{"id":603,"date":"2024-07-17T18:40:02","date_gmt":"2024-07-17T16:40:02","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.unica.it\/holmes\/?p=603"},"modified":"2024-08-14T17:04:12","modified_gmt":"2024-08-14T15:04:12","slug":"sviluppo-e-sottosviluppo-una-questione-cruciale-sulletica-dellia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unica.it\/holmes\/sviluppo-e-sottosviluppo-una-questione-cruciale-sulletica-dellia\/","title":{"rendered":"Sviluppo e sottosviluppo. Una questione cruciale sull\u2019etica dell\u2019IA"},"content":{"rendered":"\n<p>Stiamo assistendo a una delle rivoluzioni pi\u00f9 grandi della storia dell\u2019umanit\u00e0: tale assunto sembra accomunare la coscienza di studiosi e di gente comune. Bench\u00e9 in parte si presagiscano, le peculiarit\u00e0 e i risvolti pratici di tali trasformazioni ancora ci sfuggono. I modelli di sviluppo offrono prospettive di miglioramento della condizione umana senza precedenti e la comprensione di tali processi diviene determinante per la politica globale. Il G7 svoltosi in Puglia dal 13 al 15 giugno scorso ha richiamato l\u2019attenzione di tutti sull\u2019importanza, nella gestione dell\u2019IA, di linee giuda condivise dalla politica mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nondimeno i grandi cambiamenti a cui stiamo assistendo mettono in evidenza non solo le possibilit\u00e0, ma anche i rischi. I pericoli di una societ\u00e0 iperconnessa sono innumerevoli e a vario livello (sociale, relazionale, cognitivo, psichico, ecc.). Mi limito a segnalare due importanti studi tradotti in italiano, per coloro che intendano approfondire il tema. Il primo saggio \u00e8 del sociologo bielorusso Evgeny Morozov, <em>Internet non salver\u00e0 il mondo<\/em><a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, nel quale si mette in discussione l\u2019idea secondo cui la tecnologia, e in particolare internet, risolver\u00e0 tutti i problemi dell\u2019umanit\u00e0. Morozov si schiera contro l\u2019ideologia soluzionista, secondo cui la tecnologia dar\u00e0 risposta a ogni problema, \u00e8 solo una questione di tempo. Il soluzionismo si riverbera nelle diverse sfere della societ\u00e0 (politica, istruzione, cultura, giustizia, sanit\u00e0, ecc.). L\u2019internet-centrismo sostiene che tutti gli aspetti della vita debbano modellarsi su internet. Morozov per contro ritiene che l\u2019unidirezionalit\u00e0 di tale visione non sia capace di fare i conti con la complessit\u00e0 dei problemi umani e sociali, cos\u00ec l\u2019obiettivo di una societ\u00e0 tecnologicamente ineccepibile sar\u00e0 gravida di conseguenze per la libert\u00e0 umana e per l\u2019autonomia individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>A ben vedere tale visione non propone niente di inedito: siamo ritornati al mito del progresso di matrice illuminista, per il quale vale la pena sacrificare tutto in vista di una futura et\u00e0 dell\u2019oro. Quando all\u2019indomani della Seconda Guerra mondiale Winston Churchill fece visita al <em>Massachusetts Institute of Technology<\/em> di Boston, il direttore dell\u2019istituto, dott. Burchard, dopo aver esaltato i grandi progressi tecnologici, afferm\u00f2 che oramai la civilt\u00e0 umana era giunta a dominare quasi tutto, programmando pensieri e sentimenti al punto da evitare l\u2019insorgere di un nuovo Hitler<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. A tale discorso Churchill rispose: \u00abNel suo discorso introduttivo, il dottor Burchard, decano della Facolt\u00e0 Umanistica, ha parlato con stupore di \u201cun\u2019abilit\u00e0 quasi scientifica di controllare con precisione i pensieri degli uomini\u201d. Sarei molto felice se il mio compito in questo mondo fosse terminato prima che ci\u00f2 accada\u00bb<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo studio particolarmente ricco e critico nei confronti dell\u2019IA \u00e8 quello condotto dalla ricercatrice Kate Crawford, <em>N\u00e9 intelligente n\u00e9 artificiale<\/em><a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Sfidando l\u2019opinione comune, secondo cui si tratta di un campo puramente tecnico e neutrale, l\u2019autrice sostiene che l\u2019IA sia intrinsecamente legata a strutture di potere, influenzata da interessi economici, politici e sociali. L\u2019IA non \u00e8 <em>n\u00e9 artificiale n\u00e9 intelligente,<\/em> quanto piuttosto un\u2019industria estrattiva che dipende da risorse naturali, lavoro umano e dati. \u00abI sistemi di IA non sono autonomi o razionali, n\u00e9 \ufeffin grado di discernere alcunch\u00e9 senza una fase di formazione \ufeffestensiva ma computazionalmente intensiva con grandi set di dati o regole e ricompense predefinite. In effetti, l\u2019intelligenza artificiale come la conosciamo dipende interamente da un insieme molto pi\u00f9 ampio di strutture politiche e sociali\u00bb<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. La Crawford focalizza la sua analisi sugli interessi che muovono i sistemi dell\u2019IA, per i quali questi non sono