studiati in particolare i caratteri sedimentari, morfologici e morfoevolutivi del sistema costiero emerso (Pennetta <em>et alii<\/em>, 2011a) e ricostruite le pi\u00f9 importanti trasformazioni nell\u2019uso del suolo principalmente legate ad attivit\u00e0 turistico-commerciali e agli interventi di bonifica. Ci\u00f2 ha consentito di individuare e distinguere in modo chiaro gli effetti dei singoli processi attivi di cui, ricordiamo tra i principali, l\u2019erosione a carico della spiaggia e del sistema dunare e gli impatti antropici sulle dune con compattazioni, escavazioni, incisioni per calpestio e transito di veicoli, inneschi o accentuazione di processi di deflazione eolica, spianamenti per azioni di pulizia meccanica. Sono state rilevate inoltre significative irregolarit\u00e0 nella seriazione delle comunit\u00e0 vegetali psammofile ed immissioni di specie alloctone. Il contributo riveniente da tali indagini \u00e8 stato applicato alla valutazione dell\u2019indice di vulnerabilit\u00e0 del sistema dunare e della <em>carrying capacity<\/em> della spiaggia, utile per valutare l\u2019attuale grado di compromissione del sistema ambientale, facilitare la definizione delle priorit\u00e0 degli interventi di conservazione ed individuare misure correttive finalizzate ad una efficace gestione della spiaggia e del suo sistema dunare, stabilendo anche l\u2019origine dell\u2019alterazione immessa nel sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>STUDI ESEGUITI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tratto litoraneo del SIC, orientato NW-SE, ha una lunghezza di circa 2.720 m, sviluppandosi con andamento nel complesso rettilineo e continuo; solo nel tratto meridionale \u00e8 presente, quale elemento di discontinuit\u00e0, un canale di bonifica (Macchine Vecchie). Esso s\u2019inserisce nel Golfo di Gaeta, un\u2019ampia ansa litoranea estesa per circa 65 Km, concaratteri costieri nel complesso omogenei; lungo la costa si sviluppano spiagge sabbiose, anche di notevole estensione, cui si intercalano tratti limitati di costa alta e rocciosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il sistema dunare del SIC comprende una serie di cordoni coalescenti, sub-paralleli alla linea di riva, messi in posto nel corso della trasgressione versiliana, con un\u2019ampiezza trasversale complessiva di circa 400 m. Il fronte del sistema risulta in gran parte costituito da lembi di avandune embrionali addossate a dune secondarie riattivate principalmente da processi di arretramento per erosione costiera e dalle manomissioni antropiche, cui seguono i cordoni della duna terziaria sui quali negli anni \u201930 \u00e8 stata impiantata la pineta costiera; pi\u00f9 all\u2019interno sono presenti cordoni pi\u00f9 antichi ormai pressoch\u00e9 completamente spianati (PENNETTA <em>et alii<\/em>, 2011a).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La spiaggia sabbiosa, con ampiezze comprese tra 10 e 20 m, mostra caratteri sedimentologici e geomorfologici nel complesso omogenei; di contro si rilevano aspetti ambientali, servizi e gestione molto differenziati. Pertanto, al fine di rendere efficace la valutazione delle potenziali interferenze tra fruizione turistico\u2013balneare e caratteristiche e dinamiche ambientali, si \u00e8 ritenuto utile suddividere il litorale considerato in settori omogenei sotto gli aspetti richiamati (Fig. 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-550\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti1.jpg\" alt=\"impatti1\" width=\"1003\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti1.jpg 1003w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti1-300x85.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti1-1000x284.jpg 1000w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti1-500x142.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1003px) 100vw, 1003px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"font-size: 0.7em;text-align: center\">Fig. 2 \u2013 Inquadramento dell\u2019area su ortofoto Regione Campania (Progetto ORCA), 2005. Sono riportati il perimetro del SIC \u201cPineta della Foce del Garigliano\u201d (linea verde) e l\u2019individuazione dei settori omogenei ai fini degli studi sulla carrying capacity. I riquadri delimitano le aree campione in cui \u00e8 stato valutato l\u2019indice di vulnerabilit\u00e0 dunare (DVI).