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At_Lab Laboratorio Architettura E Territorio Del Progetto Einstein Telescope Infrastructure Consortium (Etic)

Gruppo di lavoro: Massimo Faiferri (coordinamento scientifico), Carlo Atzeni, Stefano Cadoni, Stefano Lecca, Stefano Mais, Francesco Marras, Silvia Mocci, Marco Moro, Fabrizio Pusceddu

Il laboratorio Architettura e Territorio (AT_LAB) del DICAAR è incardinato all’interno del più ampio e articolato progetto Einstein Telescope Infrastructure Consortium (ETIC) nell’ambito della Missione 4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), coordinata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, e con la direzione di INFN, INAF e INGV. Obiettivo di ETIC è sostenere la candidatura italiana a ospitare presso le miniere di Sos Enattos a Lula (Nuoro) l’interferometro gravitazionale sotterraneo di ultima generazione Einstein Telescope (ET), un’infrastruttura di ricerca di interesse strategico per l’Europa e per il territorio che la ospiterà.

ET infatti rappresenta una grande opportunità per la Sardegna alla luce delle possibilità di coniugare la realizzazione di grandi infrastrutture di ricerca altamente specialistiche con le esigenze delle comunità e dei territori ospitanti.

Il Laboratorio Architettura e Territorio indaga nello specifico la dimensione relazionale tra scienza-ricerca-territorio-progetto, approfondendo, con una metodologia rigorosa, la lettura e l’analisi dei contesti, quindi l’individuazione di solide strategie progettuali. Il progetto ET è intesto, infatti, oltre che come grande infrastruttura scientifica anche come straordinaria occasione di riqualificazione territoriale e ambientale.

Nello specifico, il laboratorio sta conducendo in questi anni ricerche sulle connessioni tra scienza e stratificazioni complesse del territorio, promuovendo attività didattiche e laboratoriali, summer school tematiche e workshop, oltra a garantire supporto e indirizzo scientifico al progetto di candidatura generale ora in corso di elaborazione.

Il laboratorio è inoltre impegnato nello sviluppo del progetto ET-SUnLab (Einstein Telescope Sardinia Underground Laboratory) che prevede la realizzazione di un centro di accoglienza e nuovi laboratori di ricerca nell’area occupata dall’edificio ex-RI.MI.SA., sede attuale del laboratorio SAR-GRAV, insieme alla costruzione di laboratori e centri specialistici per attività di ricerca e sviluppo a sostegno di ET.

L’Einstein Telescope (ET) in Sardegna e il progetto Einstein Telescope Infrastructure Consortium (ETIC)

Con l’obiettivo di rilevare le onde gravitazionale previste da Albert Einstein in un volume di universo maggiore rispetto a quello degli attuali strumenti di seconda generazione – gli interferometri LIGO negli Stati Uniti e Virgo in Italia – l’Einstein Telescope (ET) vuole essere una delle più grandi infrastrutture di ricerca da realizzare in Europa. Per ospitarla l’Italia è candidata con l’area della miniera dismessa di Sos Enattos a Lula, in Sardegna.

L’Einstein Telescope osserverà le onde gravitazionali che arrivano sulla Terra dallo spazio profondo, rilevando eventi astrofisici che accadono nel cosmo come la coalescenza di buchi neri o di stelle di neutroni e come le esplosioni di supernovae. A tal fine, la grande infrastruttura sotterranea ospiterà un rivelatore di onde gravitazionali tra i 100 e i 300 metri di profondità, isolata da vibrazioni naturali o prodotte da attività umane e in un sito geologicamente stabilissimo.

In tale contesto l’Einstein Telescope Infrastructure Consortium (ETIC) è un progetto MUR finanziato dall’Unione Europea (NextGenerationEU) all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Candidato da una cordata internazionale guidata dall’Italia, è attualmente uno dei più grandi e ambiziosi progetti della roadmap ESFRI (European Strategy Forum on Research Infrastructure), che individua le infrastrutture di ricerca su cui l’Europa ritiene sia decisivo investire.

Einstein Telescope è un progetto di ricerca fondamentale e dunque la sua missione primaria e prioritaria è di carattere scientifico: il suo obiettivo è la conoscenza, quindi lo studio dell’universo con le onde gravitazionali, ripercorrendo indietro il tempo fino all’epoca in cui è comparsa la luce, per capirne l’origine e avere più informazioni su come si sia formato ed evoluto quanto conosciamo.

