{"id":60,"date":"2014-10-06T10:08:42","date_gmt":"2014-10-06T08:08:42","guid":{"rendered":"http:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/?page_id=60"},"modified":"2015-01-20T14:13:25","modified_gmt":"2015-01-20T13:13:25","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1632\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2014\/10\/sfondoStoria2.jpg\" alt=\"sfondoStoria\" width=\"1127\" height=\"113\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2014\/10\/sfondoStoria2.jpg 1127w, https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2014\/10\/sfondoStoria2-300x30.jpg 300w, https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2014\/10\/sfondoStoria2-1024x102.jpg 1024w, https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2014\/10\/sfondoStoria2-250x25.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 1127px) 100vw, 1127px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1618\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2015\/01\/2colonne_Pittau_3-218x300.png\" alt=\"2colonne_Pittau_3\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2015\/01\/2colonne_Pittau_3-218x300.png 218w, https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2015\/01\/2colonne_Pittau_3-744x1024.png 744w, https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2015\/01\/2colonne_Pittau_3-250x343.png 250w, https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2015\/01\/2colonne_Pittau_3.png 1700w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Il \u201cMuseo di Mineralogia Leonardo De Pruner\u201d ed il \u201cMuseo Sardo di Geologia e Paleontologia \u2018Domenico Lovisato&#8217;\u201d, del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari, nascono un\u2019originaria collezione appartenuta al Vicer\u00e9 di Sardegna Carlo Felice di Savoia (1765-1831), da lui collocata nel Palazzo Regio e messo a disposizione degli studiosi: all\u2019epoca, la Direzione dell\u2019esposizione era affidata al maggiore Leonardo De Pruner di Ausburg, ufficiale tedesco al servizio dello Stato sardo, appassionato cultore di entomologia e mineralogia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Nel 1806 il materiale venne trasferito nel \u201cPalazzo Belgrano\u201d, in via Universit\u00e0 (attuale sede del Rettorato dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari) e sistemato in diverse sale: diventa cos\u00ec una prima \u201cvera esposizione museale\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">In questo periodo la Collezione originaria si arricch\u00ec di numerosi campioni, primi fra tutti, quelli della \u201cCollezione La Marmora\u201d: una raccolta di campioni geologici provenienti da tutta la Sardegna che l\u2019illustre studioso Alberto Ferrero Conte De La Marmora aveva raccolto dal 1824 al 1853 e suddiviso in tre identiche collezioni. Le tre Collezioni furono, da lui, destinate al Museo di Torino, al Jardin des Plantes (Galleria di Mineralogia e Geologia) di Parigi e al Museo di Cagliari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Il maggior ampliamento si ebbe nel 1858, anno in cui sotto la direzione del Professore Patrizio Gennari (1820-1897), Professore di Botanica, fondatore dell\u2019Orto Botanico dell\u2019Universit\u00e0, che oper\u00f2 la prima suddivisione delle collezioni: in primo luogo, separ\u00f2 il \u201cGabinetto Anatomico\u201d (le \u201cCere Anatomiche di Clemente Susini\u201d, attualmente esposte nella Cittadella dei Musei di Cagliari), la cui direzione fu affidata al Professore di Anatomia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1617\" src=\"http:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2015\/01\/2colonne_Pittau_2-218x300.png\" alt=\"2colonne_Pittau_2\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2015\/01\/2colonne_Pittau_2-218x300.png 218w, https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2015\/01\/2colonne_Pittau_2-744x1024.png 744w, https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2015\/01\/2colonne_Pittau_2-250x343.png 250w, https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/files\/2015\/01\/2colonne_Pittau_2.png 1700w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif\">I<span style=\"font-family: verdana,geneva\">n seguito, nel 1859, il Museo di Storia Naturale fu separato da quello di Antichit\u00e0: il Regio Decreto del 20 novembre 1859 indica, infatti, nell\u2019organico dell\u2019Universit\u00e0 un Direttore per il Museo di Storia Naturale ed un Direttore per il Museo di Antichit\u00e0, anche se la direzione dei due musei fu affidata ad un solo Direttore, il Professor Patrizio Gennari, che resse l\u2019incarico fino al 1862.