Manduchi Patrizia

Nata a Formia (LT), vive e lavora a Cagliari. Professore Associato dal giugno 2006 in LOR10 (Storia dei Paesi islamici). Attualmente tiene il corso di Mondo Arabo contemporaneo nel corso di Laurea di Relazioni Internazionali presso il DISSI e Lingua Araba I presso il corso di Laurea in Scienze Politiche. Fa parte del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Storia, Beni culturali e studi internazionali. E' responsabile scientifico dal 2014 del GramsciLab, Laboratorio di studi internazionali gramsciani.

Mar 162017
 

AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE – Selezione riservata a studenti dei corsi di Laurea di Relazioni Internazionali e di Governance e Sistema Globale dell’Ateneo di Cagliari nell’ambito del progetto “A lezione da Gramsci. Stato, partecipazione democratica e società civile nelle due sponde del Mediterraneo”, finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna L.R. 11 aprile 1996 n. 19.

Bando-di-selezione-studenti

Nov 112016
 

Il 1917: la guerra, la rivoluzione, l’Italia, il mondo

Conferenza del prof. Angelo d’Orsi, Università di Torino

in occasione dell’uscita del libro

1917. L’anno della rivoluzione, Laterza editore

1917

Mercoledì 23 novembre 2016, Aula Magna Palazzo Baffi – viale S. Ignazio, 74 – ore 16:30, Cagliari


Relatore: prof. Angelo d’Orsi, Università di Torino

Interverranno

Cecilia Novelli, DISSI, Mauro Pala, GramsciLab

Antonello Angioni, Ist. Gramsci della Sardegna

 

Angelo d’Orsi, è ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino.

Dirige la “Rivista di storia critica” Historia Magistra (edita da FrancoAngeli, Milano) e Gramsciana. “Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci.

Direttore di “FestivalStoria”, è membro delle Commissioni per l’Edizione Nazionale degli Scritti di A. Gramsci e di A. Labriola. Collabora a varie testate giornalistiche.

Tra i suoi titoli degli ultimi anni: La cultura a Torino tra le due guerre (Einaudi,  2000); Intellettuali nel Novecento italiano (ivi, 2001); I chierici alla guerra. La seduzione bellica sugli intellettuali da Adua a Baghdad (Bollati Boringhieri, 2005); Da Adua a Roma. La marcia del nazionalfascismo (1896-1922) (Aragno, 2007); Guernica, 1937. Le bombe, la barbarie, la menzogna (Donzelli 2007; ed. spagnola RBA, 2011); Il Futurismo tra cultura e politica. Reazione o rivoluzione? (Salerno Editrice, 2009); 1989. Del come la storia è cambiata, ma in peggio (Ponte alle Grazie, 2009); L’Italia delle idee. Il pensiero politico in un secolo e mezzo di storia (Bruno Mondadori, 2011); Alfabeto Brasileiro. 26 parole per riflettere sulla nostra e l’altrui civiltà (Ediesse, 2013); Inchiesta su Gramsci. Quaderni scomparsi, abiure, conversioni, tradimenti: leggende o verità? (Accademia University Press, 2014); Gramsciana. Saggi su Antonio Gramsci (Mucchi, 2014; ed. riv. e agg. 2015);

Ott 112016
 

Sguardi contemporanei sul taylor-fordismo: le riflessioni di A. Gramsci in Americanismo e Fordismo e il neoliberismo contemporaneo (Quaderno 22; 1934).

Martedì 25 ottobre 2016, Aula 11 – viale S. Ignazio, 72 – ore 10:00, Cagliari


Relatore: prof. Sabrina Perra, Università di Cagliari


Sin dal suo primo sviluppo, il taylor-fordismo ha mostrato la sua straordinaria portata innovatrice rispetto non solo ai modi di produzione, in particolare all’industrialismo, ma anche sui sistemi della relazioni sociali. Infatti, il fordismo costituisce un meccanismo di regolazione sociale che, a partire dall’organizzazione scientifica del lavoro rappresenterà una soluzione organizzativa all’interno della fabbrica, ma soprattutto produrrà una visione nuova delle società capitalistiche. Favorendo il passaggio dalla produzione di massa alla produzione per le masse, Ford propone una potente legittimazione del capitalismo basata principalmente sull’occultamento del conflitto di classe.

