{"id":187,"date":"2014-02-17T10:14:31","date_gmt":"2014-02-17T10:14:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriocostesardegna.eu\/providune\/?p=187"},"modified":"2017-07-12T13:35:30","modified_gmt":"2017-07-12T11:35:30","slug":"punta-molentis-introduzione-e-inquadramento-generale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/2014\/02\/17\/punta-molentis-introduzione-e-inquadramento-generale\/","title":{"rendered":"Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis: introduzione e inquadramento generale"},"content":{"rendered":"<p><strong>INQUADRAMENTO DELL\u2019AREA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019area di studio \u00e8 localizzata all\u2019interno del SIC ITB040020 \u201cIsola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis\u201d, all\u2019estremit\u00e0 meridionale della costa orientale dell\u2019Isola, nel territorio del Sarrabus.<br \/>\nLe aree interessate agli studi sedimentologici sono state le spiagge di Porto Giunco, Simius, Is Traias e Punta Molentis (Fig. 1). La zona esaminata pu\u00f2 essere inquadrata nella Carta Tecnica Regionale (CTR) 567070 dell\u2019Assessorato degli Enti Locali della Regione Sardegna in scala 1:10.000.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-map-index.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-223\" style=\"border: 0px\" title=\"Villasimius map index\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-map-index.jpg\" alt=\"\" width=\"1501\" height=\"1106\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-map-index.jpg 1501w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-map-index-300x221.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-map-index-1024x755.jpg 1024w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-map-index-407x300.jpg 407w\" sizes=\"auto, (max-width: 1501px) 100vw, 1501px\" \/><\/a><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La spiaggia di Porto Giunco \u00e8 costituita da un cordone litorale sabbioso, esteso circa 500 metri in direzione SW-NE, che delimita lo stagno di Notteri, unica area umida importante dell\u2019unit\u00e0 fisiografica Porto Giunco-Simius-Is Traias. Lo stagno, classificabile come un bacino idrico semipermanente con acque ad elevata concentrazione salina, occupa una depressione di retrospiaggia e costituisce un bacino idrico alimentato dal sormonto dell\u2019onda durante le mareggiate invernali, da infiltrazioni freatiche e dagli apporti meteorici (l\u2019acqua di ruscellamento pu\u00f2 essere considerata pressoch\u00e9 nulla). La morfologia di questo tratto di costa \u00e8 dovuta principalmente all\u2019azione della dinamica litorale (Cocco, 1997).<br \/>\nLa spiaggia di Simius \u00e8 costituita da un cordone litorale che si estende per circa 1000 metri proseguendo la direzione SW-NE di Porto Giunco. Come risulta anche dall\u2019analisi della cartografia, i sedimenti limoso-argillosi della retro spiaggia indicano la presenza, in passato, di un\u2019area stagnale ben pi\u00f9 estesa dell\u2019attuale.<br \/>\nLa continuit\u00e0 della spiaggia Porto Giunco-Simius \u00e8 interrotta, nel tratto meridionale della parte emersa, dal promontorio di Serra\u2019e Morus il cui nucleo \u00e8 costituito da un potente filone acido orientato NE-SO.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">ngg_shortcode_0_placeholder<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La spiaggia di Is Traias, in continuit\u00e0 con le precedenti nella parte sommersa, occupa il fondo di una piccola baia interessata dalla foce di un rio (Bau Straias) a regime stagionale. La spiaggia si estende per circa 150 metri e anch\u2019essa risulta orientata SW-NE, in continuit\u00e0 con quelle di Porto Giunco e Simius, interrotta nella parte emersa da un promontorio legato all\u2019affioramento del substrato granitico.<br \/>\nLa zona di Punta Molentis \u00e8 caratterizzata dalla presenza di due spiagge che si affacciano sulla stessa baia, esposte rispettivamente a SUD e a OVEST. La prima spiaggia \u00e8 interessata dalla presenza del Rio Trottu, corso d\u2019acqua a regime fluviale torrentizio. L\u2019apporto sedimentario \u00e8 prevalentemente costituito da frazioni granulometriche grossolane e la spiaggia emersa \u00e8 ciottolosa.<br \/>\nLa seconda spiaggia, che risulta maggiormente significativa per il progetto Life Providune in quanto caratterizzata dalla presenza di un cordone dunare e dell\u2019habitat \u201cDune a Juniperus\u201d, si sviluppa per un estensione di circa 200 metri all\u2019interno della baia, a ridosso della cuspide rocciosa del promontorio di Punta Molentis. In questa spiaggia \u00e8 presente una zona umida effimera di ridotte dimensioni alimentata dal sormonto dell\u2019onda e dalle acque meteoriche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>INQUADRAMENTO METEOMARINO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I fetch geografici maggiori (Tabella 1) si registrano nella direzione tra 67\u00b0 N e 190\u00b0 N per venti tra Grecale e Scirocco con ampiezza pari a 500 km.<br \/>\nIl promontorio di Punta Molentis ed in parte l\u2019isola di Serpentara offrono una protezione dalle mareggiate di nordest ed il promontorio di Capo Carbonara e l\u2019isola dei Cavoli escludono l\u2019influenza di quelle provenienti da sud. Il sistema di spiaggia Porto Giunco-Simius-Is Traias risulta direttamente esposto allo Scirocco e la presenza di una secca al largo, in corrispondenza della parte mediana dell\u2019unit\u00e0 fisiografica, contribuisce a mitigare in parte le mareggiate da SE, le uniche che incidono direttamente sulla spiaggia (Ferrara et alii, 2010).