affatto neutri, ma frutto di un progetto al servizio del potere: \u00abPer capire come l\u2019IA sia fondamentalmente politica, dobbiamo andare oltre le reti neurali e il riconoscimento di modelli (<em>pattern recognition<\/em>) per chiederci invece <em>che cosa<\/em> viene ottimizzato, <em>per chi<\/em> e <em>chi<\/em> \u00e8 che decide\u00bb<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. La critica di Crawford non demonizza l\u2019IA, ma stigmatizza il modello attuale, basato sul profitto e sul controllo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorgono cos\u00ec delle questioni essenziali sull\u2019etica dell\u2019IA. Innanzitutto occorre maggiore trasparenza nei processi decisionali degli algoritmi e nell\u2019addestramento di essi. Grande interesse suscita la questione della responsabilit\u00e0 di eventuali danni causati dai sistemi di IA: se sbaglia un professionista \u00e8 giuridicamente perseguibile, ma se a sbagliare \u00e8 una macchina, chi paga? L\u2019emergenza di normative pi\u00f9 stringenti per le aziende tecnologiche si fa sempre pi\u00f9 impellente. L\u2019utilizzo responsabile dell\u2019IA \u00e8 un problema morale inderogabile agli algoritmi, per il quale si esige una coscienza critica dei suoi limiti e dei potenziali rischi. Detto altrimenti, si palesa l\u2019urgenza della promozione di queste tecnologie per il bene comune, orientando la ricerca verso la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>I problemi e le sfide sono enormi e gravide di implicazioni, ma \u00e8 quanto mai necessario non perdere di vista il fine, in funzione del quale muovere ogni sforzo: lo sviluppo dell\u2019umano nell\u2019uomo. Romano Guardini negli anni \u201960 scriveva che \u00abil senso della cultura avvenire consiste nella vincolazione della potenza per opera dell\u2019uomo, il quale vuole esistere nella dignit\u00e0 e nella libert\u00e0, in una vivente spontaneit\u00e0 e nella gioia della vita\u00bb<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. E in tal senso Guardini denuncia la mancanza di \u00abuna educazione all\u2019uso della potenza\u00bb, capace di rivelare all\u2019uomo i suoi limiti e di orientare responsabilmente le sue energie<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Lo sviluppo nella scienza e della tecnica non ha assicurato all\u2019uomo quella pienezza di civilt\u00e0, tanto esaltata dall\u2019et\u00e0 moderna. Tale sviluppo \u00e8 infatti estremamente ambiguo, se si pensa che nel secolo scorso i genocidi perpetrati dai regimi totalitari e la bomba atomica sono stati possibili <em>solo<\/em> grazie all\u2019avanzamento tecnico.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il progresso tecnico-scientifico non procede insieme al progresso morale, la societ\u00e0 soffre di una discrasia che, se non adeguatamente trattata, pu\u00f2 avere conseguenze funeste. Edgar Morin ha illustrato cos\u00ec il malessere della societ\u00e0 attuale: \u00abIl sottosviluppo degli sviluppati \u00e8 un sottosviluppo morale, psichico e intellettuale. Esiste senza dubbio una penuria affettiva e psichica pi\u00f9 o meno grande in tutte le civilt\u00e0, e ovunque ci sono gravi sottosviluppi dello spirito umano. Ma bisogna vedere la miseria mentale delle societ\u00e0 ricche, la mancanza d\u2019amore delle societ\u00e0 ipernutrite, la meschinit\u00e0 e l\u2019aggressivit\u00e0 miserevoli degli intellettuali e degli universitari, la proliferazione di idee generali vuote e di concetti distorti, la perdita della globalit\u00e0, la perdita del fondamentale e della responsabilit\u00e0. \u00c8 una miseria che non si riduce con la diminuzione della miseria fisiologica e materiale, ma che s\u2019accresce al contrario nell\u2019abbondanza e nell\u2019ozio. Si tratta d\u2019uno sviluppo nel sottosviluppo sotto la presa della razionalizzazione, della specializzazione, della quantificazione, dell\u2019astrazione, della irresponsabilit\u00e0. Tutto ci\u00f2 suscita lo sviluppo del sottosviluppo etico\u00bb<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Tale fenomeno rischia di acuirsi nella misura in cui la persona non \u00e8 cosciente di <em>chi sia veramente<\/em> e <em>di quale sia il suo ruolo nel mondo<\/em>, demandando <em>in toto<\/em> alla macchina decisioni che solo all\u2019uomo spetta prendere. La scienza tace sui fini e suoi valori per il semplice fatto che non \u00e8 il suo ambito di competenza.