Tra i contemporanei le reazioni al fordismo sono differenti, sebbene tutti ne colgano, con animo diverso, gli effetti in termini di mutamento sociale: dai romanzi distopici al favore di un certo pensiero liberale, al dibattito interno sviluppatosi nel socialismo, emerge la consapevolezza della trasformazione iniziata con il fordismo. Se per una certa parte del capitalismo italiano, il fordismo potrà rappresentare anche una terza via al capitalismo americano e al socialismo, è soprattutto A. Gramsci a fornire la più originale interpretazione del taylor-fordismo. Ai suoi occhi, il fordismo interpreta l’ultima fase di un processo storico, che trova il suo apice nell’industrialismo, e si configura come una rivoluzione passiva.

L’obiettivo principale dell’incontro (che è parte del corso di Sociologia dell’organizzazione) è quello di approfondire questo tema individuandone gli elementi centrali dell’interpretazione gramsciana. Un’attenzione particolare sarà posta anche alle possibilità che queste categorie offrono alla comprensione del neoliberismo contemporaneo.

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Set 032016
 

The International School of Gramscian studies, the Ghilarza Summer School (GSS) 2016, will take place from September 5 until September 10, 2016 in Sardinia. This initiative is organised by the Casa Museo Antonio Gramsci of Ghilarza, in collaboration with the Fondazione Istituto Gramsci (Rome), the International Gramsci Society (IGS) and the Laboratorio di Studi internazionali gramsciani of the University of Cagliari, as well as with the financial support of the Fondazione di Sardegna.

The initiative forms a part of the calendar of events scheduled for the ‘Anno gramsciano’ instituted by the Region of Sardinia in order to celebrate the 80th Anniversary of the death of Antonio Gramsci and to give institutional recognition to our famous fellow citizen.

The GSS aims to be a place of encounter and collaboration among the most important Gramsci scholars in the world, but also a space in which the Italian historical-philological tradition can enter into a dialogue with the theoretical and analytic approaches that are dominant in the Anglophone world. The theme of this edition of the GSS is ‘The Extension of Ideology: Folklore, Religion, Common Sense, Good Sense, Philosophy’. The goal of the course will be the reconstruction of the original rethinking of the notion of ideology in Gramsci’s Prison Notebooks.

Going back to the origins of the concept in the seventeenth century, and at the same time intervening in the contemporary debate about the connection between ideology and knowledge, Gramsci, from within Marxism, expands the meaning of ideology, liberating it from any reductionist and merely critical-negative sense. In this way, Gramsci relates ideology to a series of other concepts – from folklore to religion, common sense and philosophy – which, in their articulation, explain the ‘cultural’ and note merely instrumental and administrative functioning of the ‘hegemonic apparatuses’. The different lectures of the GSS, in their structure and sequence, will focus upon the stages that led to this redefinition, simultaneously highlighting those aspects particularly relevant to the contemporary debate and to the critical analysis of culture and apparatuses of power, paying particular attention to the new notion of the ‘intellectual’ developed in the Prison Notebooks.

The GSS intends to be a laboratory that provides a home for the research of scholars of Gramsci’s thought, and of undergraduate, postgraduate and doctoral research students. It adopts an approach of an historical and interdisciplinary nature. The seminars will discuss the selected theme from a dual perspective, that is, both in terms of an immanent reconstruction of the delineation of the question according to the internal logic of Gramsci’s texts, and in terms of its projection and presence in the contemporary scholarly discussion and theoretical debates internationally.

The teachers of the GSS 2016 are: Joseph A. Buttigieg (University of Notre Dame, Indiana/USA), Giuseppe Cospito (Università di Pavia), Romain Descendre (ENS, Lyon), Gianni Francioni (Università di Pavia), Fabio Frosini (Università di Urbino), Francesca Izzo (Università di Napoli “L’Orientale”), Anne Showstack Sassoon (Birkbeck, University of London), André Tosel (Université de Nice Sophia Antipolis), Jean-Claude Zancarini (ENS, Lyon), Cosimo Zene (SOAS, University of London).

The scientific committee of the GSS also includes: Gianni Fresu (Universidade Federal de Uberlândia, Minas Gerais/Brasil, e Associazione “Casa Museo Antonio Gramsci”, Ghilarza), Dora Kanoussi (Benemérita Universidad Autónoma de Puebla, México), Fiamma Lussana (Università di Sassari), Mauro Pala (Università di Cagliari), Giancarlo Schirru (Università di Cassino), Peter D. Thomas (Brunel University, London), Giuseppe Vacca (Fondazione Istituto Gramsci, Roma).

