{"id":434,"date":"2014-04-29T10:24:01","date_gmt":"2014-04-29T10:24:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriocostesardegna.eu\/providune\/?p=434"},"modified":"2014-04-29T10:24:01","modified_gmt":"2014-04-29T10:24:01","slug":"pineta-della-foce-del-gariglianoazioni-ed-interventi-di-conservazione-e-gestione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/2014\/04\/29\/pineta-della-foce-del-gariglianoazioni-ed-interventi-di-conservazione-e-gestione\/","title":{"rendered":"Pineta della Foce del Garigliano: azioni ed interventi di conservazione e gestione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">a cura di: <strong>Prof.ssa Micla Pennetta<\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">Dipartimento di Scienze della Terra, dell&#8217;Ambiente e delle Risorse (DiSTAR)<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify\">Universit\u00e0 degli Studi di Napoli &#8220;Federico II&#8221;<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify\">Largo S. Marcellino n.10<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify\">80138 &#8211; Napoli (Italy)<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify\">mail: <a href=\"mailto:pennetta@unina.it\">pennetta@unina.it<\/a><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell&#8217;ambito di un sistema costiero, la duna occupa una posizione retrostante la spiaggia emersa ed \u00e8 sede di trasporto e deposizione di sedimenti prodotti dall&#8217;attivit\u00e0 eolica; essa \u00e8 costituita da sabbia alimentata dai sedimenti della spiaggia ed a sua volta costituisce una riserva di sabbia che alimenta la spiaggia quando questa \u00e8 soggetta a processi erosivi. L&#8217;attivo scambio di sedimento tra spiaggia e accumulo dunare (avanduna) \u00e8 un fattore caratterizzante della duna costiera, parte attiva nei complessi e delicati processi che regolano l&#8217;ambiente litoraneo ed il suo bilancio sedimentario. In generale quindi, le dune costiere costituiscono una difesa naturale della costa e rappresentano anche un habitat di importante valore naturalistico e paesaggistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le dune fisse hanno benefici effetti sul retrospiaggia e in generale sull\u2019ambiente costiero perch\u00e9 costituiscono, una riserva di sabbia che alimenta la spiaggia in occasione di bilancio sedimentario in deficit, ed una barriera fisica (un argine per le acque) a protezione dei territori retrostanti. Di conseguenza, le azioni finalizzate alla difesa delle dune si rivelano particolarmente strategiche ai fini della difesa dei litorali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019ambito di un sistema dunare costiero progradante, immediatamente a tergo della spiaggia, si riconoscono (Fig. 1), procedendo verso terra, dune embrionali, primarie, secondarie e terziarie (LEY VEGA DE SEOANE et al., 2007).<\/p>\n<h6 style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/caserta1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-635\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/caserta1.jpg\" alt=\"caserta1\" width=\"823\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/caserta1.jpg 823w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/caserta1-300x118.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/caserta1-500x197.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 823px) 100vw, 823px\" \/><\/a><\/h6>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima linea di dune \u00e8 costitutita da dune pi\u00f9 giovani che contribuiscono a rifornire di sedimento le dune. Tale zona, caratterizzata da elevata salinit\u00e0, mancanza di humus e pH alcalino (8-9) non costituisce un ambiente adatto ad ospitare vegetazione. La copertura vegetale \u00e8 quindi molto ridotta (es. junceiformeAgropyron), 20% circa; le onde di tempesta possono distruggere queste protodune che possono poi essere ricostituite nei periodi di calma. Le avandune, o dune primarie, meno giovani, pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 alte delle precedenti, seguono immediatamente le embrionali e sono costituite da sabbia incoerente mossa dai venti. Nel complesso, hanno una relazione dinamica con la spiaggia che delimitano e sono interessate dai processi legati al moto ondoso. Le avandune sono fissate per 80% circa dalla vegetazione che nelle zone temperate \u00e8 rappresentata da Ammophyla arenaria. Tra queste dune e le successive sono presenti aree strette e lunghe o depressioni interdunari; in inverno queste depressioni possono raggiungere la falda; questa maggiore disponibilit\u00e0 di acqua e la maggiore protezione dal vento consentono il proliferare della vegetazione che copre il pavimento, accelerando la creazione di humus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le dune secondarie presentano migliori condizioni per la crescita della vegetazione, quali un (tra 7,5 e 6,5) ed un migliore riparo dal vento che trasporta quindi meno sale. In queste condizioni aumenta il numero delle specie, che in alcune aree ricoprono interamente la