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le analisi e misure eseguite hanno nel complesso compreso:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0analisi in ambiente GIS di cartografie, foto aree, ortofoto, dati satellitari; gli studi hanno incluso anche il rilievo dell\u2019evoluzione dell\u2019area nell\u2019arco temporale tra il 1897 ed il 2010, utilizzando in particolare dati relativi agli anni 1897, 1954, 1966, 1975, 1990\/1, 1998, 2005\/06, 2007, 2009, 2010 con scale comprese tra 1: 5.000 e 1: 33.000;<\/p>\n<ul>\n<li>&#8211;\u00a0analisi delle variazioni della linea di riva nell\u2019arco di tempo considerato;<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0analisi geomorfologica evolutiva del sistema dunare e di spiaggia, supportata da fotointerpretazione su coppie di immagini stereoscopiche (voli 1954, 1991, 1998);<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0analisi sulla copertura vegetale con osservazioni su tipo, distribuzione, sue condizioni ed evoluzione nel tempo;<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0analisi delle modificazioni dell\u2019uso del suolo, delle infrastrutture e costruzioni, della viabilit\u00e0 e sentieramenti, dei parcheggi e della rete idraulica naturale ed artificiale;<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0acquisizione, valutazione, misure indirette e dirette di parametri relativi al tratto costiero ed alla componente dunare di tipo morfo-sedimentario e meteo-marino;<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0analisi specifica degli impatti diretti ed indiretti e in particolare di quelli da fruizione;<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0specifiche misure e valutazioni di ambiti morfologici e parametri morfometrici della spiaggia e della duna e loro evoluzione stagionale per il periodo di studio (2009 e 2010);<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0misure relative alla distribuzione spaziale e oraria, alle modalit\u00e0 di accesso e fruizione degli utenti del turismo balneare; per l\u2019analisi delle presenza sulla spiaggia sono state effettuate osservazioni ottiche discrete nei mesi di luglio ed agosto 2009 e 2010 con rilievi realizzati utilizzando 6 postazioni georeferenziate;<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0verifica dei servizi offerti dai privati e dall\u2019amministrazione pubblica per la fruizione turistica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<strong>INDICE DI VULNERABILIT\u00c0 DEL SISTEMA DUNARE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La vulnerabilit\u00e0 di un sistema costiero (es. Dias <em>et alii<\/em>, 1994; Ley Vega De Seoane <em>et alii<\/em>, 2007; Mart\u00ednez V\u00e1zquez <em>et alii<\/em>, 2006; Williams <em>et alii<\/em>, 2001, 2011) pu\u00f2 essere valutato attraverso l\u2019indice di vulnerabilit\u00e0 che sintetizza in maniera quantitativa la risposta del sistema dunare ai diversi processi costieri ed agli effetti della pressione antropica (fra gli altri ad es. il turismo Vall\u00e9s<em>et alii<\/em>, 2011) che interagiscono e determinano l\u2019evoluzione della linea di riva e del fronte dunare. I principali indicatori della vulnerabilit\u00e0 delle dune sono stati organizzati, in letteratura, in tre <em>checklists<\/em> da PEREIRA <em>et alii<\/em> (2000), Garcia-Mora <em>et alii<\/em> (2001), Davies <em>et alii<\/em> (1995).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019indice di vulnerabilit\u00e0 delle dune (<em>Dune Vulnerability Index <\/em>&#8211; DVI) consente di valutare lo stato di degrado\/naturalit\u00e0 attraverso una stima delle caratteristiche di resilienza geologica ed ecologica, dei processi legati al moto ondoso e al vento, delle pressioni antropiche capaci di influire sulla vulnerabilit\u00e0 del sistema dunare. La vulnerabilit\u00e0 del sistema dunare \u00e8 stata qui intesa nel suo senso letterale, quindi come suscettibilit\u00e0 del sistema stesso all\u2019erosione per effetto di attivit\u00e0 antropiche o di un processo naturale. Per <em>resilienza<\/em> del sistema dunare va inteso la capacit\u00e0 di autoriparazione del sistema e quindi di riequilibrio nei confronti dei processi che determinano l\u2019evoluzione della fascia costiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019indice di vulnerabilit\u00e0 del sistema dunale (DVI) applicato in questa ricerca (Garcia-Mora <em>et alii<\/em>, 2001) considera le condizioni del sistema in base a n.5 classi principali di parametri (Tab. 1) identificati come i principali indicatori della vulnerabilit\u00e0 delle dune costiere, quali i caratteri geomorfologici e sedimentari, gli effetti della dinamica marina, le condizioni della vegetazione ed, infine, gli effetti dell\u2019attivit\u00e0 antropica. Le misure dei parametri vengono effettuate per strisce di litorale