15 scholarships have been assigned, as noted in the call for applications, on the basis of the presentation of projects and CVs. A large number of applications was received, from ten different countries and 3 different continents.

The GSS is committed to gender equality, and particularly encourages applications from female researchers. As a result, the majority of the scholarship holders this year are women (as was also the case at the 2014 GSS). The winners receive a scholarship consisting in the costs of accommodation, board and travel during the GSS in Ghilarza. The composition of the group of scholarship holders for the 2016 GSS is the following: 4 from Italy, 3 from Brazil, 2 from Argentina, 1 from Mexico, 2 from the USA, 2 from France and 1 from the UK. 3 of the scholarship holders this year were also successful applicants to the 2014 GSS. The complete list of the selected candidates, with further information on their projects and intellectual formation, can be consulted on the website of the Associazione Casa Museo A. Gramsci (www.casagramscighilarza.org) and of the Fondazione Istituto Gramsci di Roma (http://www.fondazionegramsci.org/).

The GSS also offers the opportunity for the wider public to participate in some of its activities, both in Ghilarza and in Cagliari, where the GSS will conclude on Saturday 10 September. There are three events open to the public. On Monday 5 September, Professor André Tosel will open the GSS with a lectio magistralis on ‘Democracy, Philosophy, Ideology and Society Today’ at the Aragonese Tower in Ghilarza. On Friday 9 September, Professor Gianni Francioni will deliver the final lecture of the GSS on ‘The Extension of Ideology in Gramsci and the Genesis of it Articulations’. In the morning of Saturday 10 September in the Rectorate of the University of Cagliari, the GSS and its sponsor the Laboratorio di Studi internazionali gramsciani of the University of Cagliari will host a roundtable entitled ‘Gramsci in the World Today’.

The lecture series will be video recorded by EjaTV, a media partner of GSS, which will provide daily updates on the webplatform: www.ejatv.com.

The GSS intends to begin a scholarly and politically and socially engaged project in a long-term perspective. The institutional support of the academic world and of cultural institutions more generally, both in Sardinia and internationally, testifies to the importance of such a project and its local and international relevance. Furthermore, the choice of Ghilarza as the host location of the event gives witness of an affective and cultural dimension linked to the region in which ‘Nino’ Gramsci grew up. Gramsci’s rootedness in the local environment, and the impact it had upon his maturity, offers a meaningful support for the renewal of the reading of Gramscian themes also in Sardinia.

For further information: ghilarzasummerschool@gmaif.

Set 032016
 

 

locandina gss 2016

Dal 5 al 10 settembre avrà luogo in Sardegna la Scuola internazionale di studi gramsciani Ghilarza Summer School (GSS) 2016. L’iniziativa è promossa e organizzata dall’Associazione Casa Museo Antonio Gramsci di Ghilarza, in collaborazione con la Fondazione Istituto Gramsci (Roma), con la International Gramsci Society (IGS) e il Laboratorio di Studi internazionali gramsciani dell’Università di Cagliari, e con il sostegno finanziario della Fondazione di Sardegna.

L’iniziativa si inserisce nel calendario di eventi previsti per l’«Anno gramsciano», istituito dalla Regione Sardegna per celebrare l’80esimo anniversario della morte di Antonio Gramsci.

La GSS vuole essere un luogo d’incontro e di collaborazione dei più importanti studiosi di Gramsci, ma anche lo spazio in cui la tradizione storico-filologica italiana possa fecondamente dialogare con l’approccio teorico e analitico dominante nel mondo anglofono. Il tema prescelto per questa seconda edizione è l’estensione dell’ideologia: folclore, religione, senso comune, buon senso, filosofia. L’oggetto del corso sarà la ricostruzione dell’originale ripensamento che la nozione di ideologia conosce nei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. Gramsci avvicina l’ideologia a una serie di altri concetti – dal folclore alla religione, al senso comune, alla filosofia – che, nella loro articolazione, spiegano il funzionamento “culturale” e non meramente strumentale e amministrativo degli “apparati egemonici”.