superficie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le dune terziarie, a tergo di quelle secondarie e pi\u00f9 stabili ed antiche per genesi, sono coperte da fitta vegetazione arbustiva nella parte pi\u00f9 prossima al mare passante a bosco impiantato (es. pino marittimo) con lo scopo di stabilizzare le dune; pi\u00f9 raramente \u00e8 presente vegetazione naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le dune fisse hanno effetti positivi sul retrospiaggia e in generale sull\u2019ambiente costiero perch\u00e9 costituiscono un argine contro le ingressioni marine ed una barriera fisica a protezione dell\u2019entroterra. Tutto ci\u00f2 premesso, risulta indispensabile che le attivit\u00e0 di gestione della duna devono essere volte a preservarne l\u2019integrit\u00e0 (fig. 2) anche come sistema ecologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/caserta2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-636\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/caserta2.jpg\" alt=\"caserta2\" width=\"806\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/caserta2.jpg 806w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/caserta2-300x211.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/04\/caserta2-427x300.jpg 427w\" sizes=\"auto, (max-width: 806px) 100vw, 806px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La fascia dunare oggetto del presente studio ricade nel settore costiero ubicato in sinistra foce del Fiume Garigliano (Campania settentrionale); la naturalit\u00e0 di alcune sue parti induce a porre attenzione, nella fase conoscitiva di conservazione, ripristino e poi di gestione, sia agli aspetti geologici e geomorfologici del paesaggio ed ai processi evolutivi in atto. Infatti, l\u2019area in studio, e pi\u00f9 estesamente quelle costiere campane, rappresentano ambienti di transizione dominati dalle onde, caratterizzati da dinamiche geologiche e morfoevolutive spesso accelerate; sono estremamente sensibili alle trasformazioni naturali ed alle modificazioni dirette o indotte dall\u2019attivit\u00e0 antropica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le coste sono forme dinamiche ubicate in un ambiente di transizione sensibile; sono caratterizzate da una dinamica evolutiva rapida. L\u2019evoluzione \u00e8 controllata da processi naturali; le variazioni nel bilancio tra apporti di sedimenti provenienti dai corsi di acqua e la rimozione degli stessi per azione del moto ondoso e delle correnti trasversali da esso prodotte si traduce in un avanzamento o in un arretramento della linea di riva. E&#8217; stato pertanto indispensabile determinare come tali processi abbiano agito nel loro complesso e come siano stati influenzati dalle caratteristiche morfologiche dell\u2019area e\/o dalla presenza di eventuali opere o attivit\u00e0 antropiche. Nella verifica dei processi che agiscono lungo una spiaggia \u00e8 inoltre necessario analizzare la morfologia dei fondali prospicienti e la loro evoluzione morfologica; quest\u2019ultima, infatti, influenza fortemente il moto ondoso incidente e le correnti da esso generate attraverso fenomeni di rifrazione sul fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle zone costiere convergono i processi continentali e oceanici, che determinano un paesaggio che \u00e8 soggetto a rapidi cambiamenti. Tali cambiamenti potrebbero essere attribuiti a singoli eventi catastrofici, come pure a eventi e processi incessanti, che contribuiscono alla modellazione del paesaggio costiero. L&#8217;evoluzione di questo paesaggio, in cui interagiscono onde, maree e correnti marine, potrebbe modificare l&#8217;intensit\u00e0 di uno di questi processi, aumentare o ridurre gli effetti di un altro, nel tempo e nello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre agli effetti dei processi naturali, sono state osservate alcune modifiche della fascia costiera indotte da attivit\u00e0 umane, responsabili dell\u2019amplificazione di processi costieri erosivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;avanzamento o pi\u00f9 spesso il ritiro della costa assume un valore significativo quando si hanno variazioni nella topografia, e nella vegetazione, nonch\u00e9 nell\u2019uso del territorio ad es. turismo, industria, agricoltura, ecc. Tali variazioni possono conferire grado di criticit\u00e0 costiera all\u2019erosione, soprattutto in zone popolate vicino alla costa, a causa delle frequenti perdite di propriet\u00e0. In questo caso, la conoscenza dei processi costieri nonch\u00e9 la loro distribuzione diventa uno strumento di base per sostenere la pianificazione e la gestione delle aree litoranee. Recentemente, \u00e8 stato riconosciuto nelle caratteristiche della costa (es. impostazione geologica), nonch\u00e9 nel verificarsi di alcuni eventi naturali (erosione costiera, danni da tempesta) la predisposizione potenziale di una zona all\u2019erosione. L&#8217;ultima tendenza, \u00e8 quella di valutare la criticit\u00e0 costiera come il risultato di una matrice di interazione, tra le cause e gli effetti, tra