Il sito individuato per ospitare la grande infrastruttura di ricerca Einstein Telescope è l’area della miniera dismessa di Sos Enattos a Lula, ideale per assicurare le migliori condizioni di operatività viste le basse interferenze che garantisce l’area.

La candidatura è sostenuta dal Governo Italiano, dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), dalla Regione Autonoma della Sardegna, e coordinata scientificamente dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN in collaborazione con enti di ricerca e università di tutta Italia. Il comitato per la candidatura italiana è presieduto dal Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi.

Laboratorio Architettura e Territorio (AT_Lab)

All’interno del più ampio progetto ETIC il Laboratorio Architettura e Territorio indaga la dimensione relazionale tra scienza-ricerca-territorio-progetto. L’obiettivo specifico del gruppo è quello di avanzare studi sul territorio, il paesaggio e la rete dei beni materiali, quindi costruire nuovi contesti per ecosistemi generativi originati dalle infrastrutture di ricerca scientifica sulle onde gravitazionali, nuovi habitat del sapere che accolgano spazi laboratoriali e di facilities per i ricercatori impegnati in ET. Le ricerche sono volte in particolare allo studio di un catalogo di possibilità spaziali che favoriscano l’integrazione tra ricerche scientifiche e territori, definendo al contempo le linee guida per integrare la ricerca sulle onde gravitazionali con lo sviluppo del territorio in cui si incardina.

Attraverso azioni di ricerca scientifica, workshop, laboratori e summer school il lavoro del laboratorio si sviluppa attorno alla lettura e all’analisi dei contesti con l’individuazione di specifiche strategie progettuali. In particolare, il laboratorio porta avanti azioni di:

  • mappature, studio e analisi del territorio per la conoscenza del contesto, definizione di linee strategiche per il recupero e il riuso del patrimonio dismesso, dei beni culturali e di siti di rilevanza paesaggistico-culturale, recupero dei manufatti del patrimonio dell’archeologia mineraria e del suo sistema ambientale di riferimento;
  • programmazione e progettazione dello spazio fisico, in modo coordinato ed interdisciplinare, in modo da accogliere luoghi idonei alla ricerca secondo i bisogni dei ricercatori stabili e temporanei nell’ambito della cooperazione internazionale, ma anche ambienti per la divulgazione scientifica;
  • strategie modulari, multilivello e incrementali – anche a basso costo – per la trasformazione degli spazi urbani connessi all’infrastruttura scientifica, per rilanciare usi e attività, prevedendo anche forme alternative di gestione e strumenti innovativi di progettazione o recupero. La sfida è intervenire nel territorio attraverso dispositivi e tecnologie avanzate (ad esempio ICT), facendo del caso di Lula un progetto pilota;
  • valutazioni e ipotesi progettuali che identificano Lula come nuovo centro di accoglienza e residenzialità dei ricercatori e degli operatori di ET: occasione di sviluppo per il territorio e di riqualificazione del centro abitato.

Un’altra serie di azioni mira, invece, a tessere sistemi di coinvolgimento con le comunità:

  • analisi, studi e ricerche sull’impatto sociale e istituzionale dell’infrastruttura di ricerca nel contesto di Lula;
  • promozione di forme di conoscenza e innovazione attraverso living labs/community hubs/centro visitatori che, partendo delle ricerche nel campo delle onde gravitazionali, integreranno e potenzieranno i servizi già presenti, sviluppando soluzioni sistemiche per nuovi mercati emergenti (come quello della conoscenza) e nuovi settori tecnologici;
  • elaborazione di un abaco di interventi e strategie che permettano ai diversi stakeholder di programmare attività di intermediazione capaci di innescare processi coordinati e sinergici, tra comunità e luoghi, con particolare attenzione al contesto in cui queste relazioni avvengono.

Tutte le attività svolte all’interno del Laboratorio Architettura e Territorio concorrono, quindi, a supportare gli studi preliminari di fattibilità per la progettazione delle opere di superficie e paesaggistiche di ET in Sardegna. Tra i compiti del laboratorio risalta anche quello di supervisione e supporto alla progettazione delle opere civili, di architettura e trasformazione del paesaggio che saranno previste in sede di candidatura, ora in fase di definizione preliminare.