Il corpo docente della GSS 2016 è formato da: Joseph A. Buttigieg (University of Notre Dame, Indiana/USA), Giuseppe Cospito (Università di Pavia), Romain Descendre (ENS, Lyon), Gianni Francioni (Università di Pavia), Fabio Frosini (Università di Urbino), Francesca Izzo (Università di Napoli “L’Orientale”), Anne Showstack Sassoon (Birkbeck, University of London), André Tosel (Université de Nice Sophia Antipolis), Jean-Claude Zancarini (ENS, Lyon), Cosimo Zene (SOAS, University of London).

Fanno inoltre parte del comitato scientifico i professori Gianni Fresu (Universidade Federal de Uberlândia, Minas Gerais/Brasil, e Associazione “Casa Museo Antonio Gramsci”, Ghilarza), Dora Kanoussi (Benemérita Universidad Autónoma de Puebla, México), Fiamma Lussana (Università di Sassari), Mauro Pala (Università di Cagliari), Giancarlo Schirru (Università di Cassino), Peter D. Thomas (Brunel University, London), Giuseppe Vacca (Fondazione Istituto Gramsci, Roma).

La GSS vuole inoltre essere un laboratorio che ospita la ricerca di studiosi del pensiero gramsciano, e di studenti e studentesse, laureati, dottorandi o dottori di ricerca, a partire da un approccio scientifico di carattere storico e interdisciplinare.

L’elenco completo dei nomi delle e dei partecipanti selezionati – 4 provengono dall’Italia, 6 dall’America Latina (3 dal Brasile, 2 dall’Argentina e 1 dal Messico), 2 dagli USA, 2 dalla Francia e 1 dall’Inghilterra -, con ulteriori dati sui progetti presentati e la rispettiva formazione scientifica, è consultabile sul sito web dell’associazione Casa Museo A. Gramsci (www.casagramscighilarza.org) e della Fondazione Istituto Gramsci di Roma (http://www.fondazionegramsci.org/).

La GSS offrirà anche l’occasione di coinvolgere un pubblico più vasto, sia nel territorio ghilarzese che nella città di Cagliari, dove la stessa si concluderà il sabato 10 settembre. Sono previsti tre incontri aperti al pubblico: il lunedì 5 il prof. André Tosel inaugurerà la GSS con la lectio magistralis Democrazia, filosofia, ideologia e società oggi, e sempre presso la Torre aragonese di Ghilarza, il venerdì 9 è prevista la conferenza finale del prof. Gianni Francioni L’estensione dell’ideologia in Gramsci e la genesi delle sue articolazioni.

La mattina del sabato 10 settembre si terrà presso il Rettorato una tavola rotonda intitolata “Gramsci nel mondo oggi”, in collaborazione col GramsciLab dell’Università di Cagliari, che patrocina l’iniziativa. Sono previsti gli interventi dei docenti e partecipanti della GSS e del GramsciLab.

I lavori saranno ripresi da EjaTV, media partner della GSS, che ogni giorno darà degli aggiornamenti online sulla sua piattaforma web (www.ejatv.com).

 

Apr 122016
 

Alle origini dello “Stato sviluppista” in Asia Orientale: questioni di metodo. Gramsci come strumento di lettura