omogenee per caratteristiche morfo-sedimentarie, ecologiche e antropiche. Nell\u2019area in studio \u00e8 stato calcolato l\u2019indice di vulnerabilit\u00e0 per due aree campione (Fig. 2): una all\u2019interno del settore settentrionale e l\u2019altra di quello meridionale. Per la sua stima sono state effettuate valutazioni semi-quantitative di n. 54 variabili che costituiscono i principali parametri relativi alla componente dunare della spiaggia, raggruppate come riportato in Tab.1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/tabella1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-551\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/tabella1.jpg\" alt=\"tabella1\" width=\"996\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/tabella1.jpg 996w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/tabella1-300x41.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/tabella1-500x69.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 996px) 100vw, 996px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"font-size: 0.7em;text-align: center\">Tabella 1 &#8211; Principali indicatori della vulnerabilit\u00e0 delle dune costiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad ogni variabile\u00e8 associato un punteggio compreso tra 0 e 4, cui corrisponde un ordine crescente di vulnerabilit\u00e0. Per ogni classe viene calcolato un indice di vulnerabilit\u00e0 parziale (IVp), espresso come rapporto tra la sommatoria dei punteggi assegnati alle variabili della classe e il punteggio totale massimo raggiungibile nella classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2018indice di vulnerabilit\u00e0 complessivo \u00e8 calcolato come media dei cinque indici parziali, assumendo quindi valori compresi tra 0 e 1, dove al valore pi\u00f9 alto corrisponde una maggiore compromissione e perdita di capacit\u00e0 di riequilibrio del sistema dunare. Garcia-Mora <em>et alii<\/em> (2001) propongono la seguente classificazione per i sistemi dunari nel settore sud occidentale della penisola iberica: Gruppo I &#8211; bassa vulnerabilit\u00e0 &#8211; DVI &lt;0.25; Gruppo II &#8211; vulnerabilit\u00e0 da bassa a media &#8211; 0.25&lt;DVI &lt;0.50; Gruppo III &#8211; vulnerabilit\u00e0 da media ad alta &#8211; 0.5&lt;DVI &lt;0.60; Gruppo IV &#8211; vulnerabilit\u00e0 alta &#8211; DVI &gt;0.6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I valori del DVI delle due aree campione in studio (Tab. 2) sono piuttosto elevati (0.61 e 0.59), ad indicare un\u2019alterazione del sistema nel suo complesso; i valori parziali, consentendo di discriminare il contributo delle varie componenti, agevolano l\u2019individuazione tipologica e la localizzazione delle opportune strategie di gestione ed intervento.<\/p>\n<p style=\"font-size: 0.7em;text-align: center\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/tabella2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-553\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/tabella2.jpg\" alt=\"tabella2\" width=\"979\" height=\"99\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/tabella2.jpg 979w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/tabella2-300x30.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/tabella2-500x51.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 979px) 100vw, 979px\" \/><\/a>Tabella 2 &#8211; Valori del DVI delle due aree campione in studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>CARRYING CAPACITY DELLA SPIAGGIA EMERSA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In un sistema ambientale la valutazione <em>carrying capacity<\/em> (capacit\u00e0 di carico antropico) analizza i rapporti che intercorrono tra caratteristiche sedimentologiche e morfologiche, densit\u00e0 e distribuzione dei fruitori, qualit\u00e0 e distribuzione dei servizi offerti, sicurezza della balneazione, individuando la quantit\u00e0 massima di persone che un determinato settore ambientale pu\u00f2 sopportare, oltrepassata la quale le caratteristiche fisiche del sistema naturale vengono alterate. In letteratura vengono considerati almeno quattro tipi di capacit\u00e0 di carico: fisica (numero di unit\u00e0 che un\u2019area pu\u00f2 fisicamente ospitare), ecologica (densit\u00e0 di popolazione che un ecosistema pu\u00f2 sopportare), sociale (la densit\u00e0 massima di persone in un\u2019area che possono ambire a tranquillit\u00e0 nei momenti ricreativi) ed economica (turismo che produce impatto negativo sulle attivit\u00e0 economiche), (MacLeod &amp; Cooper, 2005; Prato, 2009).