{"id":1449,"date":"2026-10-23T09:36:39","date_gmt":"2026-10-23T07:36:39","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/?p=1449"},"modified":"2026-10-23T15:18:39","modified_gmt":"2026-10-23T13:18:39","slug":"chatgpt-alla-prova-del-dsa-quando-lia-generativa-diventa-motore-di-ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/2026\/10\/23\/chatgpt-alla-prova-del-dsa-quando-lia-generativa-diventa-motore-di-ricerca\/","title":{"rendered":"ChatGPT alla prova del DSA: quando l&#8217;IA generativa diventa motore di ricerca"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-pale-ocean-gradient-background has-background wp-block-paragraph\">Il 31 agosto 2026 la Commissione europea ha annunciato la designazione di ChatGPT come motore di ricerca online di dimensioni molto grandi rilevante ai sensi del Digital Services Act. La qualificazione del servizio come ibrido, capace di generare risposte e di effettuare ricerche sul web, pone il problema di individuare le attivit\u00e0 di intermediazione e il perimetro degli obblighi conseguenti. Il contributo esamina la vicenda, distinguendo il requisito dimensionale dalla qualificazione giuridica e dalla delimitazione del servizio designato, in un&#8217;ottica sistematica, di raccordo con la giurisprudenza europea. Vengono in rilievo, infatti, la sentenza Technius del 14 ottobre 2026, che chiarisce alcuni aspetti della verifica dei dati di audience; e il precedente Zalando del 3 settembre 2025, che offre indicazioni pertinenti per i servizi che combinano attivit\u00e0 proprie e intermediazione di informazioni di terzi. Su queste basi si analizzano il rapporto tra obblighi di diligenza ed esenzioni dalla responsabilit\u00e0, i limiti della valutazione dei rischi dei sistemi collegati al servizio e il coordinamento con la disciplina dei modelli di IA per finalit\u00e0 generali. La tesi proposta \u00e8 che la qualificazione come motore di ricerca sia sostenibile per la componente di ricerca conversazionale, mentre l&#8217;estensione degli obblighi alle altre funzionalit\u00e0 richieda una specifica giustificazione fondata sulla loro integrazione nel servizio e sul contributo ai rischi rilevanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sommario. <a href=\"#uno\">1. La decisione della Commissione e il carattere ibrido di ChatGPT.<\/a> &#8211; <a href=\"#due\" data-type=\"internal\" data-id=\"#due\">2. La qualificazione di ChatGPT come VLOSE.<\/a> &#8211; <a href=\"#tre\" data-type=\"internal\" data-id=\"#tre\">3.La dialettica tra AI Act e Digital Services Act.<\/a> &#8211; <a href=\"#quattro\" data-type=\"internal\" data-id=\"#quattro\">4. La casistica giurisprudenziale a supporto della qualificazione.<\/a> &#8211; <a href=\"#cinque\" data-type=\"internal\" data-id=\"#cinque\">5. Considerazioni conclusive.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"uno\" class=\"wp-block-heading has-primary-color has-text-color has-link-color wp-elements-1\">1. La decisione della Commissione europea e il carattere &#8220;ibrido&#8221; di ChatGPT<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 31 agosto 2026 la Commissione europea ha annunciato la <strong><a href=\"https:\/\/italy.representation.ec.europa.eu\/notizie-ed-eventi\/notizie\/la-commissione-designa-chatgpt-reddit-e-roblox-ai-sensi-del-regolamento-sui-servizi-digitali-2026-08-31_it\">designazione <\/a><\/strong>di <strong>ChatGPT <\/strong>come <strong>motore di ricerca online <\/strong>di dimensioni molto grandi, o<em> Very Large Online Search Engine<\/em> (<strong>VLOSE<\/strong>), ai sensi del <strong>Digital Services Act<\/strong>. Nello stesso comunicato Reddit e Roblox sono stati qualificati come piattaforme online di dimensioni molto grandi (VLOP).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distinzione riflette le diverse funzioni dei servizi: per questi ultimi la Commissione richiama la diffusione al pubblico di contenuti di terzi, mentre per ChatGPT valorizza la capacit\u00e0 di cercare informazioni sul web e di rispondere alle interrogazioni degli utenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Commissione descrive espressamente ChatGPT come un <strong>servizio ibrido<\/strong>. Il sistema interagisce con le richieste dell&#8217;utente e produce risposte anche attraverso ricerche online. \u00c8 questa combinazione a spiegare la qualificazione come motore di ricerca: la componente generativa costituisce il mezzo