<br \/>\nPertanto, nonostante l\u2019ampiezza del fetch, l\u2019energia media annua trasferita dal moto ondoso su questa spiaggia, studiata sotto il profilo teorico (R.A.S.,1987; Atzeni e Ginesu, 1993), presenta valori inferiori ad 1&#215;106 tm\/m.; tali valori risultano essere pari a 1\/4 di quelli che caratterizzano la costa orientale e tra i pi\u00f9 bassi riscontrati lungo le coste della Sardegna(Tabella 1)..<br \/>\nLa limitata estensione delle perturbazioni cicloniche nel Mediterraneo suggerisce di considerare massimi fetch efficaci a 500 km. L\u2019analisi dei fetch consente di individuare i settori principali e secondari di traversia del punto di riferimento.<br \/>\nPer la determinazione dei parametri di base dell\u2019onda \u201cAltezza significativa\u201d (Hs) e \u201cPeriodo di picco\u201d (Tp), si \u00e8 utilizzato, in mancanza di dati strumentali rilevati, come nel caso del Golfo di Cagliari, il modello semplificato di Sverdrup e Munk (1947) successivamente rielaborato da Bretshneider (1952) da cui il nome SMB. Tale metodo \u00e8 stato ulteriormente elaborato alla luce di nuovi rilievi del moto ondoso e delle relative stime spettrali, ed oggi \u00e8 comunemente noto con il nome di SPM84 (CERC, 1984). Successivamente il modello \u00e8 stato rivisto da Hurdle e Stive (1989) (U.S. Army Corps of Engineers 1995).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-settori.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-224\" style=\"border: 0px\" title=\"Villasimius settori\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-settori.jpg\" alt=\"\" width=\"1320\" height=\"1507\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-settori.jpg 1320w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-settori-263x300.jpg 263w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-settori-897x1024.jpg 897w\" sizes=\"auto, (max-width: 1320px) 100vw, 1320px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Direzione-vento.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-219\" style=\"border: 0px\" title=\"Direzione vento\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Direzione-vento.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"612\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Direzione-vento.jpg 800w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Direzione-vento-300x230.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Direzione-vento-392x300.jpg 392w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-direzione-moto-ondoso.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-222\" style=\"border: 0px\" title=\"Villasimius direzione moto ondoso\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-direzione-moto-ondoso.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"612\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-direzione-moto-ondoso.jpg 800w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-direzione-moto-ondoso-300x230.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/providune\/files\/2014\/02\/Villasimius-direzione-moto-ondoso-392x300.jpg 392w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>INQUADRAMENTO GEOLOGICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le litologie affioranti sono costituite quasi esclusivamente da rocce appartenenti al batolite ercinico del Sarrabus, rappresentate principalmente dalle granodioriti di Capo Carbonara, da leucograniti in facies anche pegmatoide e localmente da differenziati basici in ammassi sienitici e gabbro-dioritici di limitata estensione (Brotzu &amp; Morbidelli, 1974; Brotzu et alii 1978). Il complesso granitoide \u00e8 tagliato da filoni sia acidi che basici orientati prevalentemente NW-SE, secondo direttrici tardo erciniche (Brotzu &amp; Morbidelli, 1974). Nell\u2019area non vi sono coperture palezoiche, mesozoiche e terziarie (Fig. 2).<br \/>\nLe coperture detritiche alluvionali quaternarie sono costituite da conglomerati, areniti e biocalcareniti di spiaggia (Pleistocene Sup.), lungo la costa, poggianti direttamente al di sopra di una superficie di abrasione incisa sui graniti. Sono inoltre conservati lembi di depositi quaternari, da marini a continentali, rappresentati da ghiaie alluvionali, sabbie eoliche sabbie di spiaggia emersa e sommersa e da sedimenti pelitici di stagno\/laguna, la cui et\u00e0 non va oltre l\u2019ultimo interglaciale (Palmerini, 1967; Orr\u00f9 et alii, 1994).<br \/>\nL\u2019assetto morfologico dei rilievi e della costa \u00e8 condizionato dalla presenza dei filoni pseudoverticali; questi costituiscono il nucleo centrale e la nervatura delle dorsali montuose, determinandone l\u2019iso-orientazione secondo le direttrici NW-SE e creando sulla costa promontori rocciosi che si alternano a insenature pi\u00f9 o meno ampie, occupate da spiagge di fondo baia. L\u2019antistante piattaforma continentale \u00e8 larga poche miglia. La sua estensione \u00e8 controllata strutturalmente da linee tettoniche di et\u00e0 alpina con direzione dominante N30\u00b0E e secondaria N60\u00b0-70\u00b0W (Lecca et alii, 1979); lungo quest\u2019ultima direzione, sul bordo della piattaforma a sudest dell\u2019Isola dei Cavoli, risale la testata del Canyon di Simius (Orr\u00f9 et alii, 1994).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INQUADRAMENTO DELL\u2019AREA L\u2019area di studio \u00e8 localizzata all\u2019interno del SIC ITB040020 \u201cIsola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis\u201d, all\u2019estremit\u00e0 meridionale della costa orientale dell\u2019Isola, nel territorio del Sarrabus. 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