Coastal & Marine Geomorphology Group

 

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Il Coastal and Marine Geomorphology Group (CMGG), dell’Università degli studi di Cagliari, nasce dall’aggregazione di un gruppo di ricercatori dell’Ex Dipartimento di Scienze della Terra (ora Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche) che hanno contribuito alla fondazione ed allo sviluppo dell’Osservatorio Coste E Ambiente Naturale e Sottomarino O.C.E.A.N.S. con sede presso il faro di Punta Sardegna a Palau (OT).

Il Gruppo si occupa di attività di ricerca nell’ambito della geomorfologia costiera, geologia marina e della sedimentologia, effettua studi sull’evoluzione e dinamica dei litorali e cartografia delle coste e dei fondali, curando e valorizzando l’aspetto divulgativo dell’informazione scientifica. Si occupa inoltre di assistenza alla pianificazione e gestione delle coste fornendo un robusto supporto scientifico alla gestione delle problematiche ambientali.

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Conclusa la campagna oceanografica nel Golfo di Cagliari condotta dall’Università degli Studi di Cagliari attraverso il gruppo di ricerca “Coastal and Marine Geomorphology Group” svolta nell’ambito del Progetto RAS Tender Neptune in collaborazione con l’Università Neozelandese di Auckland con il coordinamento scientifico del Prof. Sandro DeMuro.

La campagna è stata possibile grazie all’apporto della Società Battellieri Cagliari che ha permesso la messa a mare di boe attrezzate con correntometri e ondametri, anche sperimentali, costruiti dalla cooperativa Sardegna Progetta, entrambe imprese sarde ad alta specializzazione Partner fondamentali del Progetto. Stazioni di rilevamento video e meteo posizionate sulla sella del diavolo e sull’Ospedale Marino (grazie agli spazi concessi rispettivamente dalla Marina Militare e ASL 8 Cagliari) rilevavano contemporaneamente importanti parametri alla superficie del mare (direzione e intensità del vento, fronti d ‘onda, zone di frangenza e sormonto delle onde ecc).


Il lavoro scientifico è stato svolto dai ricercatori Marinella Passarella che ha avuto un ruolo centrale in quanto la sperimentazione rientra nella sua tesi di dottorato internazionale, da Andrea Ruju, Carla Buosi ed Angelo Ibba con il contributo dei sommozzatori Marco Piroddi e Maurizio Spanu. La sperimentazione avrà importanti ricadute sulla conoscenza dei processi morfodinamici che interessano le spiagge del Poetto e di Giorgino ma, più in generale, dell’intero Golfo di Cagliari. Il lavoro svolto ha visto inoltre la collaborazione dell’ Università di Pisa, delle Penn State e Auckland University (rispettivamente statunitense e neozelandese) per la modellizzazione dei dati e della Curtin University (Western Australia) per la comparazione del ruolo svolto dalle praterie di Posidonia oceanica. Il progetto NEPTUNE e alcuni risultati preliminari della ricerca saranno presentati Mercoledì 7 giugno ore 8,30 presso la Sala anfiteatro – via Roma 257, Cagliari.

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“Non toccate le alghe dalle spiagge” (in realtà si tratta prevalentemente di cascame di Posidonia oceanica):

Questo il consiglio che danno ai Comuni ed alle Regioni gli esperti del Coastal and Marine Geomorphology Group CMGG dell’Università di Cagliari.

“Le mareggiate autunnali stanno letteralmente coprendo di alghe, Posidonia oceanica, legni e canne le spiagge della Sardegna”. “Questo è un processo assolutamente positivo e naturale. Da apprezzare e accettare in quanto si tratta dell’apporto stagionale di una risorsa straordinaria”. Rimuovere questi materiali (in qualsiasi stagione) è profondamente sbagliato – spiega il Prof. Sandro De Muro – in quanto essi favoriscono la capacità di risposta elastica del sistema spiaggia, smorzando il moto ondoso e fornendo una naturale difesa nei confronti dell’erosione dei litorali.
Questi accumuli di materiale organico, detti tecnicamente berme vegetali, inoltre, hanno spesso elevatissime percentuali di sedimento (talvolta fino al 90%) e contribuiscono alla formazione delle spiagge sarde da millenni. Negli ultimi dieci anni la rimozione antropica sta producendo pesanti processi erosivi. I resti vegetali provenienti dalla Posidonia, in particolare, producono lenti e strati di materiale organico nel corpo della spiaggia emersa che conferiscono volume, permeabilità ed elasticità al sistema. Dunque la Posidonia spiaggiata costituisce un elemento fisiologico e “strutturale” della spiaggia stessa influenzandone la morfologia, la composizione dei materiali e la capacità positiva di risposta agli eventi estremi.

Dai dati fino ad oggi acquisiti dai ricercatori si evidenzia che, oltre al grave danno connesso all’asportazione di questo prezioso sedimento organico (sottrazione di volumi), si producono tutta una serie di azioni erosive indotte dall’uso dei mezzi meccanici fino ad oggi utilizzati per la rimozione, quali ad esempio: compattazione, movimento di scivolamento indotto, forzata miscelazione sedimentaria, solchi, spianamento delle strutture di spiaggia emersa e retrospiaggia ecc. che condizionano negativamente antropicamente gli assetti producendo erosione.
Il consiglio è dunque di non rimuovere mai la posidonia. Spiegare il ruolo che svolge e farla percepire come indispensabile alla genesi, conservazione e qualità delle spiagge sarde.
L’unica cosa da fare è approfittare del gran lavoro fatto dal mare (che durante le mareggiate ripulisce i fondali prospicienti alle spiagge) e limitarsi a rimuovere a mano, pochi giorni dopo l’evento che trasporta le “alghe”, solamente le plastiche e i rifiuti vari rilasciati dall’uomo che proprio in queste occasioni le onde e le correnti ci portano in spiaggia.

Per approfondimenti: Manuale di buone pratiche per lo studio, il monitoraggio e la gestione delle spiagge della Sardegna – Handbook of best practices for the study monitoring and management of Sardinian beaches (De Muro & De Falco) – University Press, Cagliari – ISBN:978-88-8467-953-6

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Campus Didattico-Scientifico 2016 ex Batteria Candiani
(Località Candiani – Porto Pino – Sant’Anna Arresi)
30 settembre – 6 ottobre 2016

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Presentazione progetto SOSS DUNES LIFE13 NAT/IT/001013
20 Dicembre 2014, Sala Consiliare
 Comune di Sant’Anna Arresi (CI) – Piazza Aldo Moro n.1

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“La salvaguardia degli ambienti dunali costieri: esperienze a confronto” – Convegno finale progetto LIFE+ PROVIDUNE (LIFE07NAT/IT/000519) – Cagliari 23-24 ottobre 2014

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Celebrazione del centenario del Faro di Punta Sardegna – Palau
sede dell’Osservatorio Coste E Ambiente Naturale Sottomarino (OCEANS)
25 ottobre 2013 – La Maddalena (OT)

 

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