attraverso il quale le informazioni reperite possono essere elaborate e presentate in forma conversazionale. La tecnologia impiegata modifica il funzionamento e la presentazione del servizio, senza cancellarne la funzione di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;integrazione di ChatGPT Search ha reso evidente questa caratteristica. OpenAI ha presentato la funzione il 31 ottobre 2024 e ne ha annunciato l&#8217;estensione a tutti gli utenti, nelle regioni in cui ChatGPT \u00e8 disponibile, il 5 febbraio 2025. Il servizio pu\u00f2 quindi rispondere utilizzando informazioni reperite online, oltre a svolgere attivit\u00e0 generative che non richiedono una ricerca sul web. Quando la ricerca viene utilizzata, il modello contribuisce a trasformare la domanda in un&#8217;attivit\u00e0 di reperimento delle informazioni e a comporre il risultato destinato all&#8217;utente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca conversazionale combina operazioni che, nell&#8217;esperienza dell&#8217;utente, si presentano come un&#8217;unica risposta. Il sistema reperisce informazioni, seleziona le fonti pertinenti e ne rielabora il contenuto. Il risultato pu\u00f2 comprendere collegamenti ai siti consultati, ma assume anche la forma di una sintesi che propone una lettura delle informazioni. Il fatto che l&#8217;utente riceva un testo articolato anzich\u00e9 un elenco di collegamenti non impedisce di riconoscere l&#8217;attivit\u00e0 di ricerca che sostiene quella risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dimensione del servizio completa il quadro. OpenAI ha dichiarato circa 159,1 milioni di destinatari attivi medi mensili nell&#8217;Unione per ChatGPT Search nel semestre terminato il 31 marzo 2026. Il dato riguarda specificamente le funzionalit\u00e0 di ricerca online e supera ampiamente la soglia dei 45 milioni prevista dal DSA. L&#8217;elenco ufficiale della Commissione riporta tale numero e identifica OpenAI Ireland Limited come fornitore. Il presupposto dimensionale viene cos\u00ec riferito a una funzione identificabile, anzich\u00e9 a un conteggio indistinto di tutti gli impieghi del prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel comunicato di agosto, la Commissione collega la designazione all&#8217;applicazione degli obblighi aggiuntivi sui rischi sistemici e annuncia la supervisione in cooperazione con il coordinatore irlandese Coimisi\u00fan na Me\u00e1n. Richiama gli effetti sui diritti fondamentali, sui minori, sul benessere degli utenti e sui processi elettorali, indicando gennaio 2027 come orizzonte dell&#8217;adeguamento. La qualificazione riconosce quindi anche la portata dell&#8217;accesso alle informazioni che il servizio rende possibile su scala europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta \u00e8 giuridicamente fondata perch\u00e9 tiene insieme la funzione concretamente esercitata e la sua diffusione. Per comprendere perch\u00e9 l&#8217;integrazione dell&#8217;IA generativa sia compatibile con la categoria del motore di ricerca, nel prossimo paragrafo si tenter\u00e0 di esaminare le definizioni del DSA e la struttura degli obblighi conseguenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"due\" class=\"wp-block-heading has-primary-color has-text-color has-link-color wp-elements-2\">2. La qualificazione di ChatGPT come VLOSE<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Regolamento (UE) 2022\/2065 definisce il motore di ricerca online all&#8217;articolo 3, lettera j), attraverso l&#8217;attivit\u00e0 che il servizio consente di svolgere. L&#8217;utente formula un&#8217;interrogazione su un tema per effettuare ricerche, in linea di principio, su tutti i siti web, oppure su quelli in una determinata lingua; il servizio restituisce i risultati in qualsiasi formato in cui possano essere trovate le informazioni relative al contenuto richiesto. La definizione non impone una particolare interfaccia e non identifica il risultato con una lista di collegamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo dato testuale \u00e8 centrale. Se il legislatore ammette formati diversi, una risposta sintetica non perde la natura di risultato di ricerca soltanto perch\u00e9 \u00e8 composta da un modello linguistico. La presentazione conversazionale rappresenta una modalit\u00e0 di accesso alle informazioni reperite. Per riconoscere un motore di ricerca non \u00e8 necessario che l&#8217;utente debba