Il laboratorio è inoltre attualmente impegnato nello sviluppo del progetto ET-SUnLab (Einstein Telescope Sardinia Underground Laboratory) che prevede la realizzazione di un centro di accoglienza e nuovi laboratori di ricerca nell’area occupata dall’edificio ex-RI.MI.SA.

Einstein Telescope Sardinia Underground Laboratory (ET-SUnLab)

Il progetto ET-SUnLab (Einstein Telescope Sardinia Underground Laboratory) elaborato dal laboratorio Architettura e Territorio rientra tra le strategie progettuali di valorizzazione dei molteplici livelli che caratterizzano il sito di Sos Enattos come entità paesaggistica peculiare.

Prendendo gli edifici esistenti come banco di prova di una strategia più ampia, il laboratorio ha attivato una serie di programmi progettuali propedeutici al più ampio progetto di ET. In quest’ottica si è scelto di dare priorità alla ridefinizione di uno degli edifici principali per posizione e funzione all’interno dell’area di Sos Enattos: il padiglione ex-RI.MI.SA.

Il progetto prevede la realizzazione di un centro di accoglienza e nuovi laboratori di ricerca nell’area attualmente occupata dall’edificio ex-RI.MI.SA., sede del laboratorio SAR-GRAV, configurandosi come il primo tassello del futuro complesso infrastrutturale dell’Einstein Telescope. La nuova architettura si qualifica peraltro come porta d’accesso dell’intero parco scientifico, nonché interfaccia tra il mondo della ricerca scientifica e l’intero territorio regionale.

Il Progetto, presentato in occasione di due recenti incontri istruzionali – Conference on Large Research Infrastructures. Synergies and impact on science and society (Su Gologone, Nuoro, 28-30 ottobre 2024) ed Evento di presentazione del Progetto per il futuro laboratorio di ricerca ET-SUnLab (Lula, 20 marzo 2025) – costituirà un centro multidisciplinare dove enti di ricerca e università potranno fare scienza in un ambiente dalle caratteristiche uniche, in cui si potranno sviluppare e testare le tecnologie di frontiera necessarie a Einstein Telescope e dove comunità scientifica e comunità civile potranno incontrarsi, conoscersi e confrontarsi.

ET-SUnLab è infatti un’architettura aperta al territorio e integrata con il paesaggio. Costituita da una semplice pianta quadrata con un grande vuoto centrale, presenta un volume compatto che emerge dalla superficie del suolo ma, allo stesso tempo, risulta profondamente radicato nel terreno e alle memorie di un territorio che porta ancora i segni dell’attività mineraria che ne ha caratterizzato la storia per decenni. Il blocco dell’edificio è suddiviso in tre livelli in cui si articolano laboratori di ricerca, una sala conferenze, uffici, spazi espositivi e un planetario.

Attraverso una leggera modellazione del terreno, dall’esterno si arriva alla grande corte centrale, attorno alla quale si organizza l’intero edificio, cuore protetto e permeabile di un’architettura che intende coniugare un programma d’uso articolato e flessibile con le più innovative tecnologie orientate al risparmio energetico, alla compatibilità e alla sostenibilità ambientale.

Questi ultimi aspetti sono stati prioritari nell’intero processo progettuale: un’architettura per il futuro della ricerca attenta ai temi della sostenibilità ambientale ed energetica che si propone non solo come modello per le infrastrutture scientifiche ma anche come riferimento più generale per le architetture del futuro.

Il progetto ET-SUnLab, ancora in corso di definizione negli aspetti di dettaglio, nasce da un’esperienza di ricerca e progetto consolidata nel campo delle infrastrutture scientifiche. Tra i progetti recenti, il complesso architettonico connesso all’infrastruttura dell’acceleratore lineare EuPRAXIA presso i Laboratori Nazionali di Frascati (LNF) assieme a un articolato Science Centre presso gli stessi laboratori (2021).

Anch’esso, come il progetto ET-SUnLab, si focalizza sulla progettazione dello spazio come strumento di indagine e sperimentazione della complessità territoriale e urbana, attraverso un approccio interdisciplinare basato su una forte dialettica tra teoria e pratica, soprattutto nel metodo didattico, quale occasione fondamentale per un rinnovato e fattivo dialogo tra ricerca scientifica e architettura.

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