Martedì 26 aprile 2016, Aula Magna – viale S. Ignazio, 78 ore 16:00, Cagliari


Relatore: Francesca Congiu, Università di Cagliari


La lettura data dei teorici dello Stato sviluppista del cosiddetto “miracolo economico asiatico” di prima, seconda, terza e quarta generazione ha segnato un punto di svolta epocale nella letteratura dominante relativa all’analisi dei processi di sviluppo e alla loro origine tradizionalmente collocata all’interno del binomio “democrazia liberale – economia liberista”. Il contributo dei teorici dello Stato sviluppista è stato, infatti, determinante nell’aver individuato nei processi di industrializzazione dei paesi dell’Asia Orientale, il ruolo fondamentale e interventista dello Stato (autoritario nella gran parte dei casi) smentendo le tesi neo-classiche. Secondo tali teorie la principale ragione alla base della ormai nota crescita economica asiatica è stata la formazione di stati forti, autonomi, indipendenti dalle forze sociali e dunque capaci di agire per il bene dello sviluppo economico nazionale. Si tratta, dunque, di un concetto di “Stato neutrale” che si contrappone alla intrinseca politicità del concetto di Stato integrale di matrice Gramsciana.
Le letture dei processi di industrializzazione in Asia Orientale fornite dai teorici dello Stato sviluppista si concentrano, infatti, sulle forme di efficiente coordinamento esistenti fra le elite burocratiche statali e le elite economiche nazionali e sulla capacità delle prime di imprimere la direzione della politica economica nazionale. Manca in queste analisi il ruolo giocato dalla subordinazione del lavoro in quei processi di industrializzazione export-oriented, manca il ruolo del contesto internazionale e delle sue trasformazioni, e soprattutto non si comprende quale tipo di relazione intercorresse tra lo stato interventista e la classe operaia in formazione. Questo comporta l’impossibilità di individuare, nella storia di questi paesi elaborata dai teorici dello Stato sviluppista, le differenti forme di resistenza del lavoro alle pratiche di subordinazione. Non si spiegano, inoltre, le ragioni che hanno determinato successivamente il passaggio, della gran parte di quei paesi, dalle condizioni di Stato sviluppista alle condizioni di Stato neoliberista.  
Al fine di ricostruire le origini storiche dello Stato sviluppista in Asia Orientale e le sue funzioni, e riportare il lavoro al centro dell’analisi dei processi di sviluppo in quella regione, il concetto di Stato integrale, come pure il concetto di rivoluzione passiva, possono costituire un’utile base metodologica e, in un certo qual senso, una base critica attraverso la quale leggere le teorie dello Stato sviluppista. La differenza sostanziale tra le due visioni poggia su una concezione opposta della natura della relazione stato-società. Per la prima, lo stato e la società costituiscono insieme ciò che Gramsci definisce, appunto, Stato integrale, prodotto della transizione politica e sociale alla modernità e riflesso, dunque, delle relazioni di classe. La seconda, in linea col pensiero liberale, concepisce lo stato e la società come due entità separate, la cui natura si rileva a seconda del grado di autonomia dell’una nei confronti dell’altra. 
Locandina Congiu - 26 aprile
 Scritto da in 12 aprile 2016  Gramsci nel mondo, seminari  Commenti disabilitati su Alle origini dello “Stato sviluppista” in Asia Orientale: questioni di metodo. Gramsci come strumento di lettura
Mar 142016
 

Gramsci, subalternità, innovazione

Martedì 22 marzo 2016, Aula Anfiteatro – viale S. Ignazio, 17 ore 16:00, Cagliari

 


Relatore: prof. Alessandro Mongili, Università di Padova


Gli studi sull’innovazione, sulla scienza e tecnologia (STS) hanno, negli ultimi anni, riconcettualizzato l’innovazione in modo diverso rispetto ai modelli lineari, che vedono nell’idea iniziale la chiave interpretativa di tutto il processo, che comprende l’articolazione di un dispositivo socio-tecnico, ma anche pratiche come manutenzione, riparazione, uso. Ridefinendo che cosa sia l’innovazione hanno incontrato in questo gli Studi postcoloniali. Infatti, nei paesi del Sud Globale, l’innovazione si crea in continuazione, ma non è classificata come tale in quanto sfugge ai modelli lineari.

Le politiche dell’innovazione (costruite tutte sui modelli lineari), disconoscono le pratiche non convenzionali di innovazione e le escludono. Considerando i paesi del Global South come “per natura” arretrati, esse tendono ad attualizzare, all’interno stesso dei programmi di modernizzazione, di sviluppo, e delle politiche di innovazione, le condizioni di subalternità.

Alcuni casi tratti da esperienze di innovazione in Sardegna e nel Global South mostrano come tali relazioni che attualizzano subalternità e dominio siano presenti proprio all’interno di pratiche legate ai processi di “innovazione”, e quanto alcuni concetti gramsciani, soprattutto quello di subalternità, siano essenziali per analizzarle.

Locandina Mongili

Mar 062016
 

“Ogni uomo é un filosofo”: gli intellettuali e la vera natura dei rapporti tra governanti e governati