sempre abbandonare l&#8217;interfaccia e aprire un sito esterno: conta l&#8217;attivit\u00e0 attraverso la quale il servizio consente di trovare e presentare le informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella funzione Search descritta dalla Commissione si riconoscono questi elementi. L&#8217;utente formula una richiesta, il servizio effettua ricerche sul web e presenta informazioni pertinenti mediante una risposta. La generazione linguistica interviene nella restituzione del risultato e pu\u00f2 renderlo pi\u00f9 articolato, senza interrompere il collegamento funzionale tra interrogazione, ricerca e informazione ricevuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La neutralit\u00e0 rispetto al formato permette cos\u00ec di applicare una categoria esistente a una modalit\u00e0 nuova di ricerca. Una lettura che riservasse il DSA ai soli elenchi di collegamenti introdurrebbe una limitazione non richiesta dal testo e renderebbe la qualificazione dipendente da una scelta di presentazione. La Commissione segue invece il criterio funzionale delineato dal regolamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">l carattere ibrido del servizio non costituisce una ragione per sottrarre la funzione di ricerca al DSA. Un prodotto digitale pu\u00f2 combinare attivit\u00e0 proprie del fornitore e operazioni relative a informazioni di terzi. La presenza delle prime non elimina automaticamente le seconde. Per ChatGPT, l&#8217;accesso a informazioni esterne e la loro presentazione all&#8217;utente restano giuridicamente rilevanti anche quando il risultato \u00e8 rielaborato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca conserva infatti una relazione con le informazioni disponibili sul web. La sintesi pu\u00f2 selezionarle, combinarle e modificarne l&#8217;espressione, ma queste operazioni non rendono irrilevante il ruolo di accesso alle fonti. La qualificazione deve seguire le attivit\u00e0 effettive, senza assumere che la capacit\u00e0 del modello di produrre contenuti nuovi assorba ogni altra funzione del servizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa ricostruzione non richiede di assimilare qualsiasi generazione di testo a una ricerca online. Una risposta prodotta senza recuperare informazioni dal web pone un problema diverso. La correttezza della designazione si fonda sulla presenza e sulla diffusione della funzione di ricerca: non presuppone che ogni singola interazione con ChatGPT abbia natura intermediaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la scelta tra VLOSE e VLOP risponde a questa logica. La piattaforma online, ai sensi dell&#8217;articolo 3, lettera i), richiede un&#8217;attivit\u00e0 di hosting che memorizzi e diffonda al pubblico informazioni su richiesta del destinatario. La funzione valorizzata nel comunicato di agosto consiste invece nella ricerca sul web e nella restituzione dei risultati. La categoria del motore di ricerca \u00e8 quindi appropriata alla specifica attivit\u00e0 sulla quale la Commissione fonda la designazione. Eventuali ulteriori componenti del prodotto possono richiedere un&#8217;analisi propria, senza indebolire tale qualificazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta riconosciuta la funzione di motore di ricerca, la dimensione determina l&#8217;accesso al regime VLOSE. L&#8217;articolo 33 considera i servizi con almeno 45 milioni di destinatari attivi medi mensili nell&#8217;Unione e richiede una decisione di designazione della Commissione. La soglia non costituisce un giudizio sulla pericolosit\u00e0 del singolo fornitore, ma un criterio per individuare servizi la cui diffusione giustifica obblighi di diligenza pi\u00f9 intensi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per i motori di ricerca, la nozione di destinatario attivo dell&#8217;articolo 3, lettera q), considera l&#8217;utente che presenta un&#8217;interrogazione ed \u00e8 esposto alle informazioni indicizzate e presentate nell&#8217;interfaccia. La dichiarazione di OpenAI riferita a ChatGPT Search \u00e8 coerente con la necessit\u00e0 di individuare l&#8217;audience della funzione rilevante. Il dato di 159,1 milioni colloca quella funzione ben oltre la soglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri pubblicati ai sensi dell&#8217;articolo 24 costituiscono elementi dell&#8217;accertamento; la Commissione pu\u00f2 utilizzare informazioni ulteriori secondo l&#8217;articolo 