{"id":12,"date":"2016-01-27T17:56:28","date_gmt":"2016-01-27T16:56:28","guid":{"rendered":"http:\/\/sites.unica.it\/coformit\/?page_id=12"},"modified":"2016-01-29T08:49:37","modified_gmt":"2016-01-29T07:49:37","slug":"presentazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.unica.it\/coformit\/presentazione\/","title":{"rendered":"Presentazione"},"content":{"rendered":"<p>Corso di alta formazione per insegnanti di italiano lingua seconda\/lingua straniera<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La lingua in movimento. L&#8217;italiano dei media<\/strong><\/p>\n<p>(Cagliari, 14-16 settembre 2016)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quale futuro si prospetta per l&#8217;italiano, e per altre lingue di cultura? La prepotente accensione visiva prodotta dall&#8217;avvento di Internet e delle nuove tecnologie potrebbe finire per indebolire le qualit\u00e0 necessarie per affrontare la lettura e l&#8217;interpretazione di un testo \u201ctradizionale\u201d, di qualunque natura esso sia, anche in un contesto di apprendimento. E forse fra qualche decennio <em>formule<\/em>, <em>tracce<\/em>, <em>orientamenti<\/em> di lingua e di scrittura prenderanno definitivamente il posto delle vecchie, obsolete <em>regole<\/em>: dalla stabilit\u00e0 delle norme impartite da dizionari e grammatiche delle diverse lingue nazionali, ed espresse in una ventina o poco pi\u00f9 di simboli grafici, potremmo essere traghettati verso l\u2019instabilit\u00e0 e la disposizione al cambiamento permanente degli innumerevoli usi linguistici \u2013 e dei relativi segni grafici e iconici \u2013 in dotazione alle \u201ctrib\u00f9\u201d dei nuovi scriventi (anche per effetto delle conseguenze linguistiche, di interferenza o contaminazione fra codici, prodotte da ondate migratorie senza precedenti). La civilt\u00e0 occidentale si \u00e8 retta per secoli su una conoscenza <em>alfabetica<\/em>. Con l\u2019invenzione della stampa e il definitivo abbandono della <em>scriptio continua<\/em>, necessitante della lettura ad alta voce se si voleva rendere intelligibile il testo cos\u00ec trascritto, quella conoscenza si \u00e8 progressivamente affinata: la presenza di spazi bianchi separatori tra i singoli caratteri tipografici ha favorito la loro percezione come elementi distinti gli uni dagli altri e in successione, come oggetti fisici inseriti in una precisa sequenza e occupanti ognuno un proprio, delimitato spazio. Ora, se i saperi alfabetici sono oggi in crisi, \u00e8 anche per gli effetti scaturiti da una sempre pi\u00f9 pervasiva comunicazione in rete che ha reso problematici il valore di quegli spazi bianchi e l\u2019esistenza di un altro netto elemento separatore: il diaframma fra scritto e parlato.<\/p>\n<p>L&#8217;italiano \u201cin movimento\u201d, parte del titolo del ciclo di lezioni che si svolgeranno a Cagliari fra il 14 e il 16 settembre 2016, \u00e8 tutto questo ma promette anche molto altro. Il corso che proponiamo, soprattutto, non poteva mancare di investire direttamente proprio i nuovi media. Per una percezione <em>reale<\/em> e <em>dinamica<\/em> della nostra lingua allo stato attuale, e per un insegnamento pi\u00f9 vigile e avvertito dei grandi cambiamenti in atto nella formazione linguistica rivolta ad apprendenti italiani e, a maggior ragione, stranieri: in nome di quella \u201ccompetenza funzionale\u201d (o \u201ccomunicativa\u201d) che, seppur continuamente richiamata, \u00e8 ancora poco frequentata e applicata.<\/p>\n<p>C\u2019era una volta il giornalismo<em> mediato<\/em>: dai giornali, dai notiziari radiofonici, dai telegiornali. Oggi i contenuti di quel giornalismo, con le sue stesse modalit\u00e0 espressive, appaiono sempre meno soggetti ai filtri, ai controlli, all\u2019intermediazione del reale (linguistico, sociale, culturale, ecc.) e sempre pi\u00f9 aperti alla disintermediazione prodotta dall\u2019apporto personale di blogger, commentatori, utenti comuni. Le modalit\u00e0 di trasmissione delle notizie, invece, sono cambiate meno: i mezzi di un tempo \u2013 carta stampata, radio e tv \u2013 sopravvivono ancora; la Rete non li ha (ancora) <em>sostituiti<\/em>, si \u00e8 solo <em>aggiunta<\/em> a loro. La grande piazza elettronica attraversata in lungo e in largo dalle \u201cautostrade\u201d e \u201csuperstrade\u201d telematiche, in direzione di un \u201ccasello\u201d (<em>gateway<\/em>), ripete con altra metafora il viaggio di un <em>cibernauta<\/em>. Gli orizzonti stradali o marini sono tuttavia insufficienti a dar conto delle ultime trasformazioni di quel luogo tecnologico dalle straordinarie possibilit\u00e0 di reperimento di dati e informazioni che \u00e8 stato detto <em>cyberspazio<\/em>,\u00a0 <em>cybersfera<\/em>, <em>tecnosfera<\/em>, <em>blogosfera<\/em>.<\/p>\n<p>Come i predecessori, alla luce dei pi\u00f9 recenti sviluppi delle tecnologie di rete, anche <em>blogosfera<\/em> ha fatto il suo tempo. Sembra essersi trasformata, come qualcuno ha detto, in una <em>quisfera<\/em>. Fa della rete un mezzo per incontrarsi, manifestare, protestare, ribellarsi: il web, intrecciandosi con le nostre vite ogni giorno di pi\u00f9, sta diventando <em>inseparabile<\/em> dai noi e da quello che ogni giorno (anche in quanto parlanti e scriventi), facciamo.\u00a0 Ma con i mezzi di comunicazione, e gli oggetti e tipi d\u2019approccio annessi, \u00e8 cambiato il ruolo impersonato dal lettore. L\u2019utente che elabora e diffonde suoi testi in rete non si vede solo riconosciute inedite e inaudite mansioni di controllo e possibilit\u00e0 d\u2019intervento (di tradizionale pertinenza di editori e autori \u201claureati\u201d) sul lavoro fatto. I nuovi mezzi, consentendo l\u2019attivazione di contatti tra i diversi individui indipendentemente dai luoghi e dai tempi fisici dell\u2019interazione sociale, ne sconvolge il sistema dei riferimenti spazio-temporali.<\/p>\n<p>Le categorie dello spazio e del tempo come siamo abituati a considerarle finiscono cos\u00ec per apparire in forma di immagini di una modernit\u00e0 \u201cliquefatta\u201d, deterritorializzata e <em>acronica<\/em>. Questa modernit\u00e0 ultima esige approcci pi\u00f9 \u201cliquidi\u201d (o pi\u00f9 \u201caerei\u201d) in ogni circostanza, situazione o occasione. Non pu\u00f2 sottrarsi al quadro l&#8217;insegnamento (e il relativo apprendimento) di una lingua, sia essa materna o no.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Massimo Arcangeli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corso di alta formazione per insegnanti di italiano lingua seconda\/lingua straniera &nbsp; La lingua in movimento. 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