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel complesso, la capacit\u00e0 di carico \u00e8 controllata dai parametri che influiscono sulla conservazione delle caratteristiche di naturalit\u00e0 dell\u2019ambiente e dalla percezione soggettiva. Pertanto, superate determinate soglie, l&#8217;ambiente diventa poco confortevole perdendo le sue caratteristiche attrattive e ricreative (Pigram &amp; Jenkins, 1999).Attraverso valutazioni semiquantitative dei parametri significativi e analizzandone la loro reciproca interazione si pu\u00f2 fornire un quadro di riferimento (Silva, 2002; Davidson <em>et alii<\/em>, 2007; Silva <em>et alii<\/em>, 2007) ed un sistema di indirizzi strategici per un uso corretto del litorale sabbioso per attivit\u00e0 turistiche e ricreative (Williams &amp; Lemckert, 2007; Zacarias <em>et alii<\/em>, 2011).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 stata valutata la <em>carrying capacity<\/em> per due settori del tratto litoraneo in esame (settore Nord &#8211; centro e settore Sud, Fig. 3) secondo il modello proposto da Jim\u00e9nez <em>et alii<\/em> (2007), che prevede lo studio dei rapporti che intercorrono tra caratteristiche morfologiche e sedimentologiche, densit\u00e0 e distribuzione dei fruitori, caratteristiche e distribuzione dei servizi offerti e sicurezza della balneazione. Ai servizi si ascrivono le attrezzature che rendono le spiagge confortevoli quali: il trasporto, i parcheggi, la facile accessibilit\u00e0, le docce, i servizi di ristoro, i lettini ed ombrelloni, i servizi igienici. L&#8217;aspetto della sicurezza include anche la componente legata alle pericolosit\u00e0 intrinseche della spiaggia come i presidi di salvamento, le caratteristiche morfobatimetriche ed idrodinamiche quali correnti lungo costa e <em>rip currents. <\/em>In altri tratti di costa bassa, sabbiosa, prospicienti anch\u2019essi una Piana costiera (Fiume Sele, Prov. Salerno), sono stati cartografati per la prima volta (Pennetta <em>et alii<\/em>, 2011b) canali incisi nel fondo da <em>rip currents<\/em>, veloci flussi che interessano tutta la colonna di acqua, che si dirigono verso il largo ed in grado di porre in difficolt\u00e0 i nuotatori meno esperti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La maggior parte della spiaggia dell\u2019area SIC \u00e8 libera da concessioni per una lunghezza totale pari a 1.615 m. A partire dal limite settentrionale risultano a fruizione libera i primi 1.500 m di spiaggia, seguono concessioni fino al limite meridionale, ad eccezione di un tratto immediatamente a sud del canale Macchine Vecchie. La spiaggia \u00e8 prevalentemente frequentata, ove presenti stabilimenti balneari, nelle immediate vicinanze degli stessi o in corrispondenza degli accessi pi\u00f9 comodi e dei parcheggi (nel complesso circa 1.145 m).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-552\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti2.jpg\" alt=\"impatti2\" width=\"1017\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti2.jpg 1017w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti2-300x91.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti2-500x152.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1017px) 100vw, 1017px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"font-size: 0.7em;text-align: center\">Fig. 3 &#8211; <strong>\u00a0<\/strong>Studio delle variazioni della linea di riva dei settori interessati dalla valutazione della <em>carrying capacity<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Settore Nord-centro.<\/em><\/strong> Questo settore comprende il tratto di spiaggia a fruizione libera, prospiciente la zona seminaturale del SIC ed estesa dal confine settentrionale fino al villaggio &#8211; camping Baia Domizia a Sud. L\u2019area interna \u00e8 di propriet\u00e0 privata e l\u2019accesso dei fruitori avviene attraverso alcuni varchiabusivi, aperti lungo la recinzione perimetrale sulla S.P. Garigliano &#8211; Monte Massico, da cui si dipartono sentieri o strade campestri che raggiungono la spiaggia. Il parcheggio delle autovetture avviene sulla strada provinciale e, sebbene non interferisca con le aree di pregio ambientale, \u00e8 inadeguato e pericoloso; pertanto la frequentazione balneare della spiaggia, priva di qualsiasi servizio o dotazione, \u00e8 limitata. La lunghezza della spiaggia \u00e8 di circa 1.585 m e l\u2019ampiezza compresa tra 10 e 20 m; la variazione in ampiezza, legata all\u2019intensit\u00e0 del moto ondoso, ai processi sedimentari, alle oscillazioni del livello del mare (l.m.) causato dalle maree e dalle sesse,risulta compresa tra 5 e 15 m. La superficie da considerare