l\u2019interrelazione tra sistema costiero e processi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le spiagge non possono essere considerate come un ambiente stabile per essere sfruttate senza conseguenze; il modellamento del paesaggio costiero \u00e8 un fenomeno complesso, perch\u00e9 governato da diversi processi dinamici, tutti collegati in un modo non lineare. Pertanto, secondo la moderna ipotesi geografico-fisica, non \u00e8 corretto semplificare lo studio dell&#8217;ambiente costiero applicandole teorie di equilibrio classico. Questi sistemi di transizione sono regolati dai principi fisici del non equilibrio; ogni elemento fisico, biotico e antropico interagisce con gli elementi contigui accelerando la dinamica dei processi geomorfici. Le coste sabbiose sono costituite da materiali detritici sciolti e sono quindi soggette a continua evoluzione a causa dell\u2019azione dinamica del mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pertanto per svolgere un&#8217;efficace conservazione, ripristino, gestione e salvaguardia dell&#8217;ambiente costiero in senso lato \u00e8 necessario considerare tutti i processi, i fattori e i fenomeni del sistema esaminato, e come essi sono distribuiti nel tempo e nello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli studi svolti nell\u2019area in sinistra foce del Fiume Garigliano hanno consentito di definire che il settore costiero in studio \u00e8 interessato diffusamente da processi erosivi legati a fattori naturali ma anche ad attivit\u00e0 antropica di vario tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I processi naturali che determinano l\u2019erosione costiera sono legati all\u2019attivit\u00e0 del moto ondoso e delle correnti in relazione all\u2019apporto sedimentario del Fiume Garigliano ed alla morfologia della costa e della piattaforma continentale; altri processi naturali sono da ascrivere a fenomeni di subsidenza della piana costiera del F. Garigliano. Non va inoltre trascurata l\u2019azione delle variazioni climatiche che stanno interessando il nostro pianeta, con un complessivo aumento della temperatura globale, cui fa riscontro un innalzamento del livello del mare (valutato attualmente in circa 1-1,5 mm\/anno) e graduale sommersione di porzioni di pianure costiere con quote basse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre ai processi naturali anche l\u2019azione antropica, almeno a partire dal 1950 circa, ha favorito l\u2019erosione costiera a seguito degli interventi nell\u2019entroterra. L\u2019espansione urbanistica a fini residenziali e turistici della fascia litoranea ha amplificato la vulnerabilit\u00e0 del settore costiero in studio determinando modificazioni ambientali; l\u2019espansione urbanistica generalizzata peraltro ha ridotto le aree di ruscellamento. A questo si aggiunga la cementificazione degli argini fluviali e la costruzione di briglie lungo l\u2019alveo del Garigliano e l\u2019estrazione degli inerti lungo il fiume che hanno prodotto un impoverimento del trasporto solido e quindi un minore rifornimento della spiaggia. Anche le opere a difesa del litorale posto a N dell\u2019area in studio (nella regione Lazio), intercettando i sedimenti coinvolti nel trasporto litoraneo, procurano un mancato rifornimento alla costa. Anche il Canale Macchine Vecchie, per quanto modesta opera, determina erosione della spiaggia verso Sud. Inoltre lo sbancamento delle dune costiere di qualsiasi ordine (enormi serbatoi naturali di sedimenti sabbiosi) attuato per far posto ad insediamenti urbani e\/o turistici o per interventi di bonifica del Pantano di Sessa, ha inciso negativamente sul bilancio costiero. Tutti elementi questi che concorrono al depauperamento del budget sedimentario del sistema costiero. Hanno altres\u00ec contribuito gli emungimenti dalle falde acquifere che procurano subsidenza della piana costiera e quindi ingressione del mare ed arretramento della linea di riva. Non va infine trascurato che le azioni antropiche di cui innanzi si riflettono sui cordoni dunali e sulla loro integrit\u00e0; altre impatti antropici determinano ancora i frequenti elementi di discontinuit\u00e0 quali i solchi trasversali alla duna, frequentemente utilizzati per l\u2019accesso incontrollato alla spiaggia, da cui si dipartono altre zone di calpestio diffuso. L\u2019attraversamento delle dune ed il calpestio diffuso innescano sia importanti fenomeni erosivi che il depauperamento della vegetazione autoctona oltre alla penetrazione e diffusione di specie aliene. Effetti simili saranno da attendersi anche nell\u2019area della duna terziaria pinetata percorsa da incendio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti i processi naturali ed i fattori antropici che hanno agito su questo sistema costiero ne hanno di fatto alterato l\u2019equilibrio, verificato che non si riscontrano gli elementi morfologici indicativi di un normale modello teorico di sviluppo della fascia dunare. Per effetto di tali processi si \u00e8 determinato, in estrema sintesi, un notevole arretramento della