33, paragrafo 4, e deve verificare i presupposti nel rispetto delle garanzie procedurali. La designazione resta quindi un provvedimento dell&#8217;autorit\u00e0, senza dipendere dalla volont\u00e0 del fornitore di riconoscersi o meno come motore di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La qualificazione di ChatGPT come VLOSE trova pertanto una giustificazione sia funzionale sia dimensionale. La prima spiega perch\u00e9 il servizio rientri nella categoria normativa; la seconda spiega perch\u00e9 debba essere assoggettato agli obblighi aggiuntivi riservati ai motori di ricerca molto grandi. La decisione non introduce una categoria speciale per l&#8217;IA generativa, ma applica i criteri previsti dal Regolamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli obblighi rafforzati sono coerenti con il modo in cui la ricerca conversazionale incide sull&#8217;accesso alle informazioni. Un servizio che restituisce una risposta unitaria esercita una funzione di selezione e presentazione delle fonti. Per l&#8217;utente, le scelte compiute dal sistema possono diventare meno visibili rispetto a una pagina che mostra separatamente pi\u00f9 risultati. La forma discorsiva rende quindi necessario valutare anche come le informazioni siano organizzate e contestualizzate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli articoli 34 e 35 impongono di valutare e attenuare i rischi sistemici del servizio. Il riferimento ai sistemi collegati consente di considerare il contributo del modello alla ricerca e alla composizione della risposta. Nel complesso, la Sezione 5 del Digital Services Act si struttura attorno a cinque pilastri che delineano un modello di regolazione fondato non pi\u00f9 sulla sola reazione a contenuti illeciti, ma su<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">una gestione strutturale e preventiva dei rischi sistemici generati dalle piattaforme di dimensioni molto grandi e dai motori di ricerca online di dimensioni molto grandi. Il primo pilastro \u00e8 rappresentato dall\u2019obbligo di valutazione periodica dei rischi sistemici. Le VLOPs e le VLOSEs devono analizzare, almeno annualmente, i rischi derivanti dalla progettazione, dal funzionamento e dall\u2019uso dei loro servizi. L\u2019attenzione non \u00e8 rivolta esclusivamente alla presenza di contenuti illegali, ma anche agli effetti indiretti che l\u2019architettura della piattaforma pu\u00f2 produrre sull\u2019esercizio dei diritti fondamentali, sulla qualit\u00e0 del dibattito pubblico, sulla protezione dei minori, sulla sicurezza pubblica e sui processi democratici. La valutazione deve considerare l\u2019impatto dei sistemi di raccomandazione, delle dinamiche di amplificazione algoritmica, dei modelli di monetizzazione e delle politiche pubblicitarie, riconoscendo che il rischio sistemico pu\u00f2 essere generato tanto dal contenuto quanto dalle logiche di funzionamento del servizio. Il secondo pilastro consiste nell\u2019adozione di misure di mitigazione proporzionate ed efficaci rispetto ai rischi individuati. La valutazione non pu\u00f2 rimanere un esercizio formale: essa deve tradursi in interventi concreti sull\u2019organizzazione e sull\u2019architettura tecnica della piattaforma. Le misure possono includere la modifica dei sistemi di raccomandazione, il rafforzamento dei meccanismi di moderazione, l\u2019introduzione di opzioni non basate su profilazione, la revisione delle politiche pubblicitarie o la cooperazione con soggetti qualificati come fact-checker e organizzazioni della societ\u00e0 civile. La proporzionalit\u00e0 assume qui un ruolo centrale, poich\u00e9 le misure devono essere adeguate alla gravit\u00e0 del rischio e compatibili con la<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">tutela dei diritti fondamentali, evitando restrizioni eccessive della libert\u00e0 di espressione. Il terzo pilastro \u00e8 costituito dagli audit indipendenti. Le piattaforme di dimensioni molto grandi sono soggette a verifiche periodiche da parte di soggetti terzi qualificati, incaricati di valutare la conformit\u00e0 agli obblighi previsti dal Regolamento, in particolare in materia di gestione dei rischi sistemici. L\u2019audit non \u00e8 soltanto uno strumento tecnico di controllo, ma un meccanismo di accountability che rafforza la credibilit\u00e0 delle valutazioni interne e consente di superare l\u2019autoreferenzialit\u00e0 della compliance