disponibile per la fruizione \u00e8 pari a circa di 13.468 mq. Essa \u00e8 stata determinata considerando l\u2019ampiezza media della spiaggia nel periodo estivo, ma ritenendo utile per i fruitori il tratto di spiaggia compreso tra la battigia e cinque metri dal piede della duna. Quest\u2019ultimo valore \u00e8 fissato sulla base degli studi disponibili e dalle osservazioni effettuate, affinch\u00e9 non vengano a determinarsi impatti sulla spiaggia interna a carico delle prime forme dunari embrionali e della vegetazione che ne innesca la formazione. Tutti i dati ricavati dall\u2019analisi sono stati posti a confronto con parametri di riferimento; in particolare la superficie di spiaggia emersa utile attribuita a ciascun utente viene assunta pari a 10 mq. I risultati ottenuti hanno consentito di determinare che:<\/p>\n<ul>\n<li>&#8211;\u00a0il numero complessivo di utenti \u00e8 sotto soglia, la loro densit\u00e0 <em style=\"color: #000000\">long-shore<\/em> risulta non omogenea, ma comunque sotto soglia; la densita <em style=\"color: #000000\">cross-shore <\/em>\u00e8 sotto soglia anche in corrispondenza degli accessi;<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0il numero di accessi \u00e8 nella soglia;<\/li>\n<li>&#8211; la disponibilit\u00e0 di posti auto, il numero di concessioni balneari (bench\u00e9 da tempo inattive), di servizi igienici, di contenitori per la raccolta di rifiuti ed il numero di presidi per il salvamento sono sopra soglia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Settore Sud.<\/em><\/strong> Comprende il tratto di spiaggia a Sud del canale Macchine Vecchie, includendo una prima parte a fruizione libera e la successiva, pi\u00f9 meridionale, interessata da una concessione che si estende oltre il confine meridionale dell\u2019area SIC. I rilievi eseguiti hanno mostrato che il tratto di spiaggia libera \u00e8 di circa 230 m mentre quello interessato dallo stabilimento \u00e8 di 154 m per una lunghezza complessiva di circa 384 m. Tre piccoli manufatti servono la concessione, posizionati sul fronte dunare, previo, purtroppo, locale sbancamento della duna stessa. La spiaggia \u00e8 prospiciente il villaggio turistico \u201cLa Serra\u201d che, ubicato a tergo della duna secondaria a ginepro, occupa in parte la pineta della duna terziaria e in parte il settore delle dune antiche (Pennetta <em>et alii<\/em>, 2011a). Esso ha una ricettivit\u00e0 giornaliera di circa 1000 persone\/giorno nel periodo luglio-agosto. L\u2019ampiezza della spiaggia, compresa tra 15 e 20 m, ha mostrato variazioni in ampiezza comprese tra 7 e 13 m, anche qui legate alle oscillazioni del l.m. causato dalle maree e dalle sesse, all\u2019intensit\u00e0 del moto ondoso ed ai processi sedimentari. La superficie da considerare disponibile per la fruizione \u00e8 risultata di circa 4.032 mq. Restano fissati come per il settore settentrionale i limiti di protezione della spiaggia interna (5 m) e la superficie utile procapite (10 mq). Confrontando i dati ricavati dall\u2019analisi con i parametri di riferimento si rileva che:<\/p>\n<ul>\n<li>&#8211;\u00a0il numero complessivo di utenti e la loro densit\u00e0 <em style=\"color: #000000\">long-shore<\/em> e <em style=\"color: #000000\">cross-shore<\/em>, il numero di accessi, la disponibilit\u00e0 di posti auto sono sotto soglia;<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0il numero di stabilimenti balneari e il numero di presidi per il salvamento sono nella soglia;<\/li>\n<li>&#8211; il numero di servizi igienici ed il numero di contenitori per la raccolta di rifiuti sono, seppur di poco, sopra soglia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>CONCLUSION<\/strong><strong>I<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli studi morfosedimentari del sistema costiero in sinistra foce del Fiume Garigliano, svolti nell\u2019ambito del Progetto Providune, hanno consentito, tra gli altri, di eseguire una zonazione sedimentologica e morfologica dell\u2019area, sintetizzati in Pennetta <em>et alii<\/em> (2011a). Tali studi sono stati posti alla base di valutazioni tese all\u2019individuazione dei limiti di tollerabilit\u00e0 di una spiaggia e delle risorse ambientali da salvaguardare; dati rivelatisi indispensabili per la formulazione di piani e programmi per la gestione e la salvaguardia dei sistemi costieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono stati pertanto calcolati i valori della vulnerabilit\u00e0\u00a0 del sistema dunare (DVI) in due aree campione; i valori ricavati sono nel complesso elevati, essendo compresi tra 0.59 (area campione