{"id":90,"date":"2012-04-12T11:12:47","date_gmt":"2012-04-12T11:12:47","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unica.it\/basecds\/?page_id=90"},"modified":"2016-10-12T09:02:08","modified_gmt":"2016-10-12T09:02:08","slug":"ilprogetto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.unica.it\/fitogen\/ilprogetto\/","title":{"rendered":"Abstract"},"content":{"rendered":"<p>ABSTRACT<\/p>\n<p>La gestione sostenibile delle foreste e l\u2019uso di fitomasse per la produzione di energia rappresentano, probabilmente, il pi\u00f9 rilevante contributo degli ecosistemi forestali alla riduzione della concentrazione atmosferica di gas serra, come richiesto dal Protocollo di Kyoto (Schlamadinger &amp; Marland, 1996)[1].<br \/>\nSi stima che le biomasse possano coprire una frazione non indifferente del fabbisogno mondiale di energia (Parikka, 2004)[2], contribuendo a ridurre l\u2019utilizzo di combustibili fossili, i principali responsabili dell\u2019aumento della concentrazione atmosferica di CO2 (Magnani et al.,<br \/>\n2005)[3].<br \/>\nL\u2019UE, attraverso la Strategia Europea 20\/20\/20, ha fissato tre obiettivi strategici: ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990; raggiungere la quota energetica da fonti rinnovabili del 20% rispetto al consumo finale lordo; migliorare del 20% l\u2019efficienza degli<br \/>\nusi energetici finali.<br \/>\nL\u2019Italia ha un duplice obiettivo per il 2020: la riduzione dei gas serra del 14% rispetto al 2005 e il raggiungimento di una quota di energia da fonti rinnovabili del 17% rispetto al consumo finale lordo.<br \/>\nLa Regione Sardegna, con la sottoscrizione del Patto delle Isole dell\u2019Europa, ha assunto l\u2019impegno di elaborare, adottare e presentare alla Commissione Europea un Piano d\u2019Azione per l\u2019Energia Sostenibile Insulare, al fine di superare gli obiettivi europei attraverso l\u2019incoraggiamento all\u2019impiego delle energie rinnovabili e il risparmio energetico nell\u2019isola.<br \/>\nLa cogenerazione diffusa contribuirebbe a integrare i tradizionali metodi di approvvigionamento e a contrastare la dipendenza energetica dall\u2019esterno, dovuta principalmente all\u2019assenza di diversificazione delle fonti di energia primaria che determina una forte dipendenza dai combustibili fossili, aggravata dall\u2019assenza di collegamento alla rete nazionale di trasporto del gas metano, permettendo nel contempo un risparmio di immissioni di gas serra.<br \/>\nIl progetto di ricerca proposto si inserisce in questo quadro strategico internazionale, nazionale e regionale, prefiggendosi lo scopo di individuare le migliori soluzioni tecnologiche, economiche e ambientali e l\u2019ubicazione di impianti cogenerativi di piccola taglia alimentati a fitomasse nel territorio sardo; con esso si produrranno importanti risultati relativi alla produzione\/ gestione dell\u2019energia ed all&#8217;attivazione di filiere economiche rurali sostenibili, in linea col Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), che sostiene la piccola cogenerazione alimentata da fitomasse.<br \/>\nLa fase iniziale del progetto, supportata dalla Nuoro Forestry School (in seguito NFS-Agraria), consister\u00e0 nella ricerca di condizioni territoriali e gestionali atte a fornire fitomasse da destinare ad uso energetico in quantit\u00e0 sufficienti alla giustificazione economica<br \/>\ndell&#8217;investimento che la realizzazione dell&#8217;impianto comporta, in un quadro di gestione forestale sostenibile.<br \/>\nLe caratteristiche chimiche e fisiche delle diverse fitomasse influenzano notevolmente il processo di produzione energetica, pertanto verranno prelevati campioni per la caratterizzazione delle stesse. I test di laboratorio verranno condotti in parte presso i laboratori del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali (in seguito DIMCM), ed in parte presso il Laboratorio Biomasse del Cluster Energie Rinnovabili di Sardegna Ricerche mediante affidamento di una consulenza esterna.<br \/>\nVerr\u00e0 effettuato uno studio delle tecnologie ottimali per la realizzazione di impianti di cogenerazione nel territorio sardo, integrando gli aspetti impiantistici con quelli ambientali ed economici ed applicando analisi multiattributo\/multiobiettivo. Grazie all\u2019applicazione di metodi<br \/>\nspaziali di supporto alle decisioni sui dati ottenuti dagli studi summenzionati, si individueranno i siti potenzialmente idonei all\u2019installazione di impianti di piccola taglia.<br \/>\nIn conclusione, le ricerche proposte presentano particolare rilievo in forza della struttura interdisciplinare a cui fanno riferimento, ancor pi\u00f9 se si considera che lo stato dell&#8217;arte, pur rimarcando il riferimento alla gestione sostenibile, in realt\u00e0 presenta importanti lacune sia sul<br \/>\nproblema del dimensionamento degli impianti rispetto all\u2019estensione delle superfici a bosco, che occorre gestire in maniera sostenibile affinch\u00e9 l\u2019impianto sia autosufficiente, sia rispetto alla necessit\u00e0 di condizionare (assoggettare) il prelievo in bosco e il dimensionamento<br \/>\ndell&#8217;impianto alla effettiva promozione del sistema ecologico e socio-culturale.<\/p>\n<p>[1] Schlamadinger B, Marland G (1996). The role of forest and bioenergy strategies in the global carbon cycle. Biomass and Bioenergy 10: 275-300. [doi: 10.1016\/0961-9534(95)00113-1]<br \/>\n[2] Parikka M (2004). Global biomass fuel resources. Biomass and Bioenergy 27: 613-620. [doi: 10.1016\/j.biombioe.2003.07.005]<br \/>\n[3] Magnani F. Cantoni L. (2005) Biomasse forestali e produzione di energia: un caso di studio in Emilia Romagna Forest@ 2 (1): 7-11, 2005<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ABSTRACT La gestione sostenibile delle foreste e l\u2019uso di fitomasse per la produzione di energia rappresentano, probabilmente, il pi\u00f9 rilevante contributo degli ecosistemi forestali alla riduzione della concentrazione atmosferica di gas serra, come richiesto dal Protocollo di Kyoto (Schlamadinger &amp; Marland, 1996)[1]. Si stima che le biomasse possano coprire una frazione non indifferente del fabbisogno mondiale di energia (Parikka, 2004)[2], contribuendo a ridurre l\u2019utilizzo di combustibili fossili, i principali responsabili dell\u2019aumento della concentrazione atmosferica di CO2 (Magnani et al., 2005)[3]. 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