Feb 042016
 

Egemonia e coscienza geografica. Edward W. Said lettore di Antonio Gramsci

Giovedì 18 febbraio 2016, Aula Magna – viale S. Ignazio, 78 ore 11:00, Cagliari


Relatore: prof. Orazio Irrera, Université Paris 1 – Panthéon-Sorbonne


Il seminario del prof. Irrera intende illustrare il modo in cui gli scritti Antonio Gramsci sono stati interpretati ed utilizzati da Said per analizzare, all’interno di una prospettiva centrata sulla materialità della cultura, la formazione dei discorsi e delle pratiche egemoniche che gli imperi europei hanno esercitato a partire dalla fine del XVIII secolo sui relativi possedimenti coloniali. Nello specifico, ci si soffermerà su due momenti particolarmente importanti per comprendere l’uso che Said ha fatto del concetto gramsciano di egemonia.
Il primo, che risale alla composizione di ‘Orientalismo’, riguarda il tentativo di combinare un approccio gramsciano in termini di egemonia con l’analisi del discorso di Michel Foucault. Si tratta di uno dei punti di maggiore tensione teorica di Orientalismo, le cui poste in gioco metodologiche e politiche non sono state, a tutt’oggi, ancora completamente esplorate.
Il secondo momento si concentra principalmente sull’opera che da Said era considerata come il seguito di Orientalismo, ovvero ‘Cultura e imperialismo’ (1993), in cui, a differenza del passato, vengono prese in considerazione le forme culturali di resistenza incontrate dalla mission civilisatrice dell’imperialismo.
Si tratta di analizzare in che modo il concetto di egemonia di Gramsci sia stato ancora una volta una risorsa fondamentale sotto due aspetti: in primo luogo per pensare criticamente una storia contrappuntistica dell’imperialismo che tenga conto del costitutivo e reciproco intrecciarsi del punto di vista della colonizzazione e dei punti di vista indigeni che ad essa si opponevano. In secondo luogo, per comprendere il modo in cui l’egemonia culturale produce degli effetti materiali inscrivendosi geograficamente nello spazio conflittuale segnato dal colonialismo e generando allo stesso tempo delle forme di consenso che non sarebbero pensabili senza tenere in considerazione la nozione di egemonia territoriale o geografica che si ritrova tanto nei Quaderni quanto negli scritti precedenti (soprattutto in Alcuni temi della questione meridionale).

Seminario Irrera locandina

Orazio IRRERA insegna filosofia presso l’Université Paris 1 – Panthéon-Sorbonne e collabora con il Centre de philosophie contemporaine de la Sorbonne. È specialista dell’opera di Michel Foucault e co-direttore della rivista materiali foucaultiani. Ha partecipato all’edizione francese e alla traduzione italiana di Sull’origine dell’ermeneutica del sé, Cronopio, Napoli 2012 e co-diretto il volume Foucault e le genealogie del dir-vero, Cronopio, Napoli 2014. I suoi interessi di ricerca si rivolgono anche all’ambito degli studi postcoloniali e, in particolare, alla figura di Edward Said a cui ha dedicato diversi articoli. Dal 2012 anima presso il Collège international de philosophie il seminario Race et colonialisme. Sur les épistémologies politiques de la décolonisation. Il suo prossimo libro s’intitola Généalogies postcoloniales. L’insertion de l’éthique dans la politique chez Michel Foucault et Edward Said.

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