settentrionale) e 0.61 (area campione meridionale). In entrambe le aree la vulnerabilit\u00e0 \u00e8 condizionata dai fattori morfosedimentari connessi peraltro ai processi della dinamica marino costiera, che, in accordo con i risultati degli studi precedenti, evidenziano la severit\u00e0 dei fenomeni erosivi realizzatisi, ed in parte in corso, a carico della spiaggia e del sistema dunare; gli effetti di tali processi si riflettono sulle condizioni della vegetazione che evidenzia il forte stato di pressione cui \u00e8 sottoposta. Le dinamiche osservate sono da porre in relazione agli effetti delle pressioni antropiche che hanno agito nel tempo in maniera sia diretta che indiretta, innescando e\/o accelerando processi che tendono a ridurre la resilienza del sistema naturale. Il valore calcolato dell\u2019indice di vulnerabilit\u00e0 parziale relativo agli impatti antropici (HE), basso rispetto ai valori ricavati per gli altri indicatori di vulnerabilit\u00e0 costiera, non tiene conto delle pressioni antropiche indirette (principalmente riduzione quantitativa e granulometrica degli apporti sedimentari fluviali da parte del Fiume Garigliano) che hanno avuto invece un ruolo determinante, \u00a0in grado di indurre <em>ab initio<\/em> la compromissione del sistema. I valori totali ottenuti sono nel complesso confrontabili sebbene, sul settore a Nord, \u00a0pesino maggiormente sull\u2019indice relativo (GCD) gli effetti indotti dai pi\u00f9 intensi processi di arretramento costiero, mentre nel settore meridionale risultano pi\u00f9 sensibili gli effetti degli impatti antropici (HE).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le analisi sulla <em>carrying capacity<\/em> della spiaggia sono risultate utili per identificare il superamento di soglie, cui corrispondono condizioni d\u2019uso non adeguate; la loro individuazione consente di attuare strategie di gestione per ridurre al minimo gli impatti da fruizione. In particolare, i risultati ottenuti nel settore settentrionale indicano la presenza di quantit\u00e0 di attrezzature e servizi per la fruizione turistica che, appaiono nel complesso sottodimensionate rispetto agli <em>standards<\/em>. Bench\u00e9 questo settore di elevato pregio ambientale non sia interessato da un eccessivo carico turistico anche nei periodi potenzialmente pi\u00f9 idonei alla balneazione, esso manifesta condizioni di fragilit\u00e0 fisica ed ecologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel settore meridionale, sebbene le attuali modalit\u00e0 di fruizione risultino compatibili ed anche i servizi solo in parte inadeguati, si rilevano pregresse condizioni di degrado da fruizione legate ad un sovradimensionamento di servizi con manomissione di ampi settori del sistema dunare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La presenza diffusa di infrastrutture turistiche ubicate sui cordoni dunari, comporta frequentemente lo sbancamento della duna, \u00a0introduce elementi di rigidit\u00e0 che innescano processi erosivi, sottrae sabbia utile per l\u2019alimentazione naturale della spiaggia in periodi di bilancio sedimentario negativo e favorisce il degrado degli ecosistemi.Anche le modalit\u00e0 di accesso dei turisti determinano impatti creando sentieri trasversali, localmente incisi nella duna e talora percorsi anche da mezzi motorizzati, da cui si dipartono altre zone di calpestio diffuso e prendono origine fenomeni di deflazione eolica (Fig. 4). A queste si aggiungono la pulizia con mezzi meccanici e gli ampliamenti della spiaggia a danno della duna, con forte riduzione in termini sia di resilienza che di potenziale capacit\u00e0 di accrescimento della duna stessa. Tutti questi elementi di pressione antropica favoriscono i processi erosivi a carico della spiaggia e delle dune mettendo anche in pericolo la conservazione di specie ed habitat di pregio come quello a ginepro o della pineta costiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo studio sugli impatti \u00e8 stato articolato sull\u2019analisi degli aspetti fisici e biotici i cui risultati, valutati in maniera multidisciplinare, hanno consentito l\u2019individuazione delle criticit\u00e0 nelle varie aree cui corrisponder\u00e0 l\u2019identificazione delle azioni di mitigazione da attuare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In particolare, nel settore settentrionale emerge la necessit\u00e0 di organizzare la fruizione e di dotarla dei servizi minimi indispensabili al fine di eliminare gli impatti prodotti dal disordine con cui si realizza attualmente. Gli interventi in tal senso saranno programmati con grande attenzione con l\u2019intento di preservare al massimo le condizioni di naturalit\u00e0 e gli aspetti di alto pregio ambientale del settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-554\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti3.jpg\" alt=\"impatti3\" width=\"993\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti3.jpg 993w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti3-300x82.