linea di riva (mediamente un centinaio di metri negli ultimi 55 anni) cui ha corrisposto, oltre la perdita in generale di un enorme patrimonio culturale, anche l\u2019arretramento della seriazione di comunit\u00e0 vegetali psammofile gradualmente pi\u00f9 strutturate, tipico di un\u2019area costiera, oltre che alterazioni rispetto al modello di zonazione. Basti pensare alla determinante assenza dell\u2019avanduna, deputata al rifornimento di sedimento delle altre dune, ed alla posizione dell\u2019attuale duna secondaria, che dovrebbe essere stabile mentre invece \u00e8 in via di smantellamento (solo 50 anni fa era terziaria e stabile). Si sottolinea quindi il ruolo fondamentale delle dune fisse per i loro effetti positivi sulla spiaggia, retrospiaggia e in generale sull\u2019ambiente costiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla luce di queste premesse sarebbe auspicabile porre in essere misure destinate alla conservazione ed al ripristino del sistema dunale volte a preservarne l\u2019integrit\u00e0 anche come argine contro le ingressioni marine e ad assicurarne la sussistenza come sistema ecologico, soprattutto dal punto di vista vegetazionale. In particolare, la ricostruzione dei cordoni dunali e la realizzazione di opere volte a facilitarne l\u2019attraversamento (quali sentieri e passerelle parallele alla linea di riva) dovrebbero servirsi di tecniche naturalistiche in grado di favorire meccanismi di feedback positivo tra la componente biologica, sedimentologica e morfologica ed un aumento della resilienza e della stabilit\u00e0 dinamica del sistema spiaggia-duna quali ad esempio processi di deposizione delle sabbie, di ricarica della falda freatica, di insediamento di specie pioniere. Potrebbe altres\u00ec essere presa in considerazione, tra gli altri, l&#8217;efficacia di nuove tecnologie biologiche, concepite allo scopo di servirsi da resti dei Posidonia oceanica depositati sulle spiagge, che non dovrebbe pi\u00f9 essere considerata come rifiuto, ma come una materia prima utilizzabile. Questo approccio innovativo presenta il vantaggio di ridurre la massa di questi residui, che sono di solito tolti delle spiagge attraverso attivit\u00e0 di pulizia, e di fertilizzare il sedimento mantenendo il tasso di umidit\u00e0 pi\u00f9 elevato all&#8217;interno delle dune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Potrebbero inoltre essere presi in considerazione interventi da attuarsia a mare tesi alla disperione di energia del moto ondoso, quali barriere soffolte. La progettazione e la posa in opera di tali strutture va preceduta da studi propedeutici volti alla conoscenza, tra gli altri, della morfologia e sedimentologia della spiaggia sottomarina prospiciente l\u2019area Sic e alla propagazione del moto ondoso a largo e sotto costa in funzione della morfologia del fondo marino. Altri elementi che contribuiscono a stabilizzare i fondali marini dal punto di vista fisico e a dissipare l\u2019energia del moto ondoso e, quindi, a proteggere le coste dall\u2019erosione sono i posidoneti, quali ad es. praterie di Posidonia oceanica (Linneo), una Fanerogama marina endemica del Mediterraneo. I posidoneti costituiscono un ecosistema fondamentale per la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali epibionti sulle foglie, sui rizomi ed in prossimit\u00e0 del substrato (nursery).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le spiagge non possono essere considerate come un ambiente stabile per essere sfruttate senza conseguenze; il modellamento del paesaggio costiero \u00e8 un fenomeno complesso, perch\u00e9 governato da diversi processi dinamici, tutti collegati in un modo non lineare. Pertanto, secondo la moderna ipotesi geografico-fisica, non \u00e8 corretto semplificare lo studio dell&#8217;ambiente costiero applicandole teorie di equilibrio classico. Questi sistemi di transizione sono regolati dai principi fisici del non equilibrio; ogni elemento fisico, biotico e antropico interagisce con gli elementi contigui accelerando la dinamica dei processi geomorfici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di: Prof.ssa Micla Pennetta Dipartimento di Scienze della Terra, dell&#8217;Ambiente e delle Risorse (DiSTAR) Universit\u00e0 degli Studi di Napoli &#8220;Federico II&#8221; Largo S. Marcellino n.10 80138 &#8211; Napoli (Italy) mail: pennetta@unina.it \u00a0 Nell&#8217;ambito di un sistema costiero, la &hellip; <a href=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/2014\/04\/29\/pineta-della-foce-del-gariglianoazioni-ed-interventi-di-conservazione-e-gestione\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2003,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[14],"class_list":["post-434","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-conservazione-e-gestione","tag-foce-del-garigliano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2003"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=434"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/434\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}