
LABTERRA – laboratorio di ricerca sull’architettura in terra cruda
Gruppo di lavoro: Maddalena Achenza (coordinatrice), Amanda Rivera Vidal (Dottoranda), Patricia Marchante (Dottoranda). Maddalena Achenza è presidente di ICOMOS Scientific committee on earthen architectural heritage – ISCEAH (periodo 2021 – 2026). Ha ottenuto per l’anno 2025 la Scholar Grant del Getty Conservation institute di Los Angeles. E’ Coordinatrice DICAAR della Cattedra UNESCO Architettura in terra cruda, culture costruttive e sviluppo sostenibile. Amanda Rivera è vice-presidente di ICOMOS Scientific committee on earthen architectural heritage – ISCEAH.
Il Labterra, Centro Studi e Ricerche sull’Architettura in Terra Cruda, è attivo dal novembre 1997 presso il DICAAR – Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura di Cagliari su iniziativa del Prof. Ing. Antonello Sanna (UNICA). Oggi il suo coordinamento è affidato alla prof.ssa. Maddalena Achenza.
Il Labterra è stato protagonista delle maggiori iniziative di informazione e sensibilizzazione sull’architettura in terra cruda organizzate in Sardegna a partire dai primi anni ’90. Il Centro lavora in coordinamento con altri programmi di ricerca riguardanti le architetture tradizionali e vernacolari, con particolare approfondimento sulle tecniche costruttive ed i materiali naturali e sostenibili.
Il Labterra collabora con le Amministrazioni pubbliche sui temi del recupero e della pianificazione territoriale, e con le imprese del settore edilizio. Il Centro ha inoltre stretti contatti all’estero con Enti e Istituzioni che hanno sviluppato in questi anni una più intensa attività di ricerca e laboratorio come CRATerre in Francia, la UPT di Porto in Portogallo, la UPV di Valencia in Spagna, ed uno scambio di esperienze strutturato con le Facoltà di Udine, Firenze, Palermo, Napoli, i Politecnici di Milano e Torino, con l’ICCROM di Roma, l’ICOMOS, il Getty Conservation Institute e l’UNESCO. In seno al laboratorio dal 2009 si svolgono attività didattiche e divulgative in partenariato con la Cattedra UNESCO “Architettura in terra cruda. Culture costruttive e sviluppo sostenibile”.
Il LABTERRA ha attivato negli anni un importante scambio internazionale, nel cui ambito la professoressa Achenza e le due attuali dottorande svolgono sia attività pratiche che presentazioni teoriche delle loro ricerche. Le attività di LABTERRA, si articolano tra didattica, ricerca e sviluppo di progetti.
DIDATTICA – Cattedra UNESCO Culture costruttive e sviluppo sostenibile – Full Immersion nella Terra – Terra in vista!










Il corso “ARCHITETTURA IN TERRA CRUDA: CULTURE COSTRUTTIVE E SVILUPPO SOSTENIBILE” fa parte del corso di laurea magistrale in architettura, ed è strutturato come convenuto nell’accordo con l’omonima Cattedra UNESCO. Si svolge prevalentemente presso il LAT Laboratorio Arti della Terra di Serrenti, uno spazio attrezzato come un cantiere-scuola dove gli studenti possono “”toccare con mano”” le tecniche ed i materiali per costruire con la terra.
Il workshop internazionale hands-on FULL IMMERSION NELLA TERRA, giunto alla sua ottava edizione nel 2025, riunisce studenti di architettura provenienti da università partner (UPV, Valencia, Spagna; Malmö, Svezia; UPT, Porto, Portogallo; Università di Firenze), nell’ambito del programma Erasmus BIP. Partecipano al workshop anche gli studenti della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio (SSBAP Unica), nonché liberi professionisti e tecnici interessati al tema della costruzione in terra. Le attività si svolgono in collaborazione con CRATerre – ENSAG Centre de recherche sur l’architecture en terre dell’Ecole Nationale Superieur d’Architecture di Grenoble (Francia) e le locali Associazioni Città della Terra Cruda e Luca Noli.