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/impatti3-500x136.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 993px) 100vw, 993px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"font-size: 0.7em;text-align: center\">Fig. 4 &#8211; Assi di transito pedonale non gestito sul fronte dunare del settore centro-settentrionale su cui si sono sviluppati processi di deflazione eolica (linea rossa). Indicati la ricostruzione del profilo topografico originario (pto), gli assi delle conche deflazione (cd) e i lobi d\u2019accumulo (lbo) che si addossano sulla vegetazione arbustiva (ginepro) della duna secondaria.\u00a0 Tali processi sottraggono sabbia agli interscambi duna &#8211; spiaggia, favoriscono l\u2019ingressione marina nel corso di eventi meteomarini severi e i fenomeni di compenetrazione e mosaicizzazione nella seriazione vegetale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra gli altri, la delimitazione dei percorsi di accesso e la loro realizzazione su passerelle, semplici interventi di ingegneria naturalistica con chiusura dei varchi d\u2019incisione e protezione del piede delle dune, potranno migliorare le capacit\u00e0 di difesa del sistema ove pi\u00f9 compromesso dagli impatti antropici e dalla pressione esercitata dai processi di arretramento costiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel settore meridionale \u00e8 prioritaria la previsione d\u2019interventi per il recupero di tratti del settore dunare fortemente compromessi dalle modalit\u00e0 in cui si \u00e8 svolta nel passato la fruizione balneare con stabilimenti realizzati spianando la duna e consentendo l\u2019accesso di autoveicoli fino alla spiaggia. Per la pulizia della spiaggia sono da utilizzare tecniche manuali abolendo l\u2019uso dei mezzi meccanici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>Bibliografia di riferimento:<\/strong><\/p>\n<p>Abate D., De Pippo T., Ilardi M. &amp; Pennetta M. (1998) &#8211; <em>Studio delle caratteristiche morfoevolutive quaternarie della Piana del Garigliano<\/em>. \u201cIl Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences\u201d, 11(2), 149-158.<\/p>\n<p>Davidson M., van Koningsveld M., de Kruif A., Rawson J., Holman R., Lamberti A., Medina R., Kroon A., Aarnikhof S., (2007) &#8211; <em>The CoastViewProject: developing video-derived coastal state indicators in support ofcoastal zone management<\/em>. Coastal Engineering 54, 463\u2013475.<\/p>\n<p>Davies P., Williams A.T., And Curr R.H.F. (1995) &#8211; <em>Decision making in dune management: Theory and practice<\/em>. Journal of Coastal Conservation, 1(1), 87-96.<\/p>\n<p>Dias A., Curr J.M, Davies, R.C.f., Pereira, P. &amp; Williams, A.T. (1994) &#8211; <em>Dune vulnerability and management: Portugal and North-West Europe. <\/em>Littoral 94. Lisbon. Portugal.<\/p>\n<p>Garcia-Mora M.R., Gallego-Fernandez J.B., Williams A.T. &amp; Garcia-Novo (2001) &#8211; <em>A Coastal Dune Vulnerability classification. <\/em><em>A case study of the SW Iberian Peninsula.<\/em> Journal of Coastal Research, <strong>17,<\/strong> 802-811.<\/p>\n<p>Jim\u00e9nez J.A., Osorio A., Marino-Tapia I., Davidson M., Medina R., Kroon A., Archetti R., Ciavola P., Aarnikhof S.G.J. (2007) &#8211; <em>Beach recreation planning using video-derived coastal state indicators<\/em>. Coastal Engineering 54, 507\u2013521<\/p>\n<p>Ley Vega De Seoane C., Gallego Fern\u00e1ndez J. B &amp; Vidal C.P.(2007) &#8211; <em>Manual de restauration de dunas costeras<\/em> &#8211; Ministero De Medio Ambiente. Direcci\u00f3n General De Costas. Gobierno De Espana. Artes Gr\u00e1ficas Quinza\u00f1os, S. L.