{"id":1777,"date":"2015-07-13T15:15:13","date_gmt":"2015-07-13T15:15:13","guid":{"rendered":"http:\/\/sites.unica.it\/lev\/?page_id=1777"},"modified":"2015-07-13T15:42:50","modified_gmt":"2015-07-13T15:42:50","slug":"ivens","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.unica.it\/lev\/ivens\/","title":{"rendered":"Joris Ivens: vedere il lavoro incorporato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/lev\/files\/2015\/07\/ivens.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-1778 alignright\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/lev\/files\/2015\/07\/ivens-300x170.jpg\" alt=\"ivens\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/lev\/files\/2015\/07\/ivens-300x170.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/lev\/files\/2015\/07\/ivens-250x142.jpg 250w, https:\/\/sites.unica.it\/lev\/files\/2015\/07\/ivens.jpg 403w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0Nel 1928 il documentarista olandese Joris Ivens sta girando un cortometraggio sui ciclopici lavori di prosciugamento di una insenatura nel bacino dello Zuiderzee, nel nord dei Paesi Bassi. Il cineasta \u00e8 un giovane militante della sinistra e lavora con l\u2019appoggio dei sindacati operai; la sua formazione estetica \u00e8 impregnata dello sperimentalismo delle avanguardie e dalle esperienze del cinema sovietico di Pudovkin, Eisenstein, Vertov ecc. Durante le riprese delle operazioni di posizionamento delle basi in pietra di una grande diga foranea, gli si presenta un problema che non aveva ancora affrontato lucidamente. Cos\u00ec lo spiega a un operaio sovietico che alcuni anni dopo ha visto il film con lui (<i>Zuiderzee. La nuova terra<\/i> 1930-33):<\/p>\n<div id=\"WRchTxtx-zd2\" class=\"s4\" style=\"text-align: justify\">\n<blockquote>\n<p class=\"font_7\" align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/sites.unica.it\/lev\/files\/2015\/07\/Ivens-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1779 alignright\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/lev\/files\/2015\/07\/Ivens-2.jpg\" alt=\"Ivens 2\" width=\"185\" height=\"133\" \/><\/a><sub>Non riuscivo a trovare il giusto angolo di visuale della macchina da presa per inquadrare questo lavoro con le pietre. Perci\u00f2 cominciai a osservare il lavoro, per vedere come cominciava, come finiva, che ritmo aveva; ma non riuscivo a trovare la giusta angolazione della macchina. Allora tentati io stesso di spostare i blocchi di basalto, perch\u00e9 pensavo fosse necessario e prezioso per me percepire la sensazione esatta di questo lavoro, ma scoprii quello che volevo sapere. \u00c8 importantissimo \u2018sentire\u2019 dove si pu\u00f2 far presa sulla pietra: non al centro, ma su certi punti precisi. Scoprii anche il trucco per bilanciare le pietre: come si impiega il peso del proprio corpo per sollevare la pietra e trasportarla da un luogo all\u2019altro.<\/sub><br \/>\n<sub> Scoprii che il maggior peso grava sui muscoli delle scapole e su quelle del mento. Perci\u00f2 quelle parti dovevano essere sottolineate nelle riprese, perch\u00e9 le caratterizzavano. Da quel momento trovai la posizione della macchina da presa, la sua angolazione e la composizione dell\u2019immagine: tutto era centrato su quei muscoli e sul mento. Entrambi erano il punto focale dell\u2019azione. Era la realt\u00e0 a determinare la fotografia, e non il mio sforzo estetico di raggiungere l\u2019equilibrio fra luci e linee. Ma questa angolatura realistica era anche la migliore. Non avrei potuto filmare in modo soddisfacente e reale se non avessi provato io stesso la sollecitazione fisica sul lavoro.\u00bb<\/sub><br \/>\n<sub> Il mio interlocutore era soddisfatto. \u00abBene\u00bb, disse, \u00abmolto bene\u00bb.<\/sub><\/p>\n<p class=\"font_7\" style=\"text-align: right\" align=\"JUSTIFY\"><strong><sub>(Joris Ivens, Io-cinema, Longanesi, Milano 1978: 42-43)<\/sub><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<div id=\"WRchTxty-15y0\" class=\"s4\">\n<p class=\"font_7\" style=\"text-align: justify\" align=\"JUSTIFY\">L\u2019operaio sovietico con la sua approvazione dichiara di riconoscere nel modo in cui \u00e8 stata girata la sequenza il suo stesso modo di immaginare quell\u2019azione tecnica. Egli dunque ha proiettato nel film una sua speciale competenza non solo al saper fare ma anche al saper vedere il proprio lavoro. La sua aspettativa di riconoscimento viene soddisfatta grazie a un processo di immedesimazione: attraverso la pratica diretta l\u2019osservatore-cineasta riconosce i punti su cui fare forza sulla materia, individua i muscoli interessati, afferra la dinamica degli sforzi da esercitare e i punti di equilibrio da raggiungere. Egli poi traduce questi dati in scelte corrispondenti e coerenti di angoli di ripresa, di focali di obiettivo, di tagli di luce e di tempi e combinazioni di montaggio. Le inquadrature rivelano il lavoro delle spalle e del mento, la rapidit\u00e0 del gesto con cui il corpo si carica sul dorso il basalto, e come mantiene l\u2019equilibrio nel trasporto. Lo spettatore-operaio riconosce in ci\u00f2 che vede la scansione ritmica e la combinazione di gesti in cui \u00e8 specializzato. Quindi il cineasta e l\u2019operaio possono ritenere di aver partecipato alla stessa esperienza tecnica e ci\u00f2 produce un effetto nuovo sul piano delle relazioni umane fra osservatore e osservato: Ivens \u201cconquista sul campo\u201d il suo diritto di ingresso in una comunit\u00e0, potremmo dire, di sguardo abile, entra far parte della schiera di quelli che \u201cconoscono\u201d il lavoro operaio (che sanno vederlo), e che implicitamente ne condividono il valore e il senso. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto, stando alla narrazione biografica di Ivens, perch\u00e9 egli \u00e8 riuscito nell\u2019impresa di esprimere un complesso di qualit\u00e0 sensibili legate a quel lavoro, di abilit\u00e0, di fatiche fisiche, di coordinamento e di concentrazione, diversamente non esprimibile.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Nel 1928 il documentarista olandese Joris Ivens sta girando un cortometraggio sui ciclopici lavori di prosciugamento di una insenatura nel bacino dello Zuiderzee, nel nord dei Paesi Bassi. Il cineasta \u00e8 un giovane militante della sinistra e lavora con l\u2019appoggio dei sindacati operai; la sua formazione estetica \u00e8 impregnata dello sperimentalismo delle avanguardie e dalle esperienze del cinema sovietico di Pudovkin, Eisenstein, Vertov ecc. 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