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione fondamentale resta quella di non confondere i mezzi coi fini. Riconoscere che l\u2019IA \u00e8 uno strumento potente, dal quale l\u2019uomo pu\u00f2 trarre grande giovamento, significa affermare al tempo stesso ci\u00f2 che essa non \u00e8, ovvero non si tratta di un fine per il quale occorre sacrificare l\u2019umano. Il 14 giugno scorso al G7 papa Francesco ha ricordato che \u00absolo se sar\u00e0 garantita la loro vocazione al servizio dell\u2019umano, gli strumenti tecnologici riveleranno non solo la grandezza e la dignit\u00e0 unica dell\u2019essere umano, ma anche il mandato che quest\u2019ultimo ha ricevuto di \u201ccoltivare e custodire\u201d (cfr <em>Gen<\/em> 2,15) il pianeta e tutti i suoi abitanti. Parlare di tecnologia \u00e8 parlare di cosa significhi essere umani e quindi di quella nostra unica condizione tra libert\u00e0 e responsabilit\u00e0, cio\u00e8 vuol dire parlare di etica\u00bb<a href=\"#_ftn10\" id=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u00absottosviluppo degli sviluppati\u00bb si pu\u00f2 cos\u00ec arginare grazie alla vigilanza critica sulle potenzialit\u00e0 e sui rischi delle nuove tecnologie. Internet e l\u2019IA sono degli strumenti che favoriscono la crescita di una civilt\u00e0, nella misura in cui una regolamentazione giuridica stabilisce delle norme di tutela per chi se ne serve, sanzionando tutti quegli abusi che sostituiscono i mezzi coi fini. Le nuove tecnologie finiscono per dominare chi le ha progettate, laddove siano concepite come entit\u00e0 autonome e come fini per cui sacrificare ogni risorsa. Lo sviluppo tecnologico, se non accompagnato da una profonda riflessione sulla sua dimensione etica e sociale, disumanizza il protagonista, l\u2019uomo, per il quale ogni sviluppo possibile deve essere pensato e realizzato.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-default\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)\" \/>\n\n\n\n<p class=\"is-style-info\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);line-height:1.4\">Di <strong>Luigi Castangia<\/strong><br><em>Docente incaricato di Sacra Scrittura presso la Pontificia Facolt\u00e0 Teologica della Sardegna; dottore di ricerca in Filosofia, collabora con l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari, dove \u00e8 Cultore della Materia in \u00abFilosofia dell\u2019Educazione\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-default\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:0\" \/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> E. Morozov, <em>Internet non salver\u00e0 il mondo. Perch\u00e9 non dobbiamo credere a chi pensa che la Rete possa risolvere ogni problema<\/em>, Mondadori, Milano 2014.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cf. L. Giussani, <em>Il senso religioso. Volume primo del PerCorso<\/em>, Rizzoli, Milano 2010, 106-107.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> \u00abIn his Introductory address, Dr. Burchard, the Dean of Humanities, spoke with awe of&nbsp; \u201can approaching scientific ability to control men\u2019s thoughts with precision.\u201d I shall be very content if my task in this world is done before that happens\u00bb, W. Churchill, <em>March 31, 1949. Massachusetts Institute of Technology (MIT), Boston, Massachusetts<\/em>, <a href=\"https:\/\/winstonchurchill.org\/resources\/speeches\/1946-1963-elder-statesman\/mit-mid-century-convocation\">https:\/\/winstonchurchill.org\/resources\/speeches\/1946-1963-elder-statesman\/mit-mid-century-convocation<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> K. Crawford, <em>N\u00e9 intelligente n\u00e9 artificiale. Il lato oscuro dell\u2019IA<\/em>, Il Mulino, Bologna 2021.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> <em>Ibi<\/em>, 16.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> <em>Ibi<\/em>, 17. Corsivo nel testo.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> R. Guardini, <em>Ansia per l\u2019uomo<\/em>, Morcelliana, Brescia 2024, 320-321.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> \u00abNoi abbiamo bisogno di un\u2019educazione all\u2019uso della potenza. \u00c8 una inquietante realt\u00e0 di fatto che tale educazione viene praticata sempre meno dal tempo in cui la potenza dell\u2019uomo ha cominciato a crescere cos\u00ec paurosamente. Oppure esiste una pedagogia che reca alla coscienza dell\u2019uomo quanto egli pu\u00f2 e suscita in lui la responsabilit\u00e0 per questo? Che gli insegna i superamenti e le rinunce necessarie per essere libero nell\u2019uso della potenza? [\u2026] Tale pedagogia non esiste. Deve essere creata\u00bb, <em>ibi<\/em>, 321.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> E.-R. Morin \u2013 E. Ciurana \u2013 R. D. Motta, <em>Educare per l\u2019era planetaria. Il pensiero complesso come metodo di apprendimento<\/em>, Armando, Roma 2004, 118.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> Papa Francesco, <em>Uno strumento affascinante e tremendo<\/em>, Discorso del 14 giugno 2024 alla sessione comune del vertice del G7, Borgo Egnazia (BR), in <a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2024-06\/papa-discorso-integrale-g7-puglia-intelligenza-artificiale.html\">https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2024-06\/papa-discorso-integrale-g7-puglia-intelligenza-artificiale.html<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stiamo assistendo a una delle rivoluzioni pi\u00f9 grandi della storia dell\u2019umanit\u00e0: tale assunto sembra accomunare la coscienza di studiosi e di gente comune. 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