<\/p>\n<p>MacLeod M. and. Cooper J.A.G (2005) &#8211; <em>Carrying capacity in coastal areas<\/em> \u2013 Encyclopedia of coastal Science. Ed. M. Schwartz, 1211 pp., ISBN: 978-1-4020-1903-6, Springer<\/p>\n<p>Mart\u00ednez V\u00e1zquez M.L., Gallego Fern\u00e1ndez J.B., Garc\u00eda Franco J., Moctezuma C, Jim\u00e9nezc. D. (2006) &#8211; <em>Assessment of coastal dune vulnerability to natural and anthropogenic disturbances along the Gulf of Mexico. <\/em>Environmental Conservation. <span style=\"color: #000000\">33: 109-117<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Pennetta M., Corbelli V., Gattullo V., Nappi R. (2011 a) &#8211; <em>Caratteri morfosedimentari del sistema dunare costiero in sinistra foce del Fiume Garigliano. <\/em>Congresso annualeGEOSED, 27-28 settembre 2011, Caserta<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Pennetta M.,\u00a0 Sica M., Abbundo R. (2011 b) &#8211; <em>Canali da rip currents nella spiaggia sommersa presso la foce del Fiume Sele (Golfo di Salerno, Italia). <\/em>Congresso annualeGEOSED, 27-28 settembre 2011, Caserta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Pereira A.R., Laranjeira M.M., Neves M., (2000) &#8211; <em>A resilience checklist to evaluate coastal dune vulnerability<\/em>, Periodicum Biologorum, vol. 102, (Suppl. 1), 309\u2013318.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Pigram J. J, &amp; Jenkins J. (1999) &#8211; <em>Outdoor Recreation Management<\/em>. Routledge Taylor &amp; Francis Ltd.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Prato T.(2009)<em> &#8211; Fuzzy adaptive management of social and ecological carrying capacities for protected areas. <\/em><a href=\"http:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/journal\/03014797\"><span style=\"color: #000000\">Journal of Environmental Management<\/span><\/a>, 90, 2551-2557.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Silva C. P. (2002) &#8211; <em>Beach Carrying Capacity Assessment: how important is it?<\/em> &#8211; Journal of Coastal Research, 3 6, 190-197.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Silva C. P., Alves F. And Rocha R.. (2007) &#8211; <em>The Management of Beach Carrying Capacity: The case of northern Portugal<\/em>. Journal of Coastal Research, SI 50 (Proceedings of the 9th International Coastal Symposium), 135 \u2013 139. Gold Coast, Australia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Vall\u00e9s S.M., Gallego Fernandez J. B., Dellafiore C.M (2011) &#8211; <em>Dune vulnerability in relation to tourism pressure in central gulf of c\u00e1diz (sw spain), a case study<\/em>. Journal of Coastal Research, 27 (2): 243-251.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Williams A.T., Alveirinho-Dias J., Garcia-Novo, F. Garcia-Mora M.R, Curr R. Pereira A. (2001) \u2013 <em>Integrated coastal dune management: checklists.<\/em> Continental Shelf Research, 21, 1937-1960.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Williams P. &amp; Lemckert C. (2007) &#8211; <em>Beach Carrying Capacity: Has it been exceeded on the Gold Coast<\/em>?Journal of Coastal Research. Special Isseu 50, 21 \u2013 24<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Williams A.T., Duck R.W. And Phillips M.R. (2011) &#8211;<em> Coastal dune vulnerability among selected Scottish<\/em>. Journal of Coastal Research, SI 64 (Proceedings of the 11th International Coastal Symposium), 1263 \u2013 1267. Szczecin, Poland, ISBN 0749-0208<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">ZacariasD. A., Williams A.T. &amp; Newton A. (2011) &#8211; <em>Recreation carrying capacity estimations to support beach management at Praia de Faro, Portugal. <\/em><a href=\"http:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/journal\/01436228\"><span style=\"color: #000000\">Applied Geography<\/span><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.sciencedirect.com\/science?_ob=PublicationURL&amp;_tockey=%23TOC%235845%232011%23999689996%232922848%23FLA%23&amp;_cdi=5845&amp;_pubType=J&amp;view=c&amp;_auth=y&amp;_acct=C000050221&amp;_version=1&amp;_urlVersion=0&amp;_userid=10&amp;md5=1fba1e024810b46ce98525275fc5fa49\"><span style=\"color: #000000\">31, Issue 3<\/span><\/a>, 1075-1081.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di: Micla Pennetta(1), Vera Corbelli(2), Vincenzo Gattullo(3), Raffaella Nappi(2) (1)\u00a0Dipartimento di Scienze della Terra &#8211; Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cFederico II\u201d; Largo S. Marcellino, 10. 80138 \u2013 Napoli \u2013 Italy &#8211; Email: pennetta@unina.it (2) Autorit\u00e0 di Bacino &hellip; <a href=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/2014\/04\/29\/pineta-della-foce-del-garigliano-esempi-significativi-di-pressioni-minacce-criticita-e-impatti\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2003,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[14],"class_list":["post-437","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-esempi","tag-foce-del-garigliano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2003"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/437\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}