Le dottorande Nuria Alvarez (dottorato in co-tutela con la facoltà di Architettura di Grenoble ENSAG), Amanda Rivera e Patrícia Marchante, con il coordinamento scientifico della professoressa Maddalena Achenza, hanno coordinato il seminario TERRA IN VISTA!. Il seminario si è sviluppato attorno ai temi di ricerca delle dottorande, ed è stato aperto alla comunità studentesca dell’Ateneo. Durante il workshop, della durata di 3 giorni, gli studenti hanno imparato a lavorare la terra come materiale da rivestimento e finitura decorativa. Il risultato è stato un progetto creativo di gruppo, il “tappeto di terra”.
RICERCA terra e fibre / intonaci in terra cruda










La ricerca di LABTERRA, si sviluppa attorno a due progetti di dottorato di ricerca, ora in corso: “Earth & fibers. Local reuse of by-products for zero-waste building materials. Adapted building solutions in vernacular and contemporary architecture” della dottoranda Amanda Rivera; “Wall coatings and techniques from earthen vernacular heritage: the Chilean traditional system, its characterization, conservation and contemporary perspectives”, della dottoranda Patrícia Marchante.
La prima ricerca di dottorato è inquadrata nello studio dei materiali non strutturali a base terra e fibre vegetali e il loro contributo all’abitabilità degli edifici. Mette in relazione l’uso tradizionale degli elementi edilizi non strutturali con le loro attuali possibilità applicative, sia per l’intervento su edifici tradizionali che contemporanei.
La terra e le fibre vegetali sono state utilizzate insieme per migliaia di anni, come è stato registrato e studiato principalmente da archeologi e architetti dedicati al patrimonio. Vengono studiati campioni di materiali da costruzione non strutturali prelevati da diversi edifici vernacolari per comprenderne la composizione e il ruolo in termini igrotermici.
Oltretutto, le materie prime utilizzate in questa ricerca sono materiali considerati scarti di altri processi produttivi. Da una parte si trova la terra di scavo derivante da lavori infrastrutturali ed edilizi, mentre dall’altra si trovano varie fibre naturali residue dei processi agricoli. L’utilizzo di materie prime, le loro prestazioni igrotermiche e acustiche, fanno sì che i nuovi prodotti possano essere considerati materiali da costruzione zero-waste e a zero emissioni nette, grazie all’uso di materiali di scarto e la possibilità del loro infinito riciclo.
La seconda ricerca dottorale si concentra sui rivestimenti tradizionali di terra cruda in edifici vernacolari. I rivestimenti tradizionali sono importanti e appropriati per la conservazione degli edifici storici in terra, poiché sono stati in grado di proteggerli perfettamente fin dall’antichità.
Una struttura costruita in terra può durare per secoli se correttamente curata, poiché possiamo ancora trovare alcuni buoni esempi, specialmente dove quelle culture costruttive fanno parte dei contesti sociali ed economici, come nei rituali di conservazione del patrimonio delle comunità nei paesi africani. Tuttavia, nella civiltà industrializzata, la pratica e il know-how dei metodi di preparazione e applicazione dei materiali e dei sistemi tradizionali in terra sono andati perduti.
La costruzione contemporanea in terra oggi comporta un approccio diverso fatto con materiali industrializzati. Pertanto, lo studio scientifico delle pratiche e dei materiali delle strutture in terra tradizionali e dei loro rivestimenti non è solo importante per la conservazione del patrimonio, ma anche per ottimizzare le pratiche per le nuove costruzioni. La ricerca si focalizza sulle culture tradizionali dei rivestimenti in terra del Cile, della Castilla y Léon in Spagna, e del Campidano, Sardegna. Il lavoro si sviluppa da un punto di vista prettamente tecnico attraverso analisi bibliografiche, ricerche sul campo con individuazione di casi di studio e lo svolgimento di indagini stratigrafiche di campioni, analisi di laboratorio e, infine, con la prototipazione di alcuni prodotti.
Va sottolineato che i metodi di applicazione degli intonaci sono una sezione importante di questa ricerca, non solo per arricchire la conoscenza tecnica per la loro conservazione, ma anche per fornire strumenti di innovazione, che possano essere adatti a diversi contesti.