Mercoledì 9 marzo 2016, Aula Magna – viale S. Ignazio, 78 ore 16:00, Cagliari


Relatore: prof. Gianni Fresu


Per Gramsci il rapporto governanti governati è conseguente alla divisione del lavoro, alla distinzione tra funzioni intellettuali e manuali: «ogni uomo è un filosofo», è l’organizzazione tecnica a farne un diretto e non un dirigente, pertanto se lo scopo principale di un partito consiste nel formare dirigenti, il suo dato di partenza deve risiedere nel non ritenere naturale e immodificabile quella distinzione. Il problema dell’assenza di un rapporto organico di rappresentanza in politica non riguardava solo i partiti di élite della tradizione liberale, dove la funzione di direzione era esercitata unilateralmente da uomini di cultura, ma anche i cosiddetti partiti di massa del movimento operaio. Se le masse in un partito non hanno altra funzione al di là della fedeltà militare verso i gruppi dirigenti, il rapporto dualistico è esattamente lo stesso: «la massa è semplicemente di manovra e viene occupata con prediche morali, con pungoli messianici di attesa di età favolose in cui tutte le contraddizioni e miserie presenti saranno automaticamente risolte e sanate» Un partito serio, non l’espressione arbitraria di individualismi, deve essere portatore di qualcosa di simile allo spirito statale, un sentimento di appartenenza che lega il presente e il futuro con la tradizione e rende i suoi cittadini solidali con l’azione storica delle forze spirituali e materiali nazionali.

seminario 5

Feb 042016
 

Egemonia e coscienza geografica. Edward W. Said lettore di Antonio Gramsci

Giovedì 18 febbraio 2016, Aula Magna – viale S. Ignazio, 78 ore 11:00, Cagliari


Relatore: prof. Orazio Irrera, Université Paris 1 – Panthéon-Sorbonne


Il seminario del prof. Irrera intende illustrare il modo in cui gli scritti Antonio Gramsci sono stati interpretati ed utilizzati da Said per analizzare, all’interno di una prospettiva centrata sulla materialità della cultura, la formazione dei discorsi e delle pratiche egemoniche che gli imperi europei hanno esercitato a partire dalla fine del XVIII secolo sui relativi possedimenti coloniali. Nello specifico, ci si soffermerà su due momenti particolarmente importanti per comprendere l’uso che Said ha fatto del concetto gramsciano di egemonia.
Il primo, che risale alla composizione di ‘Orientalismo’, riguarda il tentativo di combinare un approccio gramsciano in termini di egemonia con l’analisi del discorso di Michel Foucault. Si tratta di uno dei punti di maggiore tensione teorica di Orientalismo, le cui poste in gioco metodologiche e politiche non sono state, a tutt’oggi, ancora completamente esplorate.
Il secondo momento si concentra principalmente sull’opera che da Said era considerata come il seguito di Orientalismo, ovvero ‘Cultura e imperialismo’ (1993), in cui, a differenza del passato, vengono prese in considerazione le forme culturali di resistenza incontrate dalla mission civilisatrice dell’imperialismo.
Si tratta di analizzare in che modo il concetto di egemonia di Gramsci sia stato ancora una volta una risorsa fondamentale sotto due aspetti: in primo luogo per pensare criticamente una storia contrappuntistica dell’imperialismo che tenga conto del costitutivo e reciproco intrecciarsi del punto di vista della colonizzazione e dei punti di vista indigeni che ad essa si opponevano. In secondo luogo, per comprendere il modo in cui l’egemonia culturale produce degli effetti materiali inscrivendosi geograficamente nello spazio conflittuale segnato dal colonialismo e generando allo stesso tempo delle forme di consenso che non sarebbero pensabili senza tenere in considerazione la nozione di egemonia territoriale o geografica che si ritrova tanto nei Quaderni quanto negli scritti precedenti (soprattutto in Alcuni temi della questione meridionale).

Seminario Irrera locandina

Orazio IRRERA insegna filosofia presso l’Université Paris 1 – Panthéon-Sorbonne e collabora con il Centre de philosophie contemporaine de la Sorbonne. È specialista dell’opera di Michel Foucault e co-direttore della rivista materiali foucaultiani. Ha partecipato all’edizione francese e alla traduzione italiana di Sull’origine dell’ermeneutica del sé, Cronopio, Napoli 2012 e co-diretto il volume Foucault e le genealogie del dir-vero, Cronopio, Napoli 2014. I suoi interessi di ricerca si rivolgono anche all’ambito degli studi postcoloniali e, in particolare, alla figura di Edward Said a cui ha dedicato diversi articoli. Dal 2012 anima presso il Collège international de philosophie il seminario Race et colonialisme. Sur les épistémologies politiques de la décolonisation. Il suo prossimo libro s’intitola Généalogies postcoloniales. L’insertion de l’éthique dans la politique chez Michel Foucault et Edward Said.

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