Una fredda notte del 1942 mi trovavo con il mio peschereccio a mollare le nasse per risalparle la mattina seguente tra le coste di Carloforte e Calasetta.
Tutto a un tratto, si scorge in lontananza una nave di pirati diretto verso la costa e, confondendomi come nave nemica, ha avuto inizio un bombardamento.
Di colpo ho issato l’ancora e ho indirizzato la rotta verso il porto, ma un cannone ha colpito lo scafo e la mia imbarcazione ha iniziato a tendere a tribordo, con destrezza quella notte riuscii a condurla in porto ancora galleggiante ma profondamente danneggiata.
Quella notte ho sbattuto la testa violentemente contro il verricello, e l’impatto mi ha portato via la memoria, in particolare non riesco più a ricordare quelli che sono i segreti e le tecniche del mio mestiere.