aziendale. La pubblicazione delle principali conclusioni contribuisce inoltre a una maggiore trasparenza verso il pubblico e le autorit\u00e0. Il quarto pilastro riguarda la trasparenza rafforzata e l\u2019accesso ai dati. Le VLOPs e le VLOSEs devono garantire una maggiore intelligibilit\u00e0 dei loro sistemi di raccomandazione, fornendo spiegazioni comprensibili sui parametri principali che determinano la visibilit\u00e0 dei contenuti. Devono inoltre istituire repository pubblici delle inserzioni pubblicitarie e consentire, in condizioni regolamentate, l\u2019accesso ai dati a ricercatori accreditati, affinch\u00e9 possano condurre studi indipendenti sui rischi sistemici. Questo meccanismo riconosce che la supervisione pubblica delle piattaforme non pu\u00f2 basarsi esclusivamente sulle informazioni fornite dagli operatori stessi, ma richiede un ecosistema di controllo distribuito e scientificamente fondato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quinto pilastro \u00e8 rappresentato dalla supervisione centralizzata a livello europeo. Per le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi, il ruolo di vigilanza principale \u00e8 attribuito alla Commissione europea, che dispone di poteri investigativi e sanzionatori significativi. Essa pu\u00f2 richiedere informazioni, disporre ispezioni, imporre misure correttive e, in caso di violazioni gravi,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">irrogare sanzioni pecuniarie rilevanti. Questo assetto riflette la natura transnazionale delle piattaforme sistemiche e mira a garantire un\u2019applicazione uniforme del Regolamento nell\u2019intero mercato interno. Nel loro insieme, questi cinque pilastri configurano un modello di regolazione che supera la logica meramente reattiva della responsabilit\u00e0 per contenuti e si orienta verso una governance preventiva e strutturale del rischio, proporzionata alla scala e all\u2019impatto sistemico degli operatori digitali di maggiori dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa lettura giustifica l&#8217;analisi delle componenti generative quando esse partecipano al funzionamento del servizio designato. La relazione tra componente, rischio e misura deve restare motivata e proporzionata. Non occorre estendere automaticamente il DSA a ogni utilizzo del modello per riconoscere che le capacit\u00e0 generative impiegate nella ricerca devono essere considerate nella valutazione dei rischi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La designazione comporta inoltre audit indipendenti, trasparenza e accesso ai dati secondo le condizioni delle singole disposizioni. La Commissione ha competenza esclusiva sugli obblighi della sezione 5 del capo III, ai sensi dell&#8217;articolo 56, paragrafo 2, nel quadro della cooperazione con il coordinatore nazionale. Gli obblighi rafforzati decorrono quattro mesi dopo la notifica; il termine per effettuare la prima valutazione non coincide necessariamente con quello della successiva pubblicazione delle relazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"tre\" class=\"wp-block-heading has-primary-color has-text-color has-link-color wp-elements-3\">3. La dialettica tra AI Act e Digital Services Act<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La natura di sistema di IA non rende il DSA superfluo. L&#8217;AI Act disciplina anche i modelli di IA per finalit\u00e0 generali e, quando ne ricorrono i presupposti, i modelli con rischio sistemico. Il DSA considera il servizio designato e il suo funzionamento nell&#8217;accesso alle informazioni. La qualificazione come VLOSE non dimostra automaticamente che ciascun modello utilizzato da ChatGPT ricada nell&#8217;articolo 55 AI Act: le classificazioni conservano presupposti propri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La possibile sovrapposizione richiede di confrontare rischi e misure in concreto. Un problema di manipolazione informativa pu\u00f2 riguardare tanto il funzionamento del servizio di ricerca quanto le capacit\u00e0 del modello. L&#8217;identit\u00e0 del fenomeno non implica tuttavia coincidenza dei destinatari degli obblighi, dell&#8217;oggetto della valutazione o della competenza di vigilanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il considerando 118 AI Act affronta il raccordo per sistemi e modelli integrati in VLOP e VLOSE. Esso prospetta che i corrispondenti obblighi dell&#8217;AI Act siano considerati