PROGETTI E TERZA MISSIONE – PROGETTI VERSUS/BABYLON/SAMASSI










Il Labterra si è concentrato negli ultimi anni su tre importanti progetti, di cui due internazionali ed uno di terza missione: VERSUS+ – Heritage for people, Babylon: progetto di capacity building sul tema della conservazione dei saperi edilizi tradizionali e Samassi – progetto pilota di una costruzione in muratura portante in terra cruda.
Il progetto VERSUS+ – Heritage for people è la continuazione del precedente progetto VerSus: lezioni dal patrimonio vernacolare per l’architettura sostenibile, progetto finanziato dall’Unione Europea con fondi Creative Commons, che ha studiato le lezioni da trarre dal patrimonio vernacolare per l’architettura sostenibile contemporanea. Questo nuovo progetto, portato avanti da UPV (Spagna), UPT (Portogallo), UniFi (Italia), UniCa (Italia) e CRAterre (Francia), mira a comunicare le conoscenze acquisite al cuore stesso della società per sensibilizzare il grande pubblico. Il progetto ha visto il coinvolgimento diretto degli studenti del corso magistrale in architettura, curriculum architettura, costruzione e sostenibilità.
Babylon è un progetto di capacity building sul tema della conservazione dei saperi edilizi tradizionali. Nasce dalla collaborazione accademica con la Nahrain University di Baghdad (Iraq), l’Università di Karbala (Iraq), World Monuments Fund (USA) e la collaborazione di SBAH – State Board of Antiquities and heritage (Iraq) al fine di recuperare e rivitalizzare i saperi edilizi tradizionali con particolare focus sull’architettura in terra cruda.
Al progetto, per il quale sono stati organizzati due workshop hands-on a Babilonia (Iraq), una serie di conferenze sul tema della conservazione del patrimonio (Baghdad, Babilonia e Karbala), ed un evento finale a Cagliari, ha coinvolto circa 50 studenti e 8 docenti delle Università partner. La collaborazione con la Nahrain University di Baghdad si è consolidata grazie alla stipula di un Memorandum of Understanding, siglato lo scorso Febbraio 2025, che consentirà una più stabile collaborazione tra le due sedi istituzionali.
Il progetto Samassi nasce dalla collaborazione ormai quasi trentennale del DICAAR con l’Associazione Città della Terra Cruda, un’associazione di circa 50 Comuni della Sardegna, dell’Abruzzo, delle Marche, del Piemonte e la partecipazione di altre Regioni italiane i quali condividono un patrimonio prevalentemente costruito in terra cruda e che desiderano, attraverso la forma associativa, preservare e valorizzare il costruito storico dei loro territori.
Il progetto pilota, richiesto dal Comune di Samassi, è stato finalizzato allo studio di fattibilità tecnica del primo edificio contemporaneo realizzato con muratura portante in terra cruda, una sala del commiato da realizzarsi all’interno del Cimitero comunale. Lo studio dell’edificio è stato curato con un contratto conto terzi dai proff. Gianmarco Chiri e Maddalena Achenza.
Partner
CRATerre Centre de recherche sur l’architecture en terre – ENSAG Ecole Nationale Superieure d’Architecture de Grenoble (Francia)
Riferimenti bibliografici
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Rivera Vidal, A.; Navarro Ezquerra, A.; Achenza, M. (2024). Terre da scavo e fibre locali, dai materiali di scarto alle soluzioni per l’architettura decarbonizzata. In: Ferreiro, A.; Salcedo, Z.; Neves, C. (a cura di) Seminario Iberoamericano di Architettura e Costruzione con la Terra, 22. Memorie La Serena: PROTERRA/Università di La Serena/CIATYP. P. 44-54.
Marchante, P., Faria, P., Achenza, M. (2024). Metodo di estrazione del campione di rivestimenti vernacolari in terra. Conferenza internazionale sulle costruzioni in terra – ICEC 2024. Edimburgo, Luglio 2024
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Achenza M., Ferreira Mendes M., Le Ti JM., Full Immersion Nella Terra: insegnare a costruire in terra condividendo esperienze, in Terra Education 2024, ed. CRATerre 2024.
Achenza M., Al-Taee A., Approaches for the conservation of the Ninmakh temple in Babylon, preliminary studies and project, Atti del convegno ARAR. Architettura della terra nel Mediterraneo antico: prospettive, strategie e metodologie (in fase di stampa).