{"id":2975,"date":"2020-12-28T10:22:39","date_gmt":"2020-12-28T10:22:39","guid":{"rendered":"http:\/\/sites.unica.it\/domomea-project\/?p=2975"},"modified":"2020-12-28T11:09:52","modified_gmt":"2020-12-28T11:09:52","slug":"soluzione-telemedicina-riorganizzare-il-sistema-sanitario-ricorrendo-alla-digitalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.unica.it\/domomea-project\/2020\/12\/28\/soluzione-telemedicina-riorganizzare-il-sistema-sanitario-ricorrendo-alla-digitalizzazione\/","title":{"rendered":"Soluzione telemedicina: riorganizzare il sistema sanitario ricorrendo alla digitalizzazione"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400\">Arrivati alla fine di questo critico 2020 e giunti quasi al termine del progetto DoMoMEA, appare utile, per non dire doveroso, riflettere su due questioni: quanto la pandemia da Covid-19 ha in maniera lucida evidenziato le criticit\u00e0 legate ad un sistema sanitario ancora troppo de-strutturato e analogico? <\/span><span style=\"font-weight: 400\">E quanto, allo stesso tempo, \u00e8 divenuto indispensabile garantire la continuit\u00e0 assistenziale ricorrendo a soluzioni digitali?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019<strong>Italia<\/strong>, in questo ultimo periodo, si \u00e8 trovata in difficolt\u00e0 per via dei mancati investimenti nella <strong>telemedicina<\/strong>, nelle infrastrutture tecnologiche del sistema ospedaliero e nella digitalizzazione dei processi assistenziali, in grado di garantire un\u2019integrazione e condivisione dei dati veloce e poco costosa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Tuttavia, sebbene l\u2019emergenza sanitaria abbia fatto risaltare le lacune e i ritardi nella digitalizzazione di questo settore, ha allo stesso tempo accelerato la trasformazione digitale e organizzativa nei confronti di un modello<\/span><b> \u201cConnected Care\u201d<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, sottolineando l\u2019urgenza di un sistema connesso, capace di porre al centro del sistema il cittadino-paziente e orientato al territorio oltre che alla continuit\u00e0 nell\u2019intero percorso di cura.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Gi\u00e0 nel 2019 i dati della <\/span><span style=\"color: #000080\"><a style=\"color: #000080\" href=\"https:\/\/www.osservatori.net\/it\/ricerche\/osservatori-attivi\/innovazione-digitale-in-sanita\"><i><span style=\"font-weight: 400\">Ricerca 2019<\/span><\/i><\/a><\/span><span style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #000080\"><a style=\"color: #000080\" href=\"https:\/\/www.osservatori.net\/it\/ricerche\/osservatori-attivi\/innovazione-digitale-in-sanita\"> dell\u2019Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0<\/a><\/span> della School of Management del Politecnico di Milano avevano mostrano infatti un crescente interesse verso le nuove tecnologie da parte dei cittadini e ottenuto riconoscimenti di numerosi operatori sanitari. Ma mentre fino all\u2019anno scorso i servizi di telemedicina erano limitati alle sperimentazioni, quest\u2019anno l\u2019urgenza di garantire la continuit\u00e0 assistenziale sul territorio variegato italiano ha forzato il ricorso a soluzioni digitali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dati alla mano, sempre secondo l\u2019Osservatorio Innovazione Digitale del Politecnico di Milano, <\/span><b>durante la pandemia<\/b> <b>pi\u00f9 del 50% dei medici di Medicina Generale ha deciso di svolgere la propria attivit\u00e0 da remoto<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> riscontrando, complessivamente, una migliore performance nella pratica clinica, soprattutto in termini di tempestivit\u00e0 alle richieste dei pazienti e di una pi\u00f9 efficace condivisione delle informazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">In pochi mesi i risultati ottenuti con la pratica clinica virtuale, sia come strumento di valutazione e controllo del paziente, che come tool di collaborazione tra medici, sono stati cos\u00ec convincenti che, oggi, <span style=\"color: #000080\"><a style=\"color: #000080\" href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2020\/11\/25\/telemedicina-recovery-fund\/?refresh_ce=1\">ben il 50% dei medici ritiene che la digitalizzazione del processo assistenziale possa<\/a> <\/span>per giunta accrescere l\u2019<\/span><b>engagement<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> dei pazienti e la <\/span><b>personalizzazione <\/b><span style=\"font-weight: 400\">delle cure, obiettivi tanto spesso citati all\u2019interno del progetto DoMoMEA.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Perci\u00f2 \u00e8 il momento di porre rimedio alle carenze infrastrutturali IT, di garantire una connettivit\u00e0 veloce e non troppo costosa, andando a colmare del tutto i gap sui quali, durante la fase di emergenza sanitaria, si \u00e8 in parte rapidamente ragionato. Molte barriere devono essere ancora superate, dato che dal punto di vista tecnologico le soluzioni sono ormai mature per supportare modelli che privilegino, ad esempio, le cure domiciliari. In tal senso, specialmente nel momento in cui si sposta l\u2019attenzione dal centro di cura al domicilio del paziente, \u00e8 fondamentale curare il problema del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">digital divide<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, proponendo soluzioni tecnologicamente avanzate ma accessibili nei costi e nei contenuti anche ad un\u2019utenza con limitata dimestichezza nell\u2019uso degli strumenti informatici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il <\/span><b>Recovery Fund<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> potrebbe in questo senso rappresentare un\u2019occasione per l\u2019Italia, forse irripetibile, per effettuare investimenti in infrastrutture, soluzioni software dedicate, sistemi di monitoraggio e, pi\u00f9 in generale, soluzioni e-health che nella loro semplicit\u00e0, hanno il potenziale di dialogare ed integrarsi con l\u2019assistenza sanitaria, consentendo una pi\u00f9 efficace gestione delle patologie croniche e una dimissione pi\u00f9 rapida.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Pi\u00f9 nello specifico, in un\u2019isola come la <\/span><b>Sardegna<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, l\u2019approccio di telemedicina a banda stretta proposto dal progetto DoMoMEA ben si conf\u00e0 alla realt\u00e0 geografica del territorio, caratterizzato da bassa densit\u00e0 abitativa su area vasta. I vantaggi della telemedicina in questo caso non sono solo importanti per garantire un equo accesso ai servizi del SSN, a prescindere dalla zona di residenza, ma anche per il bassissimo impatto ambientale, legato alla possibilit\u00e0 di muovere dati anzich\u00e9 persone. DoMoMEA \u00e8 nato con l\u2019idea di proporre una tecnologia complessa fruibile attraverso un\u2019interfaccia semplicissima: la<strong> TV<\/strong> <strong>di casa<\/strong>. In questo modo, grazie ad una predisposizione della seduta riabilitativa completamente guidata (anche vocalmente) dal sistema, il paziente viene immerso in un\u2019esperienza riabilitativa semplice e coinvolgente. La semplicit\u00e0 dell\u2019approccio \u00e8 stata gi\u00e0 verificata mediante valutazioni con soggetti sani anziani. Una riabilitazione semplice e comoda, per soggetti con una residua funzionalit\u00e0 motoria sufficiente, che pu\u00f2 permettere di evitare gli spostamenti, migliorare l\u2019autonomia e garantire una maggiore protezione per il paziente fragile.<\/span><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arrivati alla fine di questo critico 2020 e giunti quasi al termine del progetto DoMoMEA, appare utile, per non dire doveroso, riflettere su due questioni: quanto la pandemia da Covid-19 ha in maniera lucida evidenziato le criticit\u00e0 legate ad un sistema sanitario ancora troppo de-strutturato e analogico? 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