soddisfatti quando opera il quadro di gestione dei rischi del DSA, salvo rischi sistemici significativi non coperti da quest&#8217;ultimo. Il rinvio riguarda obblighi corrispondenti e rischi effettivamente coperti, senza introdurre un&#8217;esenzione indifferenziata dal regolamento sull&#8217;IA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trattandosi di un considerando, la sua funzione \u00e8 interpretativa: il coordinamento deve trovare attuazione compatibile con le disposizioni operative. Non \u00e8 quindi convincente invocare genericamente l&#8217;AI Act come lex specialis che escluderebbe il DSA per la componente generativa. Il rapporto va ricostruito sulla complementarit\u00e0 dei regimi e sulla possibilit\u00e0 di riutilizzare evidenze pertinenti, verificando ci\u00f2 che ciascuna valutazione dimostra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una soluzione organizzativa ragionevole consiste in una base documentale comune, dalla quale ricavare analisi riferite al servizio e al modello. Le evidenze sui test possono essere condivise quando pertinenti, mentre restano distinguibili le responsabilit\u00e0, i rischi specifici delle interfacce, le misure adottate e le scadenze. Per gli impieghi del modello esterni al servizio designato, come l&#8217;integrazione tramite API in prodotti di terzi, la copertura del quadro DSA applicato a ChatGPT non pu\u00f2 essere presunta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il confronto sanzionatorio richiede di precisare i presupposti. L&#8217;articolo 74 DSA contempla, per le violazioni cui si riferisce, ammende fino al 6% del fatturato mondiale annuo dell&#8217;esercizio precedente. Per i fornitori GPAI, l&#8217;articolo 101 AI Act, nella formulazione riportata dal Service Desk ufficiale consultato, indica il 3% del fatturato mondiale annuo o 15 milioni di euro, se superiore. Il riferimento ai massimi non implica applicazione automatica n\u00e9 consente di sommare le sanzioni prescindendo dalle regole pertinenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre tenere separato anche il piano della responsabilit\u00e0. Il considerando 41 DSA distingue gli obblighi di diligenza dalle condizioni per beneficiare delle esenzioni degli articoli 4-6.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riconoscere ChatGPT come VLOSE non attribuisce un&#8217;immunit\u00e0 generale per gli output: l&#8217;eventuale esclusione di un&#8217;esenzione per un contenuto generato non impedisce di applicare al servizio gli obblighi pertinenti e non fonda, da sola, una responsabilit\u00e0, che va valutata secondo le discipline applicabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"quattro\" class=\"wp-block-heading has-primary-color has-text-color has-link-color wp-elements-4\">4. La casistica giurisprudenziale a supporto della qualificazione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La posizione della Commissione europea trova conferma in recenti pronunce giurisprudenziali della Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In particolare:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li> La sentenza del <strong>Tribunale del 3 settembre 2025, <em>Zalando\/Commissione<\/em>, T-348\/23<\/strong>, offre un&#8217;indicazione utile per comprendere perch\u00e9 il carattere ibrido di ChatGPT non ostacoli la qualificazione della sua attivit\u00e0 di ricerca. Il Tribunale distingue la vendita diretta di Zalando dalla componente che ospita offerte di venditori terzi e riconduce quest&#8217;ultima alla nozione di piattaforma online. La presenza di un&#8217;attivit\u00e0 propria non elimina quindi la componente intermediaria offerta attraverso la medesima interfaccia. [6] \u00c8 significativo anche che l&#8217;intervento di Zalando sulle informazioni dei venditori, mediante modifiche o integrazioni, non ne eliminasse di per s\u00e9 la provenienza almeno parzialmente esterna. Il precedente aiuta a respingere l&#8217;equazione tra rielaborazione dell&#8217;informazione e necessaria estraneit\u00e0 all&#8217;intermediazione. Il trasferimento del criterio alla generazione linguistica richiede attenzione alle differenze tecniche, ma la prospettiva di analisi rimane pertinente. Per ChatGPT ci\u00f2 significa che la produzione di contenuti nuovi e la rielaborazione delle fonti non costituiscono ragioni sufficienti per ignorare la funzione Search. Occorre individuare le attivit\u00e0 