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Con Regio Decreto del 28 agosto 1864 il Museo di Storia Naturale viene suddiviso in \u201cRegio Museo Zoologico\u201d e \u201cRegio Museo di Mineralogia e Geologia\u201d il Decreto indica nell\u2019organico dell\u2019Universit\u00e0 un Direttore per il Regio Museo Zoologico, Professor Meloni Ba\u00eflle ed un Direttore per il Regio Museo di Mineralogia e Geologia, Professor Gennari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Ulteriore impulso si ebbe a partire dal 1884, anno in cui lo scienziato Domenico Lovisato vinse la Cattedra di Mineralogia dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari, facendo confluire al Museo i numerosi reperti sardi da lui raccolti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Nel 1896, il Museo viene menzionato sul Bollettino della Societ\u00e0 Geologica Italiana, a conferma della notoriet\u00e0 e rilevanza scientifica assunta dal Museo a livello nazionale: in quel periodo, il Museo si trovava ancora all\u2019interno di Palazzo Belgrano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Nel 1899 il Museo si arricchisce di reperti di eccezionale valore scientifico: due giganteschi tronchi d\u2019albero fossilizzati e silicizzati, provenienti da Zuri, che facevano parte della foresta miocenica della vallata del Tirso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">La crescita scientifica del Museo continu\u00f2 fino al 1916, anno in cui scompare il Lovisato, con il conseguente declino della struttura museale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">La divisione dei Musei in \u201cMuseo di Mineralogia\u201d e \u201cMuseo Sardo di Geologia e Paleontologia\u201d avvenne nel 1922, contemporaneamente alla separazione della struttura preesi\u00adstente in due Istituti (Istituto di Mineralogia ed Istituto di Geologia), sotto la direzione del prof. Michele Gortani, che contribu\u00ec significativamente al miglioramento delle collezioni sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo: ben conosciuti sono i suoi studi sulle faune paleozoiche sarde ed in particolare sui Graptoliti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, le collezioni furono soggette ad una grave decimazione. Parte dei reperti andarono distrutti: si salv\u00f2 solo ci\u00f2 che i professori Carlo Lauro e Vasco Rossetti riuscirono a trasportare nel 1943 a Ghilarza, dove provvisoriamente fu anche sistemato l\u2019intero Istituto di Mineralogia e ci\u00f2 che ancora era conservato nei sotterranei del Palazzo Belgrano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Negli anni 1956-1957, i due Istituti furono trasferiti a Cagliari, dapprima in via dei Genovesi e successivamente nell\u2019attuale sede di via Trentino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Le collezioni vennero riordinate, in prima istanza, dai Professori Rossetti e Comaschi Caria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana,geneva\">Attualmente i due Musei sono ubicati al piano terra del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari, in via Trentino 51. Essi occupano una superficie di circa 200 mq; numerosi ed interessanti reperti sono presenti nei corridoi del Dipartimento, ben esposti e ben visibili in pregevoli bacheche, mentre numerosi altri, sempre di grande pregio, sono custoditi in cassettiere, in attesa di poter essere collecati in idonee esposizioni.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201cMuseo di Mineralogia Leonardo De Pruner\u201d ed il \u201cMuseo Sardo di Geologia e Paleontologia \u2018Domenico Lovisato&#8217;\u201d, del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari, nascono un\u2019originaria collezione appartenuta al Vicer\u00e9 di Sardegna Carlo Felice di Savoia (1765-1831), da lui collocata nel Palazzo Regio e messo a disposizione degli studiosi: all\u2019epoca, la Direzione <a href='https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/storia\/' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":664,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-60","page","type-page","status-publish","hentry","post-seq-1","post-parity-odd","meta-position-corners","fix"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/wp-json\/wp\/v2\/users\/664"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60"}],"version-history":[{"count":42,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1855,"href":"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60\/revisions\/1855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.unica.it\/geomusei\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}