rilevanti, anzich\u00e9 attribuire alla natura generativa del prodotto un effetto escludente generale. La designazione della Commissione \u00e8 coerente con questo metodo perch\u00e9 riconosce una funzione di ricerca all&#8217;interno di un servizio pi\u00f9 ampio. Zalando riguarda anche l&#8217;individuazione degli utenti esposti alle informazioni dei terzi e l&#8217;impossibilit\u00e0 di distinguere le diverse audience nelle circostanze del caso. La sentenza conferma cos\u00ec l&#8217;importanza di collegare il conteggio alle attivit\u00e0 intermediarie. Per ChatGPT, la dichiarazione specificamente riferita a Search offre un elemento rilevante proprio in questa direzione.<\/li>\n\n\n\n<li>La sentenza del <strong>Tribunale del 14 ottobre 2026, <em>Technius\/Commissione<\/em>, T-134\/24,<\/strong> riguarda la designazione di Stripchat come VLOP. Il fornitore aveva dichiarato circa 31,8 milioni di destinatari attivi mensili sulla base di dati Similarweb, applicando una deduzione per le visite di rimbalzo. La Commissione aveva utilizzato gli stessi dati senza tale deduzione, stimando oltre 62 milioni di visitatori unici. Il Tribunale respinge il ricorso e conferma la correttezza dell&#8217;accertamento nelle circostanze esaminate. La pronuncia considera sia la motivazione sia l&#8217;affidabilit\u00e0 del metodo: il dato Similarweb gi\u00e0 incorporava una selezione che eliminava una parte significativa delle visite di rimbalzo, sicch\u00e9 l&#8217;ulteriore deduzione dell&#8217;operatore produceva una sottostima. Il caso dimostra che la Commissione pu\u00f2 verificare criticamente le autodichiarazioni, senza essere vincolata a metodi che riducano impropriamente il numero dei destinatari. Il Tribunale considera inoltre la successiva revisione della metodologia, che conduceva a circa 37,3 milioni di destinatari per il periodo rilevante. La revisione non rende retroattivamente illegittima la decisione nelle circostanze del caso, poich\u00e9 il controllo si riferisce alla situazione alla data dell&#8217;atto. La sentenza esclude anche che l&#8217;assenza di una metodologia uniforme impedisca l&#8217;applicazione del regime: resta necessario adottare un metodo affidabile e conforme alle definizioni del DSA.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso <em>Technius <\/em>non decide la qualificazione di ChatGPT, ma chiarisce la funzione dell&#8217;accertamento dimensionale. Gli obblighi aggiuntivi non possono essere elusi mediante una rappresentazione inaffidabile dell&#8217;audience. Nel caso ChatGPT, il dato pubblicato dallo stesso fornitore per Search supera ampiamente la soglia e sostiene l&#8217;applicazione del livello rafforzato del DSA. Resta possibile discutere la correttezza di un conteggio, senza che tale possibilit\u00e0 renda priva di fondamento una designazione basata sui dati disponibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contenzioso <em>Amazon<\/em>, invece, offre un ulteriore elemento sulla funzione degli obblighi rafforzati. Con ordinanza del 27 settembre 2023, T-367\/23 R, il presidente del Tribunale aveva sospeso l&#8217;obbligo di pubblicare il registro pubblicitario. Il vicepresidente della Corte, con ordinanza del 27 marzo 2024, C-639\/23 P(R), ha annullato tale statuizione e respinto la domanda cautelare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il bilanciamento degli interessi \u00e8 risultato favorevole all&#8217;applicazione dell&#8217;obbligo, pur in presenza di argomenti non privi di seriet\u00e0 e della possibilit\u00e0 di un danno grave e irreparabile. La decisione mostra il rilievo attribuito all&#8217;attuazione delle garanzie del DSA. Non introduce una preclusione generale alla tutela cautelare e non risolve il caso ChatGPT, ma conferma che gli obblighi di trasparenza devono essere valutati anche in relazione agli interessi pubblici che il regolamento tutela.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le pronunce esaminate non costituiscono una decisione anticipata sulla legittimit\u00e0 dell&#8217;atto relativo a ChatGPT. Offrono per\u00f2 indicazioni coerenti con la sua impostazione: la compresenza di attivit\u00e0 proprie e intermediarie richiede un&#8217;analisi delle funzioni, il dato dimensionale deve essere accertato in modo affidabile e gli obblighi rafforzati rispondono all&#8217;impatto dei servizi di ampia diffusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su queste basi, \u00e8 corretto qualificare ChatGPT come VLOSE per il servizio che integra la ricerca sul web e la restituzione conversazionale dei risultati. La definizione del DSA consente formati diversi, la componente generativa non elimina l&#8217;attivit\u00e0 di ricerca e l&#8217;audience dichiarata per Search supera la soglia normativa. La decisione della Commissione applica quindi il regolamento secondo la funzione concretamente svolta, senza far dipendere la disciplina dal nome del prodotto o dalla forma grafica della risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"cinque\" class=\"wp-block-heading has-primary-color has-text-color has-link-color wp-elements-5\">5. Considerazioni conclusive <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La designazione di ChatGPT come VLOSE pu\u00f2 essere ricondotta alla funzione di ricerca conversazionale e alla neutralit\u00e0 del formato dei risultati. La solidit\u00e0 di questa impostazione dipende dall&#8217;individuazione delle attivit\u00e0 intermediarie, del servizio rilevante e dei suoi destinatari. La natura generativa del prodotto non esclude di per s\u00e9 il DSA; neppure giustifica l&#8217;assoggettamento indistinto di ogni attivit\u00e0 svolta attraverso la stessa interfaccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Technius chiarisce aspetti della verifica dell&#8217;audience e conferma che la Commissione pu\u00f2 respingere una metodologia inaffidabile dell&#8217;operatore. Non rende incontestabile il dato numerico e non risolve la qualificazione di ChatGPT. Zalando offre un&#8217;indicazione complementare, mostrando la necessit\u00e0 di distinguere attivit\u00e0 proprie e intermediazione, anche quando la loro presentazione tecnica sia integrata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa precisione deve guidare il rapporto tra diligenza e responsabilit\u00e0. Gli obblighi del DSA possono applicarsi senza che ogni output benefici di un&#8217;esenzione. L&#8217;inclusione del modello nella valutazione dei rischi deve essere motivata attraverso il contributo al funzionamento del servizio, mantenendo un collegamento verificabile tra rischio, componente e misura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il coordinamento con l&#8217;AI Act richiede infine di evitare automatismi tra designazione del servizio e classificazione del modello. Una valutazione documentata delle rispettive funzioni permette di condividere le evidenze senza confondere i presupposti normativi. L&#8217;esame del testo integrale della decisione di designazione consentir\u00e0 di verificare come la Commissione abbia tradotto questi problemi nella delimitazione concreta del servizio e dei conseguenti obblighi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"is-style-info wp-block-paragraph\"><strong>Di Alessia Palladino   <\/strong>                                                                                                                                                                                                                         Assegnista di ricerca e Cultore della Materia in \u00abInformatica giuridica\u00bb e \u00abComputer Law\u00bb&nbsp; presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 31 agosto 2026 la Commissione europea ha annunciato la designazione di ChatGPT come motore di ricerca online di dimensioni molto grandi rilevante ai sensi del Digital Services Act. La qualificazione del servizio come ibrido, capace [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2239,"featured_media":1428,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_coblocks_attr":"","_coblocks_dimensions":"","_coblocks_responsive_height":"","_coblocks_accordion_ie_support":"","footnotes":""},"categories":[50],"tags":[13,11,70,69,8,12,67,68],"class_list":["post-1449","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-artificial-intelligence","tag-dataprotection","tag-dma","tag-dsa","tag-ia","tag-intelligenza_artificiale","tag-vlop","tag-vlose"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2239"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1449"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1449\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1461,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1449\/revisions\/1461"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/ict4lawforensics\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}